Servizi SEO: cosa c'è dentro un pacchetto
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Chiedi un preventivo per i servizi SEO e tornano indietro tre fogli che non si somigliano: uno elenca dodici voci tecniche, uno promette il posizionamento garantito, uno parla solo di contenuti. Non è che facciano lavori diversi: è che "servizi SEO" non ha un contenuto fisso, come ce l'ha il tagliando dell'auto. Per confrontare due offerte serve una lista uguale per tutti, e quella lista esiste già: la scrive Google nella pagina dedicata a chi sta per affidare la SEO a qualcuno. Sono otto voci, e qui le trovi una per una. Cosa si fa dentro una singola pagina sta invece nella guida sull'ottimizzazione.
Gli otto servizi della lista ufficiale
La pagina si chiama "Hai bisogno di un esperto SEO?" e il suo ultimo aggiornamento è del 10 giugno 2026. In apertura dice una cosa che nessuna pagina di vendita ti dirà: se gestisci una piccola attività locale, gran parte del lavoro probabilmente puoi farlo da solo. Poi elenca i servizi che agenzie e consulenti forniscono.
Leggila come la lista della spesa. Nessuno compra tutte e otto le voci, e un preventivo che le mette tutte dentro allo stesso prezzo di solito ne fa una sola sul serio.
| Voce della lista | Cosa ricevi | Come vedi che è stata fatta |
|---|---|---|
| Esame dei contenuti o della struttura | Quali pagine hai, quali mancano, come sono collegate | Un elenco di pagine con un giudizio per ciascuna, non un punteggio su cento |
| Consigli tecnici sullo sviluppo (hosting, reindirizzamenti, pagine di errore, JavaScript) | Le indicazioni perché il motore riesca a leggere il sito | Finiscono nel codice: chiedi chi le applica, se il tuo tecnico o loro |
| Sviluppo dei contenuti | Pagine nuove sulle domande dei tuoi clienti | Un numero: quante al mese, chi le scrive, chi le pubblica |
| Gestione delle campagne online | Pubblicità a pagamento | Ha budget e numeri suoi: non è ricerca organica |
| Ricerca di parole chiave | Le frasi che la tua clientela digita, con quante volte al mese | Un file con volume e intenzione per frase, non tre parole a intuito |
| Formazione sulla SEO | Insegnano a te o ai tuoi a farla in casa | Si compra a ore: è l'alternativa al servizio, non un suo pezzo |
| Competenza su aree geografiche e mercati specifici | Chi conosce la tua zona, il tuo paese, la tua lingua | Due lavori nella tua provincia o nella tua lingua |
| Ottimizzazione per l'AI generativa | Comparire dentro le risposte generate dai motori | Ti dice su quali indicazioni ufficiali si basa, e tu le leggi |
Una volta sola o ogni mese: la riga che decide il prezzo
Delle otto voci, tre si comprano una volta e non tornano: la formazione, la competenza geografica (o ce l'ha o non ce l'ha) e la parte tecnica, che si riapre solo quando cambi sito o piattaforma. Due vivono di ripetizione: lo sviluppo dei contenuti e l'esame di quello che succede dopo. La ricerca di parole chiave sta in mezzo: la prima volta è un lavoro grosso, poi è un controllo.
Qui si decide se il canone ha senso. Un canone mensile che dentro ha solo voci da una volta sola ti fa pagare dodici volte un lavoro fatto a gennaio. Prendi il foglio e scrivi a matita 1 o M accanto a ogni riga: se l'unica M è quella dei contenuti, il prezzo giusto è quello di una pagina al mese, non di un pacchetto. Il conto completo, con le tariffe orarie, sta nella guida su quanto costa la SEO.
| Voce | Quando si paga | La domanda da fare |
|---|---|---|
| Esame contenuti e struttura | Grosso la prima volta, poi piccolo ogni mese | Chi lo rifà il mese prossimo, su quali numeri? |
| Consigli tecnici | Una volta, si riapre se cambi sito | Le correzioni le applicate voi? |
| Sviluppo contenuti | Ogni mese, o non produce niente | Quante pagine al mese, e chi decide su cosa? |
| Gestione campagne | Ogni mese, budget a parte | Quanto del canone è lavoro e quanto finisce a Google? |
| Ricerca parole chiave | Una volta grossa, poi controlli | Mi resta il file se smetto? |
| Formazione | Una volta, a ore | Dopo, cosa devo saper fare da solo? |
| Competenza geografica | Non si paga a parte | Mi mostra due lavori nella mia zona? |
| Ottimizzazione AI generativa | Segue i contenuti, non li precede | Cosa cambia da quello che fate già? |
La voce nuova, e perché cambia i preventivi del 2026
L'ottimizzazione per l'AI generativa è dentro la lista dei servizi SEO di Google, in fondo alle otto voci. Non è un dettaglio: chi te la vende come prodotto separato, con un canone separato e un nome nuovo (AEO, GEO, ottimizzazione per le risposte), ti sta vendendo un pezzo della SEO con un'etichetta diversa.
Nella stessa pagina Google scrive come si collauda chi lo propone: i suoi consigli devono essere in linea con le indicazioni ufficiali della Ricerca sull'ottimizzazione per le funzionalità di AI generativa. Sono pubbliche e gratuite, si chiamano "Funzionalità di AI e il tuo sito web", e hanno quattro capitoli: come agiscono le funzionalità di AI nella Ricerca, come apparire, come misurare il rendimento, come controllare i tuoi contenuti dentro quelle risposte.
Il controllo che puoi fare da solo: chiedi in quale di quei quattro capitoli sta la cosa che ti propone. Se la risposta è che Google non lo documenta perché è un metodo loro, il colloquio è finito.
Le domande del colloquio, scritte da Google
La parte più utile di quella pagina non è la lista dei servizi: è l'elenco di domande da fare prima di firmare. Non le ha scritte un'agenzia per vendere, le ha scritte il motore di ricerca. Fattele leggere a chi ti manda il preventivo e guarda quali salta: nessuna è tecnica, sono tutte verificabili da un titolare che di SEO non sa niente.
- Può mostrarmi esempi di lavori precedenti e qualche caso di successo?
- Segue le Nozioni di base della Ricerca Google?
- Che risultati prevede di ottenere, e in che tempi?
- In che modo misura il successo?
- Che esperienza ha nel mio settore, nella mia città, nel mio paese?
- Da quanto tempo fa questo lavoro, e come comunichiamo?
- Mi avvisa di tutte le modifiche che fa al sito, con il motivo di ognuna?
Se ti offrono un audit, gli accessi si danno in lettura
Su questo Google è esplicito, e vale la pena saperlo prima: se chi ti propone il servizio si offre di fare un audit SEO, valuta attentamente cosa comporta e concedi solo l'accesso in lettura a Search Console, non quello in scrittura. Quello si dà dopo, se e quando il lavoro parte.
E un audit, sempre secondo quella pagina, deve darti stime realistiche dei miglioramenti e del lavoro che serve per ottenerli. Non un punteggio e non un semaforo rosso su quaranta righe.
Le voci che nella lista non ci sono
Quattro cose che compaiono spesso nei preventivi SEO non sono nella lista di Google, e la stessa pagina spiega perché. La quinta è più scomoda: la responsabilità resta tua. Google scrive che sei tu il responsabile delle azioni delle aziende di cui ti servi, e che se qualcuno crea contenuti ingannevoli per conto tuo il sito può finire fuori dall'indice.
- La garanzia della prima posizione. Nessuno può garantire un ranking: la pagina dice che se te lo garantiscono, ti devi rivolgere a qualcun altro. Lo stesso per chi vanta un rapporto speciale con Google.
- L'invio del sito a migliaia di motori di ricerca e gli schemi di link: Google li definisce in genere operazioni inutili, che non influiscono sul ranking a tuo vantaggio.
- Gli strumenti approvati da Google. Non esistono: Google non valuta né approva strumenti SEO di terze parti, e quegli strumenti non hanno accesso ai suoi dati di ranking interni.
- Il link al sito di chi ti fa il servizio, messo sul tuo. La pagina lo scrive in tre parole: non inserirlo mai.
- Le offerte arrivate per email senza che tu le chiedessi: Google consiglia lo stesso scetticismo delle pillole che bruciano i grassi di notte.
Che pacchetto serve a un sito fermo da sei mesi
Il caso tipico: un'officina con otto pagine, online da tre anni, nessuna modifica dall'ultimo restyling. Con le otto voci davanti, l'ordine che regge è questo, e non è l'ordine in cui te le vendono. La parte tecnica si tocca solo se blocca qualcosa di misurabile: un sito piccolo che compare regolarmente nei risultati non ha un problema tecnico, ha un problema di pagine che non esistono.
Per partire dal primo punto senza spendere: l'analisi SEO gratuita è esattamente quella voce, l'esame dei contenuti e della struttura, con il foglio di cosa faremmo sul sito nei primi trenta giorni. Resta tua anche se non vai avanti e non chiede la carta di credito.
- 1Esame dei contenuti e della struttura: su cosa compari oggi, quali pagine mancano.
- 2Ricerca di parole chiave: scegliere le domande da coprire con i numeri invece che a intuito.
- 3Sviluppo dei contenuti: una o due pagine al mese, sulle domande scelte al punto due.
- 4Consigli tecnici, solo se l'esame ha trovato qualcosa che impedisce l'indicizzazione.
- 5Ottimizzazione per l'AI generativa, che lavora sui contenuti del punto tre.
- 6Formazione e campagne, quando le prime tre girano da sole.
Come copriamo quelle voci noi, e quali non copriamo
Per onestà di confronto, la stessa lista applicata a noi. RankX, il nostro agente SEO, copre ogni giorno tre voci su otto: l'esame (ogni mattina legge i dati di Search Console del sito), la scelta del lavoro che rende di più (ricerca di parole chiave fatta sui tuoi dati, non su una media di settore) e lo sviluppo dei contenuti, cioè scrive le pagine che mancano, le pubblica e avvisa Google lo stesso giorno. Le pagine venute male le butta. Ogni lunedì arriva il resoconto con pagine pubblicate, pagine scartate ed errori.
Quello che non copriamo: la gestione delle campagne, perché è pubblicità e si fa altrove con un budget suo, e la formazione, che non è in abbonamento. I piani sono tre: 399 € al mese per un sito due giorni a settimana, 499 € al mese per un sito tutti i giorni lavorativi, 999 € al mese fino a tre siti, per chi ha più marchi e per le agenzie che non hanno le ore.
I limiti, scritti prima che tu li scopra: funziona su siti Next.js e su misura, su WordPress è in arrivo, su Shopify e Wix no. E nessuna posizione garantita né nessun tempo certo: le visite salgono nel giro di mesi, non di settimane, e per questo la durata minima è 6 mesi.
Porta la lista delle otto voci alla prossima chiamata e chiedi due cose per ognuna: la fate, e come la misurate. Il preventivo che risponde riga per riga lo puoi giudicare anche se di SEO non sai niente; quello che risponde parlando di visibilità e presenza online ti chiede fiducia al posto di numeri. Questa guida l'ha scritta RankX, con lo stesso metodo che userebbe sul tuo sito.
Domande frequenti
Sono i lavori che fanno comparire un sito nei risultati non pubblicitari di Google. La documentazione di Google ne elenca otto: esame dei contenuti e della struttura, consigli tecnici sullo sviluppo, sviluppo dei contenuti, gestione delle campagne, ricerca di parole chiave, formazione, competenza su aree geografiche specifiche e ottimizzazione per l'AI generativa. Il resto è una di queste otto con un altro nome.
Sono due cose separate, e la pagina di Google è netta: la pubblicità con Google non produce alcun effetto sulla presenza del sito nei risultati di ricerca, e Google non accetta mai denaro per includere o posizionare i siti. Se un preventivo mette il budget pubblicitario dentro il canone SEO, chiedi di dividerli in due righe.
Sì, ed è spesso la mossa giusta quando il budget è piccolo. La voce che da sola dà il risultato più misurabile è lo sviluppo dei contenuti, perché è l'unica che ti fa comparire su ricerche dove oggi non esisti. L'esame iniziale serve a scegliere quali, e si trova anche gratis.
Google indica due momenti buoni: quando rifai il design del sito (meglio prima che dopo) e quando ne lanci uno nuovo, perché lì la struttura si decide una volta sola. Non conviene quando il sito ha cinque pagine e nessuno ha ancora deciso cosa vende a chi: nessuna ottimizzazione fa comparire una pagina che non esiste.
Tre controlli presi dalla stessa pagina di Google. Chiedi di vedere lavori precedenti e di parlare con qualche cliente passato. Verifica che non ti garantisca posizioni: se lo fa, Google stesso scrive di rivolgersi a qualcun altro. E guarda se cita la documentazione ufficiale a sostegno di quello che propone, invece del punteggio di uno strumento a pagamento.
