Consulente SEO: cosa compri davvero
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Chi cerca "consulente SEO" trova due cose: la descrizione del mestiere e le istruzioni per diventarlo. Sono pagine scritte per chi vuole fare quel lavoro, non per chi lo deve comprare. Tu hai un problema diverso: hai un preventivo in mano, o stai per chiederlo, e vuoi sapere cosa ti arriva in cambio di un canone mensile. Qui non trovi chi scegliere, ma cosa stai comprando: le ore, gli accessi, il rapporto mensile, i tempi veri. Se sei già al colloquio con due o tre nomi sul tavolo, la guida giusta è quella sulle sette domande da fare prima di firmare.
Quello che compri sono ore, non posizioni
La SEO non è un oggetto che si consegna: è un lavoro che qualcuno fa sul tuo sito per un certo numero di ore al mese. Quello che non sta in quelle ore non viene fatto, ed è la ragione numero uno per cui i titolari si sentono truffati dopo sei mesi. Non perché il consulente non lavorasse: perché nessuno aveva detto quante ore c'erano nel canone.
Il conto da fare prima di firmare è di una riga. Prendi il canone, chiedi la tariffa oraria e dividi: il numero che esce è il tuo mese di SEO. Se la tariffa non te la dice, chiedi la stessa cosa dall'altro lato, quante ore al mese dedichi al mio sito. Una delle due risposte deve arrivare, altrimenti stai comprando una scatola chiusa. Su come sono fatti i canoni c'è la guida su quanto costa la SEO al mese.
Il secondo conto serve a capire se quelle ore bastano, e dipende dalla frequenza: poche ore spese sulle cose giuste valgono più di un canone grosso speso in un audit tecnico ripetuto ogni trimestre su un sito che non è cambiato. La tabella è il metro per leggere il tuo preventivo.
| Lavoro | Ogni quanto ha senso | Si vede in Search Console? |
|---|---|---|
| Pubblicare una pagina nuova su una ricerca che i tuoi clienti fanno | ogni settimana, sotto le cinquanta pagine | sì, come impressioni, dopo qualche settimana |
| Riscrivere una pagina che ha già impressioni ma nessun click | quando lo chiedono i dati, non a calendario | sì, in pochi giorni |
| Controllare il rapporto Indicizzazione delle pagine | una volta al mese, dieci minuti | sì, subito |
| Audit tecnico completo del sito | una volta all'inizio, poi quando rifai il sito | no, non da solo |
| Ricerca delle parole chiave | una volta ogni tre mesi | no |
| Rapporto mensile e riunione | una volta al mese | no, è il racconto del lavoro |
Google scrive che una parte la puoi fare da sola
Nella pagina ufficiale su come rivolgersi a un esperto SEO, Google mette una frase che non troverai sul sito di nessun consulente: se gestisci una piccola attività locale, probabilmente puoi fare autonomamente gran parte del lavoro, partendo dalla guida introduttiva alla SEO, che descrive molte delle cose che farebbe il tuo esperto.
Vale leggerla anche se poi deleghi, e il documento dice perché: conoscere quelle tecniche ti serve per accorgerti se il consulente ne sta usando una sconsigliata. Quindi la prima domanda non è quale consulente, è quale pezzo deleghi.
Quella pagina elenca anche cosa fanno consulenti e agenzie. Leggila come una lista della spesa: ti fa vedere subito che il tuo preventivo copre due o tre voci su otto, e che le altre non arriveranno se non le chiedi.
- esame dei contenuti o della struttura del sito
- consigli tecnici sullo sviluppo: hosting, reindirizzamenti, pagine di errore, uso di JavaScript
- sviluppo dei contenuti
- gestione delle campagne online
- ricerca di parole chiave
- formazione sulla SEO
- competenza su aree geografiche e mercati specifici
- ottimizzazione per l'AI generativa
Gli accessi che gli dai, e i tre da maneggiare con cura
Per lavorare un consulente deve entrare in casa tua: Search Console, il pannello del sito, a volte il server. Si negozia una volta e poi resta così per anni, quindi vale mezz'ora adesso.
Il primo è Search Console, e la pagina di Google è precisa: se ti propone un audit SEO, valuta attentamente cosa comporta e concedi solo l'accesso in lettura, non in scrittura. In fase di audit non c'è niente da scrivere, c'è da guardare. L'accesso pieno si dà dopo, se serve.
Il secondo è l'accesso al sito o al server. Se il consulente ha accesso FTP, dice la stessa pagina, dovrà essere disponibile a fornire spiegazioni di tutte le modifiche apportate. In pratica è una riga nel contratto: ogni modifica arriva elencata nel rapporto mensile, con data e motivo. È la differenza fra sapere e non sapere cosa è cambiato, quando fra quattro mesi un numero crolla.
Il terzo non è un accesso ma una richiesta che prima o poi arriva: un link dal tuo sito al suo. Google scrive di non inserire mai un link al sito di un esperto SEO, e quella riga chiude il discorso senza discutere. Vale la pena ricordare anche la frase finale di quel documento: in definitiva sei responsabile delle azioni delle aziende di cui ti servi. Il danno resta sul tuo dominio, non sul suo.
Il rapporto mensile: i numeri del tool non sono i numeri di Google
Il rapporto mensile è l'unica cosa che ricevi fisicamente, e quasi sempre è fatto di schermate di uno strumento a pagamento: posizioni, punteggi, grafici colorati. Su questo Google è esplicito, e cambia come leggi quel documento: non valuta né approva gli strumenti SEO di terze parti, e quegli strumenti non hanno accesso ai suoi dati di ranking interni. La posizione 7 scritta nel tuo rapporto è una stima fatta da fuori, non un dato di Google. Aggiunge anche di diffidare degli strumenti che si dichiarano approvati dalla Ricerca Google, perché quell'approvazione non esiste.
Non vuol dire che siano inutili: servono per lavorare, ma non possono essere la prova del lavoro. La prova sta in Search Console, che è gratuita, è tua e misura il tuo sito con i dati di Google. Un rapporto utile ha quattro numeri presi da lì e confrontati col mese prima. Se non ci sono, chiedili: se poi arrivano e non si muovono per due mesi, hai i dati per fare la conversazione difficile senza litigare.
- 1impressioni totali: quante volte sei comparso fra i risultati
- 2click e CTR: quante volte ti hanno scelto fra quelli comparsi
- 3le cinque ricerche con più impressioni, con la posizione media accanto
- 4quante pagine sono indicizzate e quante no, dal rapporto Indicizzazione delle pagine
Quanto tempo passa prima che si veda qualcosa
È la domanda che fa saltare i rapporti fra titolari e consulenti, e la risposta onesta non la puoi avere da chi ti vende il servizio. Allora te la do con numeri miei, misurati su questo blog.
Fra il 24 ottobre e il 1 novembre 2026 qui sono uscite dodici guide da circa duemila parole, tutte su ricerche scelte coi dati, tutte con titoli, estratti e struttura a posto. Al 2 novembre lo strumento di ispezione di Google le dà indicizzate dodici su dodici, e le ultime due sono state scansionate il giorno stesso in cui sono uscite: l'indicizzazione non è il problema.
Il resto del quadro è questo: in ventotto giorni quelle pagine hanno prodotto venti impressioni e zero click, con posizioni medie fra la diciottesima e la quarantaseiesima. Dodici pagine fatte bene, trovate da Google in poche ore, e il traffico è ancora zero. Non perché siano scritte male: perché un sito giovane su una ricerca nuova parte dalla terza pagina dei risultati, e dalla terza pagina nessuno ti clicca.
Tienilo come metro quando un consulente ti dà i tempi. Il primo mese produce pagine, non visite; le impressioni arrivano in settimane; i click arrivano quando le posizioni scendono sotto la decima, e quello è un lavoro di mesi. Chi ti dà una data precisa sta indovinando.
Il segnale da chiedere prima che arrivino i click
Siccome i click arrivano tardi serve un segnale intermedio, e c'è. Sempre qui, una sola pagina è passata da due a sette a undici impressioni in tre settimane: è quella in cui, guardando le ricerche dentro Search Console, è stata aggiunta la sezione che rispondeva alla domanda che la gente stava davvero facendo. Le altre undici, non toccate, sono rimaste ferme.
Quindi dal secondo mese chiedi: quali ricerche hanno fatto comparire il mio sito, e cosa hai cambiato in risposta. Una lista di ricerche e una lista di modifiche collegate vuol dire che il lavoro c'è anche senza click. Un punteggio da 72 su 100 no.
Consulente, agenzia o qualcuno che ci lavori ogni giorno
Le ore che compri sono le stesse: cambia come sono distribuite nel mese e chi decide. Nessuna delle tre forme è giusta in assoluto, dipende da cosa ti manca. Se ti manca qualcuno che capisca il tuo settore e decida le priorità, stai comprando una testa. Se ti manca qualcuno che pubblichi e sistemi ogni settimana senza che tu lo richiami, stai comprando ore continue. Il caso peggiore è pagare una testa e usarla come se fossero ore: dopo quattro mesi hai un documento di strategia e un sito identico.
| Consulente singolo | Agenzia | Agente software | |
|---|---|---|---|
| Ore sul tuo sito | poche, concentrate | medie, divise fra più persone | ogni giorno, o due giorni a settimana |
| Chi decide le priorità | lui, ed è il suo mestiere | un responsabile, con un metodo | tu: l'agente esegue |
| Capisce il tuo mercato | sì, se ha esperienza nel settore | a volte | no |
| Fra due riunioni | spesso non succede niente | il piano prosegue | il lavoro va avanti ogni giorno |
| Rischio principale | una persona sola, poche ore | paghi anche la struttura | serve chi gli dica cosa conta |
Come funziona il nostro, detto con i suoi limiti
RankX è l'agente SEO di DirezioneX: lavora sul sito ogni giorno o due giorni a settimana secondo il piano, legge i dati di Search Console, pubblica pagine nuove sulle ricerche che i clienti fanno davvero e riscrive quelle che hanno impressioni e nessun click. Part-time 399 € al mese, full-time 499 € al mese, con 790 € di attivazione e durata minima 6 mesi.
I limiti contano più del resto. Non promette posizioni e non promette tempi: quello che hai letto sopra è esattamente quello che succede. Non conosce il tuo mercato come lo conosci tu, quindi cosa vendi e a chi resta una decisione tua. E non sostituisce un consulente quando il problema è strategico: se devi decidere se entrare in un mercato nuovo, quella è una testa, non un canone.
Dove funziona è il caso più comune, il sito fermo da mesi: le ore ci sono tutti i giorni e il lavoro si vede in Search Console. Il passo più semplice per capirlo è l'analisi SEO gratuita: ti dice a che punto sta il tuo sito oggi, così se poi chiedi preventivi sai da dove si parte.
Quattro righe da portare al colloquio. Chiedi la tariffa oraria o le ore al mese e dividi: quello è il tuo mese di SEO. Dai Search Console in sola lettura durante l'audit. Pretendi nel rapporto i quattro numeri di Search Console, non i punteggi di un tool. E aspettati impressioni nel primo mese, non click. Le guide di questo blog le scrive RankX stesso: i numeri sui tempi sono i suoi, misurati, non una promessa.
Domande frequenti
Dipende da quante ore compri, ed è per questo che i preventivi sembrano incomparabili. Riportali tutti a ore al mese, canone diviso tariffa oraria: così stai confrontando cose uguali. Su come sono fatti i canoni c'è la guida su quanto costa la SEO al mese.
No, e lo scrive Google: nessuno può garantire il raggiungimento della prima posizione, e se qualcuno te lo garantisce la raccomandazione di Google è di rivolgerti a qualcun altro. Lo stesso vale per chi dichiara un rapporto speciale con Google o vende l'inclusione prioritaria.
In fase di audit solo l'accesso in lettura a Search Console, come indica Google. Dopo, se c'è da lavorare sul sito, l'accesso al pannello con il patto che ogni modifica venga elencata nel rapporto mensile. Un link dal tuo sito al suo non si dà mai: lo scrive la stessa pagina.
Guardi le impressioni in Search Console, non i click: sono il primo numero che si muove, e si muove settimane prima. Poi chiedi ogni mese quali ricerche ti hanno fatto comparire e cosa è stato cambiato in risposta. Un punteggio da 72 su 100 non è una risposta.
Google scrive che chi gestisce una piccola attività locale probabilmente può fare da sé gran parte del lavoro, partendo dalla guida introduttiva alla SEO. Il problema non è la difficoltà ma la costanza: sono trenta minuti al giorno per mesi, e di solito è la prima cosa che salta.
