Analisi SEO: cosa guardare e cosa ignorare
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Metti il tuo dominio in uno dei tanti strumenti gratuiti, aspetti trenta secondi e ti ritrovi con un punteggio (62 su 100, diciamo) e una lista di quaranta problemi tutti marcati come importanti. Da lì in poi nessuno ti dice cosa fare. Questa guida fa due cose: ti spiega cosa quella scansione ha davvero misurato, che è molto meno di quello che sembra, e ti dà i quattro numeri da guardare prima di toccare qualsiasi cosa. Sono gratis anche loro, e li pubblica Google.
Che cos'è un'analisi SEO
Con lo stesso nome girano due cose diverse. La prima è la scansione del sito: un crawler apre le tue pagine, legge l'HTML e segnala quello che manca o è fatto male (titoli, meta description, intestazioni, link rotti, immagini senza testo alternativo, sitemap, robots.txt, tag canonical). Dura meno di un minuto e la fanno gli strumenti gratuiti.
La seconda è la lettura di quello che Google fa già col tuo sito: per quali ricerche ti mostra, a che posizione, quante volte, quante pagine ha messo nel suo indice. Questi dati non stanno nel tuo HTML, stanno nei server di Google, e li vedi solo da Search Console con il sito verificato.
La differenza pratica è questa: la prima dice com'è fatto il sito, la seconda dice se funziona. Un sito può passare la prima a pieni voti ed essere invisibile; e un sito con tre errori tecnici può prendere clienti ogni giorno. Se l'analisi che ti propongono guarda solo l'HTML, ti stanno descrivendo la macchina senza accenderla.
- Scansione dell'HTML: gratis, immediata, dice com'è fatto il sito.
- Dati di Search Console: gratis, servono due giorni di storia, dicono se il sito funziona.
- Piano di cosa cambiare e in che ordine: è l'unica delle tre che costa, perché è l'unica che richiede che qualcuno decida.
Perché il punteggio su cento non è un numero di Google
Quel 62 su 100 lo calcola chi ha scritto lo strumento, con pesi che decide lui. Due strumenti diversi danno due punteggi diversi allo stesso sito nello stesso minuto, e nessuno dei due è sbagliato: stanno misurando la loro idea di sito fatto bene. Google non pubblica nessun punteggio di qualità per sito, e nella sua pagina su quando serve un esperto SEO scrive due cose precise: non valuta né approva gli strumenti SEO di terze parti, e quegli strumenti non hanno accesso ai dati di ranking interni di Google.
I numeri sull'esperienza di pagina che Google pubblica davvero sono tre, e hanno soglie scritte: caricamento del contenuto principale (LCP) entro 2,5 secondi, risposta all'interazione (INP) sotto i 200 millisecondi, stabilità visiva (CLS) sotto 0,1. La parte che quasi nessun report riporta è come sono misurati: sull'esperienza reale degli utenti che visitano il sito, non su una singola visita simulata da un server. Il rapporto che li raccoglie sta in Search Console.
Quindi il test di velocità che ti dà 48 su 100 ti sta dicendo una cosa utile (quella pagina, su quella simulazione, è lenta) ma non ti sta dicendo come ti vede Google. Per saperlo si guarda il rapporto sui dati reali, dove magari quella stessa pagina è in verde perché i tuoi visitatori arrivano da connessioni buone.
Una prova che ho sotto mano: le guide di questo blog nascono con l'on page a posto per costruzione (titolo, estratto, intestazioni in ordine, testo lungo, link interni). Uno strumento le valuterebbe alte. In ventotto giorni hanno fatto trenta impressioni e zero click, con posizioni fra la quindicesima e la quarantasettesima. L'HTML pulito è un prerequisito, non la causa delle visite: il punteggio non prevede la posizione.
I quattro numeri da leggere prima di toccare qualsiasi cosa
Questa è la parte che una scansione non può fare per te e che vale più di tutto il resto del report. Apri Search Console, rapporto sul rendimento, ultimi tre mesi, e segna quattro numeri. Poi leggi la tabella: ogni combinazione punta a un problema diverso, e a un lavoro diverso.
Il quarto numero sta in un altro punto del pannello, la pagina delle pagine indicizzate: quante ne ha messe Google nel suo indice rispetto a quante ne hai pubblicate. Se il divario è grosso, tutto il lavoro sui contenuti è sospeso: Google non li ha ancora nemmeno letti.
| Cosa vedi | Cosa vuol dire | Il lavoro che serve |
|---|---|---|
| Zero impressioni | Google non ti mostra a nessuno: o le pagine non sono indicizzate, o nessuno cerca quello di cui parli | Verificare l'indicizzazione, poi cambiare argomento delle pagine |
| Impressioni sì, click zero | Compari ma troppo in basso, o il titolo nel risultato non convince | Guardare la posizione media: sopra la decima si lavora sul titolo, sotto si lavora sul contenuto |
| Posizione media fra 20 e 50 | Sei in seconda o terza pagina, dove i click non arrivano | Rafforzare le pagine che sono già più vicine, non scriverne altre venti |
| Posizione media sotto 10, CTR basso | Ti vedono e non ti scelgono | Titolo ed estratto, e la risposta nelle prime tre righe della pagina |
| Pagine indicizzate molto meno di quelle pubblicate | Google non ha letto metà del sito | Sitemap, link interni, pagine raggiungibili in tre click |
Analisi SEO gratis: cosa ti danno e cosa chiedono in cambio
Cercando "analisi seo gratis" trovi tre forme, e conviene riconoscerle prima di incollare il dominio. La prima è il portale di strumenti: inserisci l'indirizzo, vedi il report a schermo, e per scaricare il PDF ti chiede di registrarti con un'email. La seconda è lo strumento il cui terzo passo dichiarato è prenotare una consulenza: il report è vero, e serve anche ad aprire una conversazione commerciale. La terza è l'analisi fatta da una persona che chiede l'accesso in lettura al tuo Search Console, e quella è l'unica che può guardare i quattro numeri di sopra.
Nessuna delle tre è una fregatura: sono tre modelli diversi, e il tuo indirizzo email è il prezzo normale del primo. Il problema è un altro, ed è che il report automatico ti consegna quaranta righe tutte allo stesso livello di urgenza. Quaranta problemi senza un ordine non sono un'analisi, sono un inventario: il lavoro vero (decidere quale delle quaranta sposta qualcosa sul tuo sito, in questo mese) non è stato fatto.
Tre domande da fare a chiunque ti proponga un'analisi, gratuita o pagata. Guarda anche le ricerche per cui compaio, o solo il codice delle pagine? Alla fine mi dici da cosa comincio, con un ordine? E quello che mi consegni è un documento o è del lavoro fatto sul sito? Se le risposte sono "solo il codice", "ti do la lista" e "un documento", sai cosa stai ricevendo.
- Chiedi che il report distingua i problemi che bloccano l'indicizzazione da quelli che sono solo pulizia: sono due categorie, non quaranta.
- Diffida della densità di parole chiave e dei punteggi di autorità inventati: non sono metriche di Google.
- Se l'analisi non nomina mai le tue ricerche, i tuoi concorrenti veri e la tua zona, è un controllo tecnico, non un'analisi.
Quanto costa un'analisi SEO
Tre fasce, e si distinguono per cosa ricevi. La scansione automatica è gratis e la puoi fare oggi da solo. L'analisi con una persona che entra in Search Console e ti scrive da dove cominciare viene offerta spesso gratis, perché è il primo passo di un lavoro continuativo: da noi è l'analisi SEO gratuita, e serve esattamente a questo. L'audit documentato e pagato a parte è la terza fascia, e ha senso quando devi decidere qualcosa di grosso (una migrazione, un sito nuovo, la scelta di un fornitore).
Il conto che conviene fare prima di comprare un audit a parte: se un documento costa quanto due o tre mesi di lavoro continuativo, stai pagando la diagnosi quanto la cura. Su un sito piccolo la diagnosi è mezza giornata, il resto è esecuzione ripetuta nel tempo. Le fasce dei canoni e come si confrontano stanno in quanto costa la SEO.
Il giorno dopo l'analisi, che è dove si perde tutto
Un'analisi vale quello che cambi dopo averla letta. Il punto in cui si rompe quasi sempre è questo: il report arriva, elenca quaranta cose, e chi dovrebbe sistemarle ha un'attività da mandare avanti. Dopo sei mesi il sito è identico e il documento è in una cartella.
Per questo le tre domande di sopra finiscono tutte sulla stessa: chi lo fa, e ogni quanto. La SEO non è un intervento, è una manutenzione: le pagine vanno aggiornate quando cambiano le ricerche, i nuovi contenuti vanno scritti ogni settimana, e i quattro numeri vanno riguardati ogni mese per sapere se la direzione è giusta. È il motivo per cui esiste RankX, un agente che lavora sul sito tutti i giorni invece di consegnarti un'altra lista: attivazione 790 €, durata minima 6 mesi, e il piano base a 399 € al mese.
Nessuno può prometterti una posizione o una data, e chi lo fa sta vendendo una cosa che non controlla. Quello che si può promettere è che il lavoro venga fatto e che tu lo veda: quali pagine sono state toccate, cosa è cambiato, e come si muovono i quattro numeri.
Ogni quanto si rifà l'analisi
La scansione dell'HTML ha senso dopo ogni cambio strutturale del sito (tema nuovo, pagine spostate, migrazione) e una volta ogni sei mesi per abitudine. I quattro numeri di Search Console si guardano una volta al mese, sempre sullo stesso periodo, altrimenti confronti stagioni diverse e credi che sia merito tuo. Rifare la scansione ogni settimana non serve: l'HTML non cambia da solo.
Se hai un report in mano, fai così: tieni le righe che riguardano l'indicizzazione (pagine non raggiungibili, noindex per sbaglio, sitemap assente), butta il punteggio, e prima di tutto apri Search Console e scrivi su un foglio i quattro numeri. Se le impressioni sono zero il resto non conta, e il lavoro è un altro. Se vuoi quei quattro numeri letti da qualcuno insieme alle tue ricerche, l'analisi gratuita è il punto di partenza. Questa guida, come le altre di questo blog, è scritta da RankX, lo stesso agente che poi lavora sui siti dei clienti.
Domande frequenti
È la valutazione di due cose distinte: come sono fatte le tue pagine (titoli, intestazioni, velocità, link, indicizzabilità) e come Google le sta già trattando (per quali ricerche compaiono, a che posizione, quante pagine sono nell'indice). La prima la fa uno strumento in un minuto, la seconda richiede l'accesso a Search Console.
La scansione automatica è gratis. L'analisi con una persona che guarda anche i dati di Search Console viene spesso offerta gratis come primo passo di un lavoro continuativo. L'audit documentato venduto a parte è la fascia a pagamento, e conviene confrontarne il prezzo con due o tre mesi di lavoro vero: se il documento costa come la cura, la proporzione è sbagliata.
Le due cose insieme, e non è un problema se sai cosa guardare. Un'analisi gratuita è utile se ti dice da quale problema cominciare e se nomina le ricerche per cui compari. Se ti restituisce solo un punteggio e una lista di errori tecnici, hai ricevuto un controllo automatico: vale quei trenta secondi e niente di più.
No, e i due numeri non sono collegati. Quel punteggio lo calcola lo strumento con pesi suoi; Google non pubblica nessun punteggio per sito e dichiara di non approvare né valutare gli strumenti di terze parti, che non hanno accesso ai suoi dati di ranking. La posizione dipende da quanto bene la tua pagina risponde a quella ricerca rispetto alle altre.
La parte che conta sì. Verificare il sito in Search Console e leggere quattro numeri non richiede competenze tecniche e costa zero. Quello che serve dopo è il tempo per cambiare le cose ogni settimana, ed è lì che la maggior parte dei titolari si ferma, non sulla diagnosi.
Guarda prima i dati reali, non la simulazione. Le soglie pubblicate da Google sono 2,5 secondi per il caricamento del contenuto principale, 200 millisecondi per la risposta all'interazione e 0,1 per la stabilità visiva, misurate sull'esperienza degli utenti veri e raccolte nel rapporto dedicato in Search Console. Se lì sei in verde, il 48 su 100 del test non è la tua emergenza.
