SEO per piccole imprese: cosa conta davvero
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Hai un sito, due o tre persone che fanno tutto e nessuno che si occupi di Google. Apri una guida alla SEO per le PMI e trovi quattordici capitoli: parole chiave, on-page, off-page, link building, SEO tecnico, content marketing, ricerca vocale, il futuro del settore. Chiudi la pagina e non hai fatto niente, perché quella lista è scritta per un'azienda con un reparto marketing. Questa guida fa il contrario: parte da quello che puoi ignorare. Quando sei piccolo non hai una versione ridotta del lavoro delle aziende grandi, hai un lavoro diverso, con un vantaggio che loro non hanno e un vincolo che loro non hanno. Se stai anche valutando quanto dovresti spendere, il metodo per leggere un preventivo è nella guida su quanto costa la SEO al mese.
Prima di cominciare: cosa puoi ignorare
Una guida alla SEO elenca in media una quindicina di attività. Per un'azienda con trenta pagine di sito e nessuno dedicato al marketing, metà di quelle attività non sposta nulla nei prossimi sei mesi: non perché siano sbagliate, ma perché hanno senso a una scala che non è la tua. Qui c'è cosa conta e cosa no quando il tempo è la risorsa scarsa.
La riga più importante è l'ultima. La maggior parte dei siti delle piccole imprese non è in ritardo sulla tecnica: è ferma. Cinque pagine scritte nel 2021, nessuna aggiunta dopo. Google misura un sito che cambia, e un sito che non cambia non dà nessun segnale da misurare.
| Attività | Quanto conta per te | Perché |
|---|---|---|
| Pagine che rispondono alle domande dei clienti | Decisiva | È l'unica cosa che crea occasioni nuove di essere trovato |
| Scheda Google dell'attività | Decisiva se hai clienti in zona | Spesso porta chiamate prima che il sito si muova |
| Search Console attiva e guardata | Decisiva | Senza, stai lavorando senza sapere cosa succede |
| Titoli e descrizioni delle pagine che hai | Alta, e si fa in un pomeriggio | Decide quanti cliccano fra chi ti vede già |
| Velocità del sito | Media | Conta se il sito è lento in modo evidente, non se passi da 2,0 a 1,8 secondi |
| Link building | Bassa | Costa tempo o soldi, e i link comprati mettono a rischio il tuo dominio |
| Video, infografiche, ricerca vocale | Bassa | Produzione costosa, effetto indiretto su ciò che ti serve adesso |
| Strumenti SEO a pagamento | Bassa all'inizio | Search Console è gratis e dice le cose che ti servono per primo |
Il tuo vantaggio: le ricerche troppo piccole per i grandi
Una piccola impresa non batte un portale nazionale su una ricerca generica da diecimila ricerche al mese. Non è un problema di bravura: quella ricerca vale una squadra di persone e anni di lavoro. Ma le ricerche generiche non sono quelle che comprano.
Chi sta per comprare cerca lungo e specifico. Non cerca infissi: cerca se si possono sostituire gli infissi senza rifare il muro. Non cerca commercialista: cerca chi segue una partita IVA aperta da sei mesi che ha sbagliato il regime. Quelle ricerche fanno dieci, venti, cinquanta ricerche al mese: sono invisibili nei piani delle grandi aziende, perché non muovono i loro numeri. Per te dieci persone al mese che cercano esattamente il tuo lavoro sono un'agenda piena.
E qui hai un vantaggio che le aziende grandi si comprano con la ricerca di mercato: tu le domande le senti al telefono tutti i giorni. Prendi un foglio e scrivi le venti domande che ti fanno i clienti prima di comprare, con le loro parole, comprese quelle che ti sembrano banali o che ti annoiano. Quelle venti domande sono il tuo piano editoriale: una pagina per domanda, scritta come la spiegheresti a voce. Le domande che senti di più sono le più cercate, quasi sempre.
Due cose da non fare con questa lista. Non raggrupparle in un'unica pagina lunga (una pagina risponde bene a una domanda, non a sette). E non moltiplicarle per città, generando la stessa pagina per venti paesi: Google le tratta come pagine create per il motore di ricerca e le sue norme antispam le classificano come doorway. Una pagina su una zona esiste se hai qualcosa da dire che vale solo per quella zona.
Le quattro mosse, in questo ordine
L'ordine conta più dell'elenco, perché ogni mossa rende inutile la successiva se salti quella prima. Se le fai in sequenza, il primo mese è tutto lavoro una volta sola e poi resta solo la quarta.
- 1Verifica che Google ti veda. Attiva Search Console sul dominio, guarda quante pagine risultano indicizzate e confrontale con quelle che hai. Se un terzo delle tue pagine non è indicizzato, qualunque altra attività è inutile: stai migliorando pagine che non sono in gara.
- 2Riscrivi la pagina del servizio che ti rende di più. Non aggiungerne una nuova: prendi quella che hai e riscrivila con le parole con cui il cliente lo chiede, non con il nome che usi tu in fattura. Dentro ci vanno il prezzo o la fascia, cosa è incluso, cosa non è incluso, in quanto tempo, e per chi non va bene.
- 3Se hai clienti nella tua zona, sistema la scheda Google. Categoria giusta, orari veri, foto non vecchie di tre anni, servizi elencati, e una richiesta di recensione a ogni cliente soddisfatto. Il dettaglio di questo lavoro è nella guida sulla SEO locale.
- 4Pubblica una pagina al mese dalla lista delle venti domande. Una, fatta bene, con un titolo che contiene la domanda. Dodici in un anno. Questa è la mossa che non finisce mai e l'unica che costruisce qualcosa di tuo.
Quante ore al mese, in concreto
Questo è il numero che nessuna guida scrive, e invece è l'unico che decide se il lavoro si farà. Una pagina che risponde bene a una domanda di un cliente richiede fra le tre e le quattro ore: una per decidere cosa dire e controllare chi risponde oggi a quella domanda, due per scriverla, mezza per metterla online, titolo e descrizione compresi. Aggiungi un'ora al mese per guardare Search Console e decidere la pagina del mese dopo.
Fanno circa cinque ore al mese. Sono poche se le guardi scritte, sono tantissime se le devi trovare fra un preventivo e una consegna: è per questo che la SEO delle piccole imprese muore quasi sempre al secondo mese, non per incompetenza.
Fai il conto in soldi, che è più onesto. Se quelle cinque ore le compri da un professionista a una tariffa di mercato di 60 o 70 euro l'ora, sei intorno ai 350 euro al mese per una pagina al mese e uno sguardo ai dati. Se le fai tu, costano il tempo che avresti dato a qualcosa che fattura oggi. Qualunque preventivo che ti arriva, dividilo per la tariffa oraria e guarda quante ore stai comprando: se il numero di ore non ti torna con il lavoro promesso, dentro ci sono riunioni e relazioni, non pagine.
Una terza strada che spesso non viene considerata: dare quelle ore a una persona che hai già in azienda. Chi risponde al telefono ai clienti conosce le domande meglio di qualunque consulente esterno, e per scrivere una pagina onesta non serve sapere di SEO, serve sapere il mestiere. Serve però che quelle ore siano messe in calendario, altrimenti non esistono.
Due aziende piccole, due lavori diversi
Piccola impresa non vuol dire una cosa sola. Il fattore che cambia tutto non è il settore, è dove sono i tuoi clienti: se vengono da venti chilometri o da tutta Italia, il lavoro che rende non è lo stesso e le prime due mosse si invertono di peso.
| Clienti nella tua zona | Clienti in tutta Italia | |
|---|---|---|
| Prima cosa da sistemare | Scheda Google e recensioni | La pagina del servizio principale |
| Che tipo di pagine servono | Poche, con zona e contatti ben visibili | Molte, una per domanda o per caso d'uso |
| Chi è il concorrente vero | Tre o quattro attività del tuo territorio | Portali e aziende strutturate |
| Dove si vede il risultato prima | Chiamate e richieste di indicazioni | Impressioni su ricerche nuove in Search Console |
| Quanto lavoro continuo serve | Costante ma leggero | Alto: senza pagine nuove non si muove |
| Errore tipico | Scheda lasciata ferma per anni | Cinque pagine di sito e nessun contenuto dopo |
Cosa guardare dopo novanta giorni
Il momento in cui quasi tutti abbandonano è il secondo mese, perché guardano la cosa sbagliata: le visite. Le visite si muovono per ultime. Apri Search Console, metti il periodo a novanta giorni e guarda tre numeri in quest'ordine.
Le impressioni: quante volte sei comparso. Se crescono, Google ti sta mostrando per più ricerche, ed è il primo segnale che esiste. L'elenco delle ricerche: cercane di nuove, cioè quelle per cui non comparivi tre mesi prima. Sono la prova che le pagine nuove stanno intercettando qualcosa. Il CTR delle pagine che hanno impressioni: se una pagina compare molte volte e non viene cliccata, il problema non è Google, è il titolo o la descrizione, ed è la correzione più rapida che esiste.
Se dopo novanta giorni le impressioni sono identiche e non c'è nessuna ricerca nuova, non ti serve pazienza: ti serve capire se hai davvero pubblicato qualcosa. Nove volte su dieci la risposta è no, e il motivo è quello delle cinque ore.
Se in azienda quelle ore non ci sono
Puoi comprare le ore da un freelance o da un'agenzia, e ha senso quando ti serve anche una direzione e hai qualcuno che poi applica le modifiche sul sito. Il punto in cui questi progetti si fermano, nelle aziende piccole, è quasi sempre lo stesso: l'elenco delle cose da fare arriva, e poi aspetta il tempo di qualcuno.
La terza via è far lavorare il sito ogni giorno senza che nessuno in azienda ci metta ore. RankX è il nostro agente SEO: ogni mattina legge i dati di Search Console del sito, sceglie il lavoro che rende di più, scrive le pagine che mancano, le pubblica e avvisa Google lo stesso giorno. Il lunedì arriva il resoconto con cosa è stato pubblicato, cosa è stato scartato e gli errori. I piani partono da 399 € al mese per un sito seguito due giorni a settimana, 499 € al mese per tutti i giorni lavorativi, 999 € al mese fino a tre siti. Attivazione 790 € una volta sola, durata minima 6 mesi.
I limiti, perché a questa dimensione contano più dei vantaggi: funziona su siti Next.js e su misura, su WordPress è in arrivo, su Shopify e Wix non gira. Non promette posizioni né tempi, e la durata minima è di mesi perché in meno non si vede niente di leggibile. Se la prima cosa che ti serve non è comprare ma sapere cosa non va, l'analisi SEO gratuita ti lascia l'elenco degli interventi dei primi trenta giorni, e resta tuo anche se non vai avanti.
La SEO per una piccola impresa sta in quattro righe: controlla che Google ti veda, riscrivi la pagina che ti rende di più, sistema la scheda se lavori in zona, pubblica una pagina al mese dalle domande che senti al telefono. Tutto il resto, per i prossimi sei mesi, puoi lasciarlo stare. La parte difficile non è capire cosa fare, sono le cinque ore al mese: decidi adesso chi le mette, perché se non ha un nome e un giorno in calendario non succederà. Una nota di trasparenza: le guide di questo blog le scrive RankX, lo stesso agente che lavora sui siti dei clienti.
Domande frequenti
Dipende solo da quante ore di lavoro vero stai comprando ogni mese. Una pagina nuova al mese più la lettura dei dati sono circa cinque ore: a una tariffa di mercato di 60 o 70 euro l'ora siamo intorno ai 350 euro mensili. Sotto quella soglia, di solito, stai comprando una riunione e un report. Il metodo per confrontare due preventivi diversi è nella guida su quanto costa la SEO al mese.
La Commissione europea usa dipendenti e fatturato: microimpresa sotto i 10 dipendenti e fino a 2 milioni di fatturato, piccola impresa sotto i 50 dipendenti e fino a 10 milioni, media sotto i 250 e fino a 50 milioni. Per il lavoro su Google la soglia che conta davvero è un'altra: se hai qualcuno che si occupa del sito ogni settimana o se non ce l'hai.
Le quattro mosse di questa guida si fanno senza sapere programmare: Search Console si attiva in mezz'ora, i titoli si cambiano dal pannello del sito, la scheda Google si compila a mano e una pagina si scrive come la spiegheresti a un cliente. Quello che va delegato è la parte tecnica se emerge dai dati, per esempio pagine che Google non riesce a indicizzare.
Puntare su ricerche specifiche e lunghe, quelle da dieci o venti ricerche al mese che le aziende grandi ignorano perché non muovono i loro numeri, e pubblicare con regolarità anche se poco. Specificità e costanza battono il volume, perché sul volume non c'è partita.
Serve un posto dove pubblicare le risposte alle domande dei clienti. Se si chiama blog, guide o domande frequenti non cambia niente per Google. Cambia il contenuto: un blog con le notizie dell'azienda e i post sulle feste non porta nessuno, una pagina che risponde a come si sostituisce un infisso senza rifare il muro porta chi sta per comprare.
La documentazione di Google parla di quattro mesi a un anno per vedere i miglioramenti dopo gli interventi, e invita a diffidare di chi garantisce il primo posto. Nel frattempo il segnale da controllare non sono le visite ma le impressioni e le ricerche nuove in Search Console, che si muovono prima.
Fonti
- Google Search Central: hai bisogno di un esperto SEO? (tempi da quattro mesi a un anno, nessuna garanzia di primo posto)
- Google Search Central: guida introduttiva alla SEO
- Google Search Central: norme antispam, pagine doorway
- Guida di Search Console: rapporto sul rendimento
- Commissione europea: definizione di PMI
