Migliore piattaforma ecommerce: confronto e costi
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Se cerchi la migliore piattaforma ecommerce trovi classifiche da quindici nomi, con i prezzi in dollari e fermi a due anni fa. Nessuna ti dice la cosa che conta: quanto ti costa quella scelta nei prossimi tre anni, e cosa ti resta in mano il giorno che smetti di pagare. Qui ci sono i numeri presi dalle pagine ufficiali il 26 ottobre 2026, il conto annuo delle tre strade possibili e le due righe di contratto che pesano più di qualsiasi funzionalità. Se stai ancora decidendo tra vendere su un marketplace o avere un negozio tuo, parti da marketplace o sito proprio: questa guida riguarda chi ha già scelto il negozio suo.
Le piattaforme non sono quindici: sono tre strade
Le classifiche confondono perché mettono sulla stessa riga cose che si pagano in modi opposti. In realtà le opzioni sono tre, e la scelta si fa qui, non sul nome.
La prima strada è il canone. Shopify, Wix, BigCommerce, Squarespace: paghi ogni mese, loro tengono in piedi tutto (server, aggiornamenti, sicurezza) e tu lavori dentro un pannello. Monti il negozio in una settimana e non pensi alla tecnica. Finché paghi.
La seconda è l'open source: WooCommerce (il plugin per WordPress) e PrestaShop. Il software è gratis e scaricabile, la proprietà del codice e dei dati è tua. PrestaShop lo scrive esplicitamente nella sua pagina italiana: piena proprietà del negozio e di tutti i relativi dati. Il costo si sposta altrove: hosting, tema, moduli, aggiornamenti e il tuo tempo.
La terza è farlo fare: qualcuno lo monta, lo configura, lo collauda e poi te lo consegna. È open source sotto il vestito, ma il montaggio non è un tuo problema. Qui la differenza vera non è tecnica, è contrattuale: dipende da cosa dice il contratto quando il rapporto finisce.
Le piattaforme che si incontrano davvero in Italia, nome per nome
Le classifiche ne elencano quindici perché quindici nomi fanno una pagina più lunga. Quelle che un negozio italiano incontra davvero, quando chiede due o tre preventivi, sono sei più i marketplace. Questa tabella le mette in fila per come si pagano, non per un punteggio.
Due righe hanno un prezzo pubblico e verificabile, e sono le uniche su cui puoi fare un conto prima di parlare con qualcuno: Shopify pubblica il piano Basic a 27 euro al mese pagando l'anno in anticipo, Register.it pubblica i piani ShopBuilder da 31,38 a 54,03 euro al mese. Per le altre il prezzo non è il canone: è il montaggio, e cambia con il tuo catalogo.
Un marketplace, nell'ultima riga, non è una piattaforma alternativa: è un posto dove vendere mentre il negozio lo costruisci. Non ti dà un indirizzo tuo, una lista clienti tua o un prezzo che decidi tu, e la commissione di segnalazione si paga su ogni ordine, per sempre.
| Piattaforma | Come si paga | Di chi è il negozio | Quando ha senso |
|---|---|---|---|
| Shopify | Canone mensile (Basic 27 euro al mese sull'annuale) più le commissioni del suo circuito | Del servizio: se smetti di pagare, chiude | Vuoi partire in una settimana e il canone non ti pesa |
| WooCommerce | Software gratis, paghi hosting, tema ed estensioni | Tuo: codice e dati stanno sul tuo hosting | Hai già un sito WordPress o qualcuno che lo cura |
| PrestaShop | Software gratis, paghi hosting e moduli | Tuo: la piena proprietà del negozio e dei dati è scritta nella sua pagina italiana | Catalogo grande, molte varianti, più lingue |
| Wix e Squarespace | Canone mensile, tutto dentro il pannello | Del servizio, e il negozio non si sposta su un hosting tuo | Pochi prodotti e nessuna voglia di tecnica |
| Adobe Commerce (Magento) | Licenza e sviluppo su misura | Dipende dal contratto | Cataloghi enormi e più mercati: fuori scala per un negozio piccolo |
| ShopBuilder di Register.it | Canone mensile dichiarato, da 31,38 a 54,03 euro | Del servizio | Vuoi un canone italiano con assistenza in italiano |
| Negozio fatto fare e consegnato | Una volta sola, open source sotto | Tuo, se il contratto lo dice | Hai un catalogo vero e il tuo tempo vale più del risparmio |
| Amazon, eBay, Etsy (marketplace) | Niente canone di sito, commissione su ogni ordine | Non è un negozio tuo: è uno scaffale affittato | Secondo canale, mai l'unico |
Quanto costa ogni strada in un anno (numeri ufficiali)
Il prezzo in vetrina di una piattaforma a canone non è il costo. Il costo è canone più tema più app più percentuale sui pagamenti. Metti in fila un negozio piccolo italiano con cinquanta o duecento prodotti e 3.000 € di vendite al mese, e il conto cambia faccia.
I canoni Shopify sono questi, letti sulla pagina prezzi italiana: Basic 36 € al mese pagando mese per mese, 27 € pagando l'anno in anticipo; Grow 105 € mensili o 79 € annuali; Advanced 384 € mensili o 289 € annuali; Plus da 2.100 € al mese. Il numero che vedi nelle pubblicità è sempre quello annuale, cioè quello che richiede di impegnarti per dodici mesi.
| Voce | Canone (Shopify Basic) | Open source fai da te | Fatto fare e tuo |
|---|---|---|---|
| Software | 324 € l'anno pagando annuale | 0 € | una volta sola |
| Hosting e dominio | incluso | 100 a 300 € l'anno | a tuo carico, simile |
| Tema e moduli | da 0 a qualche centinaio | da 0 a qualche centinaio | incluso nel lavoro |
| Pagamenti | 2,1% + 0,30 € per carta | quello del tuo gateway | quello del tuo gateway |
| Tempo tuo di montaggio | 20 a 40 ore | 60 a 150 ore | poche ore di materiali |
| Anno 2 e anno 3 | altri 324 € l'anno, ogni anno | hosting e manutenzione | solo hosting e modifiche |
I tre numeri che le classifiche non mettono in prima pagina
Il primo: la commissione di transazione di terze parti. Se su Shopify incassi con un sistema di pagamento diverso dal loro, paghi a Shopify una percentuale aggiuntiva su ogni ordine, oltre a quella del gateway. Sul piano Basic è il 2%, su Grow l'1%, su Advanced lo 0,6%, su Plus lo 0,2%. Su 36.000 € di vendite in un anno, quel 2% sono 720 € che si sommano al canone e alle commissioni della carta.
Il secondo: le commissioni carta scendono salendo di piano. Sembra un dettaglio, ma è il meccanismo che ti fa salire. Chi vende tanto ha un motivo concreto per passare da 27 a 79 a 289 € al mese: su volumi alti lo sconto sulla percentuale ripaga il canone. Il piano economico è economico solo se vendi poco.
Il terzo: la personalizzazione del check-out. Sulla tabella ufficiale di confronto risulta limitata su Basic, Grow e Advanced, e completa solo su Plus, cioè dal piano che parte da 2.100 € al mese. Il check-out è la pagina dove si perdono gli ordini: su un negozio a canone non è un pezzo su cui puoi mettere le mani.
| Piano | Mensile | Annuale | Carte online | Se usi un altro gateway |
|---|---|---|---|---|
| Basic | 36 € | 27 € | 2,1% + 0,30 € | 2% |
| Grow | 105 € | 79 € | 1,8% + 0,30 € | 1% |
| Advanced | 384 € | 289 € | 1,6% + 0,30 € | 0,6% |
| Plus | da 2.100 € | a contratto | 1,3% + 0,30 € | 0,2% |
Un confronto onesto: quanto costa incassare, a parte
Le percentuali sui pagamenti esistono su tutte le strade, cambia solo chi le incassa. Stripe, che è il gateway usato da buona parte dei negozi italiani fuori dai circuiti chiusi, pubblica 1,5% + 0,25 € sulle carte standard europee, 2,8% + 0,25 € sulle premium, 3,15% + 0,25 € su quelle non europee e 0,35 € fisso sugli addebiti SEPA, senza attivazione e senza canone.
Confronta: 1,5% + 0,25 € contro 2,1% + 0,30 €. Su un ordine medio da 60 € la differenza è 41 centesimi, che su 600 ordini l'anno fa circa 246 €. Non è una cifra che decide la tua vita, ma è il tipo di conto che nessuna classifica fa al posto tuo, e sommato al 2% di transazione di terze parti diventa la voce più grossa dopo il canone.
Morale operativa: prima di guardare le funzionalità, scrivi su un foglio il tuo scontrino medio e quanti ordini pensi di fare al mese. Le percentuali diventano euro solo quando ci metti dentro i tuoi numeri, e a quel punto la scelta si fa quasi da sola.
Sotto i cento prodotti la piattaforma conta meno di chi la configura
Qui sta il punto che le classifiche non possono scrivere, perché vendono le piattaforme. Shopify, WooCommerce e PrestaShop sanno fare tutte le stesse cose per un negozio con cinquanta, cento o duecento prodotti: carrello, varianti, magazzino, carte, spedizioni, resi, codici sconto. Nessuna delle tre ti impedisce di vendere.
Quello che impedisce di vendere è sempre altro, e sta nella configurazione:
Un negozio montato bene su WooCommerce vende più di uno montato male su Shopify, e viceversa. Il nome della piattaforma non compare in nessuna di queste sei righe. Se ti sei fermato a metà di un tentativo fai da te, il problema non era la piattaforma scelta.
- le schede prodotto scritte in due righe copiate dal fornitore, che non dicono misure, materiali, tempi di consegna
- il pagamento che arriva al quinto passaggio e chiede la registrazione obbligatoria
- le spese di spedizione che compaiono solo in fondo, dopo che il cliente si è affezionato al carrello
- le foto pesanti, che su telefono fanno aspettare e far chiudere la pagina
- le pagine legali mancanti o copiate, con i resi non dichiarati nei 14 giorni previsti
- nessuna email automatica dopo l'ordine, per cui il cliente scrive su WhatsApp per sapere se è andato tutto bene
La domanda da fare prima del nome: se smetti di pagare, cosa resta tuo?
Questa è la riga che separa le tre strade meglio di qualsiasi tabella di funzionalità. Su una piattaforma a canone, il giorno che non paghi il negozio non è più raggiungibile: i dati si possono esportare, il negozio no. Hai affittato una vetrina per il tempo che l'hai pagata.
Sull'open source la risposta è diversa per costruzione. PrestaShop dichiara la piena proprietà del negozio e dei dati, WooCommerce è un plugin libero installato su un hosting tuo: se cambi fornitore, sposti i file e riparti. Il prezzo di quella libertà è che il montaggio e la manutenzione sono tuoi.
La terza strada prova a tenere i due vantaggi insieme, e si giudica solo leggendo il contratto. L'ecommerce completo di DirezioneX si paga una volta, non ha canone mensile dopo la consegna e resta tuo per contratto anche se smetti di pagare: catalogo, pagamenti, spedizioni per fascia di peso, documenti legali a norma e resi entro 14 giorni sono già configurati, e va online solo dopo aver provato ogni pagamento. Costa 1.999 € oggi invece di 3.999 €, con la possibilità di pagare in tre rate senza interessi.
Fai il paragone sul triennio, che è l'orizzonte giusto per un negozio: tre anni di Shopify Basic pagato annuale sono 972 € di solo canone, senza tema, senza app, senza il tuo tempo e senza nessuno che abbia configurato il negozio al posto tuo. Il confronto completo dei costi sta su quanto costa un ecommerce.
Come scegliere in cinque minuti
Rispondi a queste domande in ordine e fermati alla prima che ti riguarda.
- Vuoi provare se qualcuno compra, con dieci prodotti e zero voglia di tecnica? Canone base, e accetti che sia un affitto.
- Sai lavorare con WordPress e hai tempo tuo da investire invece di soldi? WooCommerce su un hosting decente.
- Hai un catalogo strutturato, varianti, listini o esigenze di magazzino e qualcuno in azienda che se ne occupa? PrestaShop.
- Hai già un negozio che gira e vuoi vendere online senza montarlo tu, pagando una volta invece che per sempre? Fallo fare, e verifica nel contratto che resti tuo.
- Vendi meno di 500 € al mese e il canone ti pesa? Non è la piattaforma il problema: è il pubblico. Prima risolvi quello.
La migliore piattaforma ecommerce è quella che ti fa arrivare online con le schede scritte, i pagamenti provati e i resi a norma, al costo che riesci a sostenere anche al terzo anno. Tutto il resto è una gara tra pannelli di controllo che il tuo cliente non vedrà mai. Se la sequenza dei passi non ti è ancora chiara, parti da come aprire un negozio online; se hai già tutto chiaro e vuoi solo che qualcuno lo monti e te lo consegni, guarda cosa comprende l'ecommerce completo.
Domande frequenti
A canone: Shopify, Wix, BigCommerce, Squarespace. Open source: WooCommerce (plugin di WordPress), PrestaShop, Magento. PrestaShop dichiara oltre 250.000 negozi attivi. La scelta non è tra i nomi ma tra pagare un abbonamento per sempre o possedere il negozio e occuparti del montaggio.
Se vendi pochi pezzi, nessuna: i costi fissi non si ripagano. Parti da un marketplace, dove paghi solo quando vendi, e passa a un negozio tuo quando le vendite sono costanti. La soglia e il conto completo stanno nella guida su marketplace o sito proprio.
Dipende da cosa hai in più: tempo o soldi. Shopify Basic è 324 € l'anno pagando annuale e ti toglie ogni pensiero tecnico, ma aggiunge il 2,1% + 0,30 € sulle carte e un ulteriore 2% se incassi con un altro gateway. WooCommerce è gratis e ti lascia hosting, aggiornamenti e configurazione sulle spalle.
Con un canone base: canone annuo, tema, qualche app e le percentuali sui pagamenti, con hosting e certificato già dentro. Con l'open source: hosting (100 a 300 € l'anno), tema, moduli e decine di ore tue. Il costo che le due strade condividono è quello di incassare, tra l'1,5% e il 3% per ogni ordine.
Sì, ma è un trasloco: prodotti e clienti si esportano, mentre indirizzi delle pagine, recensioni e posizionamento su Google si perdono in buona parte se non vengono gestiti i reindirizzamenti. Cambiare costa più che scegliere bene la prima volta, ed è il motivo per cui conviene fare il conto sul triennio.
Non serve scrivere codice, serve saper configurare: aliquote IVA, fasce di spedizione, gateway di pagamento, email automatiche, backup, aggiornamenti. Chi ha già dimestichezza con WordPress se la cava in qualche settimana di serate; chi parte da zero di solito si ferma a metà.
No, se vuoi incassare con carta: Stripe pubblica 1,5% + 0,25 € sulle carte standard europee. Si può ridurre il costo medio offrendo il bonifico o il contrassegno, ma entrambi fanno perdere ordini. Meglio metterle nel prezzo che toglierle dal servizio.
Non per il passaporto, ma per tre cose concrete che vale la pena verificare prima: se l'assistenza risponde in italiano e in che tempi, se la fatturazione elettronica e i corrieri italiani sono già collegati o vanno integrati a parte, e se i dati dei clienti restano esportabili. Trovata la risposta a queste tre, resta la domanda che conta per tutte: di chi è il negozio il giorno che smetti di pagare.
Fonti
- Shopify Italia, pagina prezzi ufficiale (canoni e commissioni per piano)
- PrestaShop Italia, proprietà del negozio e dei dati
- WooCommerce, piattaforma open source
- Stripe, prezzi ufficiali per l'Italia
- eBay.it, tariffe di vendita aggiornate al 01/09/2026
- Register.it, prezzi dichiarati dei piani ShopBuilder (letto il 01/11/2026)
