SEO

Google Search Console: cosa guardare davvero

8 minuti di lettura

Il rapporto delle ricerche su Google aperto sul portatile

Qualcuno ti ha mandato un invito, hai accettato, e ora hai davanti un pannello con grafici, una voce che si chiama Copertura e una che si chiama Core Web Vitals. Nessuno ti ha detto cosa farci. Questa guida non spiega tutto Search Console: ti dice quali numeri guardare, in quale ordine, e cosa decidere dopo averli guardati. Se invece la domanda di partenza è perché il tuo sito non esce, il punto di partenza è un'altra: da cosa dipende il posizionamento su Google.

Cosa ti dice Search Console che Analytics non ti dice

Analytics conta chi è entrato nel tuo sito. Search Console conta chi ti ha visto su Google e non è entrato. Sono due misure diverse e la seconda è quella che ti serve per vendere, perché è l'unico posto dove vedi la domanda che hai perso.

Un esempio concreto. Un centro fisioterapico scopre che il suo sito è apparso 480 volte in un mese per ricerche che contengono il nome della sua città, con 6 clic. Analytics gli mostra 6 visite e sembra che non ci sia niente da capire. Search Console gli mostra 474 persone che lo hanno visto scritto in un elenco e hanno scelto un altro. Quelle 474 sono il lavoro da fare: non manca il traffico, manca il motivo per cliccare su di te.

Per questo le due schermate che contano sono il report sul rendimento (le ricerche e le pagine) e il report sull'indicizzazione (se Google ha preso le tue pagine). Tutto il resto, all'inizio, puoi ignorarlo.

I quattro numeri, e cosa vuol dire ognuno per te

Nel report sul rendimento ci sono quattro caselle da accendere sopra il grafico. Le definizioni sono quelle della documentazione Google, la colonna di destra è la traduzione in lavoro.

NumeroCosa misuraCosa fai se è basso o strano
ImpressioniQuante volte il tuo sito è apparso nei risultatiSe sono poche non è un problema di titoli: Google non ti mostra, o non hai pagine sulle ricerche che fa la tua gente
ClicQuante volte qualcuno ti ha cliccato dai risultatiSe le impressioni crescono e i clic no, il problema è il titolo e la descrizione, non la posizione
CTRClic diviso impressioniSotto l'1% con impressioni a tre cifre vuol dire che vieni visto in fondo o che il titolo non promette niente
Posizione mediaLa posizione del tuo risultato più in alto, come media del periodoFra 5 e 15 sei a una riscrittura dalla prima schermata: sono le pagine su cui conviene lavorare per prime
I quattro numeri del report sul rendimento

La posizione media non è la tua posizione

Se la tabella dice 8,4 non significa che sei ottavo. Significa che nelle volte in cui sei apparso, la media delle tue posizioni è 8,4: puoi essere terzo per una ricerca e ventesimo per un'altra. Per sapere dove sei su una singola ricerca devi filtrare quella ricerca e guardare la sua riga, non il totale.

Il giro da dieci minuti al mese

Questo è l'ordine. Fallo lo stesso giorno di ogni mese e scrivi i numeri da qualche parte: senza il mese prima, i numeri di oggi non dicono niente.

  1. 1Apri il report sul rendimento, metti il periodo a 28 giorni e attiva il confronto col periodo precedente. Guarda solo due cose: le impressioni salgono o scendono, i clic salgono o scendono.
  2. 2Scheda Query, ordina per impressioni. Leggi le prime venti ricerche: sono le parole con cui la tua gente ti trova. Segna quelle che non ti aspettavi, perché sono pagine che non hai ancora scritto.
  3. 3Nella stessa tabella cerca le righe con molte impressioni e zero clic. Sono la lista della spesa: ogni riga è una ricerca per cui Google ti mostra e nessuno ti sceglie.
  4. 4Scheda Pagine, ordina per impressioni. Le pagine con impressioni e CTR basso sono quelle da riscrivere per prime, e in genere basta rifare titolo, primo paragrafo e descrizione.
  5. 5Vai su Indicizzazione pagine. Ti interessa un numero solo: quante pagine sono indicizzate. Se hai pubblicato quattro pagine nuove e il numero non si è mosso, Google non le ha ancora prese.
  6. 6Scrivi tre righe su un foglio: impressioni, clic, pagine indicizzate. Il mese prossimo questo foglio vale più di qualunque grafico.

Tre decisioni che puoi prendere con questi numeri

I dati servono se cambiano quello che fai lunedì. Queste sono le tre situazioni che si presentano quasi sempre e la mossa che corrisponde a ognuna.

Cosa vedi nel pannelloCosa sta succedendoLa mossa
Impressioni in salita, clic fermiGoogle ti mostra più di prima ma in posizioni basse, o il tuo titolo non dice niente a chi leggeRiscrivi titolo e descrizione delle tre pagine con più impressioni, mettendo dentro la parola che la gente ha davvero cercato
Una ricerca con 200 impressioni e 0 clicEsiste una domanda per cui esci, ma la tua pagina non è la risposta a quella domandaScrivi una pagina dedicata a quella ricerca, invece di sperare che la home la copra
Pagine indicizzate ferme da settimane, nuove pagine pubblicateGoogle non ha ancora scansionato o ha deciso di non indicizzareControlla la sitemap, usa Controllo URL su una pagina nuova e aspetta: l'indicizzazione non si compra e non si accelera a comando
Impressioni solo sul nome della tua aziendaTi trova chi ti conosce già, nessuno ti scopreTi mancano pagine sui problemi che risolvi, non sul tuo nome: è la parte più lenta è quella che porta clienti nuovi
Da cosa vedi a cosa fai

Perché cerchi la tua ricerca su Google e non ti trovi

Capita a tutti: il pannello dice che esci per una ricerca, tu la digiti e non vedi il tuo sito da nessuna parte. Non è un errore di Search Console. La documentazione Google lo dice esplicitamente: una query può comparire nel tuo elenco e non mostrarti il sito quando la cerchi tu, perché i risultati dipendono da orario, luogo, dispositivo e cronologia recente di chi cerca.

Altre due cose che fanno sembrare i numeri sbagliati. I dati più recenti sono preliminari, cioè ancora in raccolta, e nel grafico si vedono come linea tratteggiata: non trarre conclusioni dagli ultimi due giorni. E i totali del grafico a volte non coincidono con la somma della tabella, perché il grafico aggrega per sito e la tabella per pagina quando guardi le pagine.

La prova che vale è sempre la stessa: cerca da finestra anonima, da telefono, e con la città giusta se vendi in zona. Resta una prova indicativa, non una misura.

Quando i numeri dicono che il problema non è la SEO

Search Console è onesta in un modo scomodo: in tre casi ti dice che il lavoro da fare non è farsi trovare.

Primo caso: impressioni buone, CTR buono, visite che arrivano, e nessuna richiesta. Il problema è a valle, nel sito o nell'offerta: numero di telefono nascosto, modulo con troppi campi, prezzi assenti. Portare più gente su una pagina che non converte raddoppia solo il numero di persone che si girano.

Secondo caso: zero impressioni su tutto il sito, non su una pagina. Non è un problema di contenuti, è un problema tecnico o di indicizzazione, e si risolve prima di scrivere una riga nuova.

Terzo caso: le impressioni crescono solo su ricerche che non comprano niente, tipo chi cerca lavoro da te o chi cerca informazioni generiche sul tuo mestiere. Il traffico cresce, il fatturato no. Se ti serve capire cosa comprende davvero il lavoro di sistemazione, l'elenco è qui: cosa viene fatto davvero nell'ottimizzazione SEO.

Cosa puoi lasciare perdere, almeno per un anno

Il pannello ha una decina di sezioni e nove su dieci non ti riguardano oggi. I dati strutturati, i risultati avanzati, le statistiche di scansione, i report sui video: esistono perché Search Console la usano anche siti da milioni di pagine.

I Core Web Vitals meritano mezza frase: se il tuo sito è lento su telefono vale la pena sistemarlo, ma non è la ragione per cui non esci su Google. Prima vengono le pagine che rispondono alle domande dei tuoi clienti.

C'è un ultimo punto che riguarda te e non lo strumento. L'account Search Console deve essere intestato al tuo indirizzo email, non a quello di chi ti ha fatto il sito. Chi lavora sul sito lo aggiungi come utente e lo togli quando finisce. È la stessa regola del dominio e dell'hosting: la proprietà è tua, gli accessi si danno e si revocano.

Il problema vero di Search Console

Non è difficile da leggere: è che va letta ogni settimana, e nessuno la legge ogni settimana. Dieci minuti al mese sono il minimo che funziona, ma i dati utili scadono: una ricerca con cento impressioni e zero clic vista a gennaio è un'occasione, vista a giugno è un'abitudine.

Questo è esattamente il lavoro che fa RankX, l'agente SEO di DirezioneX: legge Search Console ogni giorno sul tuo sito, prende le pagine con impressioni e pochi clic e le riscrive, e pubblica pagine nuove sulle ricerche che trova. Part-time (399 € al mese) sono due giorni a settimana su un sito, full-time (499 € al mese) tutti i giorni, con attivazione 790 € e durata minima 6 mesi. Quello che non promette è la posizione: nessuno può prometterla, e chi lo fa sta vendendo una cosa che non controlla.

Se dovessi tenere una sola cosa di questa guida: apri la scheda Query, ordina per impressioni e leggi le righe con zero clic. Quelle righe sono clienti che ti hanno visto e hanno scelto un altro, e sono la cosa più economica da recuperare in tutto il tuo marketing. Se vuoi che qualcuno guardi i tuoi numeri e ti scriva cosa sistemare, l'analisi SEO gratuita è proprio questo: i tuoi dati letti, con la lista delle pagine da toccare per prime e nessun impegno dopo. Le guide di questo blog, compresa quella che stai leggendo, le scrive anche RankX: è il modo più semplice che abbiamo di farti vedere come lavora.

Domande frequenti

No, è gratuita e non ha una versione a pagamento. Ti serve un account Google e la verifica della proprietà del sito, che si fa con un file, un record DNS o il collegamento al servizio che ospita il sito.

Google registra le volte in cui il tuo sito appare nei risultati e le volte in cui qualcuno ci clicca, e te le mostra raggruppate per ricerca, pagina, paese e dispositivo. La vista predefinita del report sul rendimento parte dagli ultimi tre mesi e puoi cambiare periodo e confrontare due periodi fra loro.

L'indicizzazione è sempre gratuita: non esiste un modo per pagare l'ingresso. Invii la sitemap da Search Console e puoi chiedere il controllo di un singolo URL, ma Google non garantisce che una pagina venga indicizzata né quando. Se una pagina resta fuori per settimane, in genere ha contenuto troppo sottile o duplicato.

Search Console misura quello che succede prima del clic, cioè su Google: impressioni, posizioni, ricerche. Analytics misura quello che succede dopo il clic, dentro il sito: pagine viste, tempo, acquisti. I numeri dei due pannelli non coincidono mai e non devono: contano cose diverse.

I dati iniziano ad accumularsi dal momento della verifica e non c'è storia retroattiva: se verifichi oggi, il mese passato non lo vedrai mai. Per questo conviene verificare il sito il giorno in cui va online, anche se non hai nessuna intenzione di guardare il pannello.

Sì, ma dal tuo account. Crei la proprietà col tuo indirizzo email, poi aggiungi chi lavora sul sito come utente dalle impostazioni. Così quando il rapporto finisce togli l'accesso e i dati restano tuoi, invece di dover ricominciare da zero con una proprietà nuova.

Fonti

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