Ottimizzazione SEO: cosa viene fatto davvero
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Qualcuno ti ha detto che il sito va ottimizzato. Magari è un'agenzia, magari il nipote che si intende di computer, magari una mail di quelle che arrivano tutte le settimane. Adesso hai un preventivo con scritto "ottimizzazione SEO" e una cifra, e in mezzo non c'è l'elenco di quello che riceverai. Questa guida non spiega cos'è la SEO: spiega cosa ti viene consegnato quando compri un'ottimizzazione, in che ordine si fa, e come verifichi da solo, senza strumenti a pagamento, che sia stata fatta davvero.
Tre lavori diversi, un solo nome sul preventivo
La parola ottimizzazione copre tre attività che hanno costi, durate e risultati diversi. Capire quale delle tre stai comprando è la cosa più utile che puoi fare prima di firmare, perché due finiscono e una no.
La confusione ha una conseguenza precisa: compri il primo lavoro, vedi un miglioramento nei primi due o tre mesi, poi la curva si appiattisce e pensi che la SEO non funzioni. Non è vero: hai comprato un lavoro che per definizione finisce, e nessuno ti ha detto che finiva.
| Cosa è | Dura | Cosa ti da | Quando finisce |
|---|---|---|---|
| Sistemare le pagine che già hai (titoli, testi, struttura) | Una volta sola, poche settimane | Più click da chi ti vede già e qualche posizione guadagnata | Quando le pagine esistenti sono tutte a posto |
| Sistemare la parte tecnica (velocità, indicizzazione, errori) | Una volta sola, più controlli saltuari | Toglie ostacoli: non crea domanda nuova | Quando gli errori sono chiusi |
| Pubblicare pagine nuove che rispondono a domande nuove | Non finisce | L'unica cosa che crea occasioni di essere trovato che prima non esistevano | Mai: smetti e si ferma la crescita |
Cosa si ottimizza dentro una pagina
Quando qualcuno ottimizza una pagina esistente, tocca un numero di cose sorprendentemente piccolo. Sono otto, le conosci tutte anche se non ne sai il nome tecnico, e per ognuna c'è un modo di controllare il risultato dal tuo computer in meno di un minuto.
Il controllo del sorgente ti serve più di quanto sembri: tasto destro sulla pagina, "visualizza sorgente pagina", poi il tasto di ricerca del browser. È l'unico modo per vedere con i tuoi occhi cosa legge Google invece di cosa vedi tu.
| Elemento | A cosa serve | Come lo controlli da solo |
|---|---|---|
| Titolo della pagina | È la riga blu cliccabile su Google | Nel sorgente cerca title: deve essere diverso su ogni pagina |
| Descrizione | Le due righe grigie sotto il titolo: decidono chi clicca | Nel sorgente cerca description: se è identica su tutte le pagine, non è stata toccata |
| Titolo dentro la pagina | Dice a Google di cosa parla la pagina | Deve esserci una sola intestazione principale e deve contenere l'argomento |
| Prima frase del testo | Chi legge decide qui se resta | Deve rispondere alla domanda, non presentare l'azienda |
| Testo vero | È ciò che Google può leggere | Prova a selezionare il testo col mouse: se non si seleziona è dentro un'immagine e non esiste per Google |
| Indirizzo della pagina | Leggibile e stabile | Deve contenere parole, non codici, e non va cambiato dopo |
| Link fra le tue pagine | Portano le persone e il valore sulle pagine che contano | Da ogni pagina devi poter arrivare alla pagina che ti fa guadagnare in un click |
| Testo alternativo delle immagini | Descrive la foto a chi non la vede | Serve soprattutto per accessibilità: effetto reale sul posizionamento piccolo |
Quali pagine si ottimizzano per prime
Qui si vede la differenza fra chi sa cosa sta facendo e chi vende a peso. Un sito di venti pagine non si ottimizza tutto: in quasi tutti i siti piccoli tre o quattro pagine fanno la grande maggioranza delle apparizioni su Google, e le altre non ne fanno nessuna. Ottimizzare una pagina che non compare mai non produce niente, perché non c'è nessuno da convincere a cliccare.
L'ordine che rende di più è questo, e lo puoi dettare tu a chi lavora per te.
- 1Le pagine che compaiono già ma non vengono cliccate. In Search Console, nel rapporto sul rendimento, sono quelle con molte impressioni, posizione fra la quinta e la quindicesima e percentuale di click bassissima. Qui cambi titolo e descrizione e il risultato si vede in pochi giorni: stai parlando a gente che ti sta già vedendo.
- 2La pagina del servizio che ti fa guadagnare di più. Riscritta con le parole con cui il cliente chiede quel servizio, non con il nome che usi tu in fattura, e con dentro prezzo o fascia, cosa è incluso, cosa non lo è, in quanto tempo.
- 3Le pagine che Google non ha indicizzato. Non è un lavoro di ottimizzazione, è un lavoro di sblocco: finché non sono indicizzate non sono in gara, e riscriverle non cambia niente.
- 4Le pagine che nessuno cerca. Vanno unite ad altre o lasciate stare. Se nessuno fa quella domanda, nessun titolo la farà comparire.
Il collaudo: sei controlli dopo che ti hanno ottimizzato il sito
Nessuno di questi controlli richiede un abbonamento a uno strumento o una competenza tecnica. Li fai in dieci minuti, da una finestra anonima del browser, e ti dicono se hai ricevuto un lavoro o un documento.
Un'avvertenza che vale più di tutti e sei: nessuno di questi controlli, e nessun lavoro di ottimizzazione, può garantirti una posizione. La documentazione di Google dice esplicitamente di diffidare di chi promette il primo posto, e parla di quattro mesi fino a un anno prima che gli effetti di un intervento siano visibili. Se il tuo fornitore ti ha promesso tempi o posizioni certe, il problema non è il collaudo: è il fornitore.
- 1Cerca su Google site: seguito dal tuo dominio, senza spazio. Vedi quante pagine Google conosce. Confrontale con quelle che hai: se mancano, il lavoro vero era un altro.
- 2Prendi una frase di una pagina ottimizzata, mettila fra virgolette e cercala su Google. Se non esce la tua pagina, quel testo per Google non esiste.
- 3Apri il sorgente di tre pagine diverse e confronta titolo e descrizione. Se sono uguali o quasi, non sono stati toccati.
- 4Guarda la data di pubblicazione dell'ultima pagina nuova del sito. Se è di un anno fa, hai comprato una sistemazione, non un lavoro continuo.
- 5In Search Console apri il rapporto sul rendimento, metti il confronto fra gli ultimi ventotto giorni e i ventotto precedenti e guarda due numeri: le impressioni e il numero di ricerche diverse per cui compari. Sono questi che si muovono per primi, non le visite.
- 6Chiedi l'elenco delle pagine toccate con la data. Una risposta normale è un foglio con venti righe. Una risposta vaga è una risposta.
Quando l'ottimizzazione non è il tuo problema
Ci sono tre situazioni in cui spendere in ottimizzazione è buttare soldi, e sono più comuni di quanto si creda. La prima: le pagine non sono indicizzate. La seconda: il sito risponde a domande che nessuno fa, e allora il lavoro da fare non è sistemare, è scoprire cosa chiede davvero chi compra. La terza: il sito è fermo da anni, e allora l'ottimizzazione produce un miglioramento che si esaurisce in un trimestre.
Se non sai in quale delle tre sei, la diagnosi viene prima del preventivo: la guida su da cosa dipende il posizionamento su Google ti fa capire a quale passaggio ti sei fermato, e sono venti minuti dentro Search Console.
Quanto dura l'effetto di un'ottimizzazione
L'ottimizzazione delle pagine che hai ha un soffitto, e il soffitto è il numero di pagine che hai. Quando le hai sistemate tutte, il lavoro è finito e il sito smette di guadagnare terreno. Da lì in poi l'unico modo di crescere è aggiungere risposte nuove a domande nuove: è noioso, non è tecnico, ed è la parte che quasi nessuno compra perché non ha un inizio e una fine da mettere sul preventivo.
Questo cambia anche il modo di leggere i prezzi. Un intervento una tantum e un canone mensile non sono la stessa cosa con due modi di pagare: il primo compra una sistemazione, il secondo dovrebbe comprare lavoro ogni mese. Il metodo per capire quale dei due hai davanti è trasformare il canone in ore, ed è spiegato nella guida su quanto costa la SEO al mese.
Se il lavoro continuo in azienda non ha un nome e un giorno in calendario, c'è una terza strada: farlo fare ogni giorno a un agente. RankX è il nostro agente SEO: legge i dati di Search Console del sito, sceglie la pagina su cui conviene lavorare oggi, la scrive o la riscrive, la pubblica e avvisa Google, e il lunedì manda il resoconto di cosa ha fatto e cosa ha scartato. I piani vanno da 399 € al mese per un sito seguito due giorni a settimana a 499 € al mese per tutti i giorni lavorativi, fino a 999 € al mese per tre siti. Attivazione 790 € una volta sola, durata minima 6 mesi. I limiti, che contano quanto il resto: funziona su siti Next.js e su misura, su WordPress è in arrivo, su Shopify e Wix non gira, e non promette posizioni né tempi.
Da dove partire oggi
Se hai un preventivo in mano, chiedi una sola cosa prima di firmare: l'elenco delle pagine che verranno toccate e, per ognuna, cosa cambia. Se la risposta è un elenco di attività invece che un elenco di pagine, stai comprando un metodo, non un lavoro.
Se invece non hai ancora chiesto niente e vuoi partire dal capire cosa non va, l'analisi SEO gratuita ti lascia l'elenco degli interventi dei primi trenta giorni in ordine di importanza. Resta tuo anche se poi lo fai fare a qualcun altro o lo fai da solo: quell'elenco è esattamente la cosa che i preventivi non scrivono.
Ottimizzazione SEO vuol dire tre cose diverse e tu ne compri quasi sempre una sola. Chiedi l'elenco delle pagine, non l'elenco delle attività. Collauda con i sei controlli, che sono dieci minuti. E ricorda che la parte che fa crescere un sito nel tempo non è sistemare quello che c'è, è aggiungere risposte che prima non c'erano. Una nota di trasparenza: le guide di questo blog le scrive RankX, lo stesso agente che lavora sui siti dei clienti.
Domande frequenti
L'ottimizzazione è il lavoro, il posizionamento è il risultato. Puoi ottimizzare benissimo una pagina e restare in decima posizione perché davanti ci sono siti con più storia su quel tema, e puoi essere primo su una ricerca che nessuno fa. Per questo il collaudo di un'ottimizzazione si fa sulle impressioni e sui click, non sulla posizione.
No. Comparire nei risultati normali di Google non si paga e non si può comprare: gli unici spazi a pagamento sono gli annunci, che sono segnalati come tali. Quello che paghi, quando paghi, è il lavoro di qualcuno sulle tue pagine. Gli strumenti di base, Search Console compresa, sono gratuiti.
Dall'esterno vedi tre cose senza nessuno strumento: quante pagine Google conosce (cerca site: seguito dal dominio), com'è scritto il titolo di ogni pagina (sorgente della pagina), e quanto spesso pubblicano (data degli ultimi contenuti). Sul tuo sito hai in più Search Console, che ti dice per quali ricerche compari davvero: quel dato dall'esterno nessuno lo vede.
Dipende da quante pagine vengono toccate e se il lavoro è una volta sola o ogni mese: sono due prodotti diversi venduti con lo stesso nome. Il modo onesto di confrontare due preventivi è dividere la cifra per una tariffa oraria di mercato e guardare quante ore stai comprando. Il conto completo è nella guida sui costi.
Fino a un certo punto, e quel punto arriva presto. Sistemare le pagine esistenti ti fa guadagnare click fra chi ti vede già e qualche posizione dove eri vicino. Non ti fa comparire su ricerche nuove, perché per quelle serve una pagina che oggi non hai. Nei siti piccoli, fermi da anni, la crescita si ferma dopo qualche mese.
Le pagine importanti vanno riguardate una o due volte l'anno, soprattutto titoli e descrizioni, controllando in Search Console quali compaiono senza essere cliccate. La parte tecnica si riapre quando cambi sito o piattaforma. La pubblicazione di pagine nuove invece non è un intervento periodico: o è un'abitudine mensile o non produce nulla.
