Come scegliere un'agenzia SEO: 7 domande
8 minuti di lettura

Hai due o tre preventivi sul tavolo. Sono scritti bene, dicono quasi le stesse cose e costano cifre diverse. Il problema non è capire chi è il più bravo: è capire chi, nei prossimi mesi, metterà davvero le mani sul tuo sito. Qui trovi le verifiche che puoi fare da solo in mezz'ora, le domande la cui risposta si può controllare e i punti del contratto che decidono cosa ti resta se finisce. Se stai ancora capendo quanto dovrebbe costare, parti da quanto costa la SEO al mese e torna qui con il preventivo in mano.
Qual è la migliore agenzia SEO in Italia
A questa domanda non risponde nessuno al posto tuo, e si capisce guardando chi risponde oggi. Cerca la frase e guarda com'è fatta la prima pagina: elenchi di directory dove le agenzie si iscrivono, pagine firmate da un'agenzia che dopo cinque criteri generali aggiunge il paragrafo su perché potrebbe essere lei la migliore, e guide su come scegliere un'agenzia web in generale, non di SEO. Nessuna delle tre ordina per il tuo progetto.
Una classifica ordina per notorietà. Tu devi ordinare per una cosa sola: chi, ogni settimana, guarda i tuoi dati e pubblica o corregge qualcosa sul tuo sito. Lo stesso prezzo può voler dire una riunione al mese oppure quattro pagine nuove online, e nessuna lista te lo dice. Se una classifica ti serve per partire da tre nomi, leggila con quattro controlli.
- Chi la pubblica: apri il “chi siamo” e guarda se vende lo stesso servizio di cui sta stilando la graduatoria.
- Se c'è un modulo “iscrivi la tua agenzia”: in quell'elenco ci sono le agenzie iscritte, non quelle che esistono.
- Se il criterio di ordinamento è scritto e misurabile, o se sono aggettivi (esperienza, trasparenza, passione) che valgono per chiunque.
- Se le recensioni hanno il nome dell'azienda, cercabile su Google insieme al nome dell'agenzia.
Trenta minuti di verifiche prima di scrivergli
Queste tre verifiche sono gratis, le fai da una finestra anonima del browser e servono a una cosa precisa: arrivare alla prima chiamata con tre domande che non hanno una risposta preparata.
- 1Cerca le loro ricerche, non il loro nome. Prova "agenzia seo" più la loro città, o il servizio che vendono. Se non escono da nessuna parte non è una condanna (molte agenzie lavorano a passaparola e a pubblicità), ma è la prima domanda da fare: perché non vi posizionate per il servizio che mi state vendendo?
- 2Prendi due clienti dal loro portfolio e cerca il mestiere di quei clienti più la loro città. Se nessuno dei due esce nelle prime due pagine, chiedi di vedere i dati di quei progetti: punto di partenza, periodo, cosa hanno fatto. Un caso studio senza date e senza il numero di partenza non è un caso studio.
- 3Apri il loro blog e guarda le date. Quante pagine hanno pubblicato negli ultimi sei mesi? Chi non riesce a pubblicare per sé, senza clienti da aspettare e senza approvazioni, difficilmente pubblicherà per te.
Le sette domande, con accanto la risposta giusta
Le domande da fare le trovi su molte guide. Quello che manca è la griglia di lettura: cosa vuol dire una risposta buona e cosa vuol dire una risposta che deve farti rimandare la firma. Porta questa tabella alla chiamata e segna le risposte mentre parlano.
| Domanda | Risposta che va bene | Risposta che ti deve fermare |
|---|---|---|
| Cosa fate nei primi novanta giorni e in che ordine? | Interventi con priorità e un perché: prima questo, perché senza non serve il resto | Audit, strategia, ottimizzazione: tre parole senza un ordine |
| Chi apre il mio sito e chi applica le modifiche? | Un nome e un ruolo, più la frase decisiva: le modifiche le facciamo noi, oppure le fa il tuo sviluppatore | Il nostro team se ne occupa |
| Quante pagine nuove o riscritte al mese sono incluse? | Un numero, anche piccolo, e chi scrive i testi | Dipende dalle esigenze |
| Chi scrive i contenuti e chi li approva? | Un processo scritto: noi proponiamo, tu approvi entro tanti giorni, poi pubblichiamo | I contenuti li fornisce il cliente, detto a voce e non messo nel preventivo |
| Mi mostrate un report vero di un altro cliente, anche anonimo? | Un documento con il punto di partenza, le attività del mese e le decisioni per il mese dopo | Uno screenshot di un grafico che sale |
| Cosa cambiate se dopo tre mesi gli indicatori sono fermi? | Quali ipotesi rivedono e con quali dati lo decidono | Serve tempo, la SEO è un investimento di lungo periodo |
| Cosa resta a me se smettiamo? | Account intestati a te, contenuti tuoi, documentazione consegnata | Vediamo al momento, oppure silenzio |
La domanda che non devi fare
Non chiedere la garanzia del primo posto, e diffida di chi te la offre senza che tu l'abbia chiesta. La documentazione di Google lo dice: nessuno può garantire un primo posto, e i tempi per vedere i miglioramenti vanno da quattro mesi a un anno. Se un preventivo promette risultati in trenta giorni, per arrivarci bisogna fare cose che a Google non piacciono, e il dominio a rischio è il tuo.
Il preventivo: le tre righe che decidono tutto
Due canoni identici possono contenere lavori diversissimi. Metti i preventivi uno accanto all'altro e cerca queste tre righe. Se in uno mancano, non è il più economico: è il meno dettagliato.
La produzione: quante pagine vengono scritte o riscritte ogni mese e da chi. La SEO senza pagine nuove è una riunione mensile sui dati. L'applicazione: chi mette le mani sul sito, perché i progetti si fermano quasi sempre nel mese in cui l'elenco delle correzioni aspetta uno sviluppatore libero. Le esclusioni: contenuti, sviluppo, strumenti, digital PR. Se non c'è scritto che sono dentro, sono fuori.
Poi fai il conto delle ore: dividi il canone per una tariffa oraria di mercato e guarda quante giornate di lavoro stai comprando ogni mese. Il metodo è nella guida su quanto costa la SEO, ed è il numero che rende confrontabili due preventivi scritti in modi diversi.
Il contratto: cinque punti da leggere prima di firmare
Il contratto SEO non si legge per paura della fregatura. Si legge perché il giorno in cui vuoi cambiare fornitore è tardi per accorgersene.
- Durata e disdetta. Una durata minima è normale, il lavoro ha senso solo se continua. Il rinnovo tacito senza una finestra di uscita chiara no.
- Intestazione degli account. Search Console, Analytics e la scheda Google devono essere di tua proprietà, con l'agenzia aggiunta come utente. Non il contrario.
- Proprietà dei contenuti. Testi, immagini e pagine prodotte durante il contratto restano sul tuo sito anche dopo. Va scritto, non dato per ovvio.
- Link a pagamento. Se nel pacchetto ci sono link comprati, il rischio è sul tuo dominio e non sul loro: le linee guida di Google li trattano come spam. Chiedi come ottengono i link e fatti dire per iscritto che non li acquistano.
- Accessi al sito. Chi ha le credenziali, chi può pubblicare, chi approva. Se il contratto non lo dice, lo deciderete per email a progetto avviato, cioè mai.
I primi novanta giorni: cosa deve essere già successo
I contratti SEO che finiscono male non finiscono male al sesto mese: si capisce al secondo, ma nessuno guarda. Questa tabella ti serve per controllare da solo, senza sapere niente di SEO, se il lavoro è partito.
| Entro la fine del | Cosa deve esserci | Come lo controlli tu |
|---|---|---|
| primo mese | Accessi ottenuti, analisi consegnata con un ordine di priorità, elenco delle pagine su cui si lavora | Hai un documento scritto e sai quale pagina viene toccata per prima |
| secondo mese | Le prime correzioni sono online e le prime pagine sono pubblicate | Apri il sito e le vedi, con le date. Se non vedi niente, chiedi cosa è andato live |
| terzo mese | Un confronto fra le impressioni di oggi e quelle del mese zero, ricerche nuove intercettate | Il rapporto sul rendimento di Search Console, che è tuo: filtra per pagina e guarda se compaiono ricerche che prima non c'erano |
Agenzia, freelance o qualcuno che ci lavori ogni giorno
La scelta vera non è fra due nomi, è fra tre modi di comprare lo stesso lavoro. Cambia la frequenza, e la frequenza è quasi tutto: Google misura un sito che cambia, non un sito che ha un piano.
| Come compri | Quando ha senso | Il punto debole |
|---|---|---|
| Agenzia a canone | Ti servono competenze diverse insieme: tecnica, contenuti, relazioni | Paghi anche la struttura, e il tuo progetto convive con gli altri clienti |
| Freelance a ore o a giornate | Ti serve una direzione e in azienda hai qualcuno che applica | Se si ferma, si ferma tutto. E spesso non implementa |
| Un agente che lavora ogni giorno | Il sito è fermo e nessuno in azienda ha tempo di seguirlo | Non sostituisce una strategia commerciale e non gira su tutte le piattaforme |
Come funziona la terza via, detta con i suoi limiti
RankX è il nostro agente SEO: ogni mattina legge i dati di Search Console del sito, sceglie il lavoro che rende di più, scrive le pagine che mancano, le pubblica e avvisa Google lo stesso giorno. Il lunedì arriva il resoconto con le pagine pubblicate, quelle scartate e gli errori. Tre piani: 399 € al mese per due giorni a settimana su un sito, 499 € al mese per tutti i giorni lavorativi, 999 € al mese fino a tre siti (il piano delle agenzie senza ore per i clienti più piccoli). Attivazione 790 € una volta sola, durata minima 6 mesi.
I limiti, perché contano più del resto: funziona su siti Next.js e su misura, su WordPress è in arrivo, su Shopify e Wix non gira. Non promette posizioni né tempi: le pagine nuove Google le trova in qualche giorno, le visite si muovono nel giro di mesi, e per questo la durata minima non è di un mese. Se vuoi capire cosa c'è da fare sul tuo sito senza comprare niente, l'analisi SEO gratuita ti lascia il foglio dei primi trenta giorni, e resta tuo anche se non parti. I piani e la scheda completa sono su RankX, l'agente SEO.
Scegliere chi fa la SEO non è scegliere il più bravo: è scegliere quello la cui risposta puoi controllare. Fai le tre verifiche, porta le sette domande, leggi i cinque punti del contratto, poi guarda cosa accade nel secondo mese e non nel sesto. Se dopo sessanta giorni sul tuo sito non è cambiato niente, non è presto: è fermo. Una nota che ti riguarda come lettore: le guide di questo blog le scrive RankX, lo stesso agente che lavora sui siti dei clienti.
Domande frequenti
Non esiste una classifica utile, perché non esiste una graduatoria valida per tutti i progetti. Le liste che trovi online sono pubblicate quasi sempre da chi ha un interesse a comparirci. Seleziona tre nomi con le verifiche di questa guida, confrontali con le stesse domande e scegli quello la cui risposta hai potuto controllare.
Guarda quali ricerche fanno i tuoi clienti, verifica che Google veda e capisca le tue pagine, decide quali pagine mancano e le fa scrivere, poi misura su Search Console cosa si muove. La parte che spesso resta fuori dai preventivi è chi applica le modifiche sul sito.
Dipende da chi applica le modifiche. Se hai già qualcuno che mette le mani sul sito, un freelance che dà la direzione costa meno e decide più in fretta. Se non hai nessuno, ti serve chi fa anche la parte operativa, altrimenti paghi analisi che restano nel cassetto.
Puoi chiederla, ma nessuno può darla: la documentazione di Google lo scrive e invita a diffidare di chi promette il primo posto. Quello che puoi farti garantire sono le attività: quante pagine al mese, quali interventi, con quale frequenza e cosa accade se gli indicatori non si muovono.
Abbastanza da vedere qualcosa, quindi non uno o due mesi: la documentazione di Google parla di quattro mesi a un anno per vedere i miglioramenti. Guarda più la disdetta che la durata. Una durata minima chiara con un preavviso ragionevole è normale, un rinnovo automatico senza finestra di uscita no.
Due controlli, nessuno dei due tecnico. Apri il sito e cerca pagine nuove o modificate con una data recente. Poi entra in Search Console (l'account deve essere tuo), filtra sulle pagine toccate e guarda se compaiono ricerche che prima non c'erano. Le impressioni si muovono prima dei click: se restano identiche per due mesi, chiedi conto.
Dipende da quante ore al mese stanno dentro il canone, ed è la cifra da farsi scrivere nel preventivo accanto al prezzo. Lo stesso canone può coprire una riunione mensile oppure diverse pagine pubblicate: dividi il canone per la tariffa oraria dichiarata e hai il tuo mese di lavoro.
