Quanto costa un sito ecommerce: leggere il preventivo
11 minuti di lettura

Se stai leggendo questa pagina probabilmente hai due o tre preventivi aperti sul tavolo e numeri che non si assomigliano: uno chiede poche centinaia di euro al mese, uno qualche migliaio una volta sola, uno ti ha mandato tre righe senza prezzo e la frase "dipende dalle esigenze". Non e che uno dei tre ti stia imbrogliando. È che stanno vendendo tre cose diverse con lo stesso nome. Qui non trovi la solita forbice da mille a cinquantamila euro: trovi come si legge un preventivo riga per riga, quali voci devono esserci scritte, quali mancano sempre, e come si riportano due offerte diverse sullo stesso metro dei 36 mesi. Se vuoi il nostro numero, sta scritto nella pagina quanto costa un ecommerce senza bisogno di chiamarci.
Il prezzo di un ecommerce sta su tre strati, non su una riga
Nessuno può dirti quanto costa il tuo negozio online senza sapere quattro cose: quanti prodotti carichi, quante varianti ha ognuno, con quale corriere spedisci e chi scrive le schede. Fuori da quelle quattro informazioni ogni cifra è un sondaggio. Ed è per questo che la prima pagina di Google su questa ricerca è piena di forbici larghissime: non è reticenza, è che la domanda, così come la fai, non ha una risposta.
La cosa utile da fare prima di confrontare due preventivi è separare i tre strati di costo, perché hanno ritmi diversi e li incassano persone diverse.
Lo strato che ti sorprenderà è il terzo. Non lo scrive quasi nessun preventivo, perché non lo incassa chi ti fa il sito: lo incassano la banca e il corriere. Ed è l'unico che non finisce mai, perché cresce con le vendite.
- Una volta sola: progetto, grafica, configurazione del negozio, caricamento dei prodotti, pagine legali, messa in linea, formazione.
- Ogni anno: dominio, hosting oppure canone della piattaforma, aggiornamenti e backup, le modifiche che chiederai a marzo.
- Su ogni ordine: commissione del pagamento, costo della spedizione, eventuale commissione del marketplace.
Le voci che un preventivo deve avere scritte
Questa e la tabella da stampare e da mettere accanto alle offerte che hai ricevuto. Per ogni riga segna si o no. Una voce che non è scritta nel preventivo non è compresa: è a parte, e il suo prezzo lo scoprirai quando ti servira, cioe quando non potrai più cambiare fornitore.
Se su dodici righe una offerta ne copre otto e l'altra quattro, le due cifre che hai sotto gli occhi non sono confrontabili. Chiedi il prezzo scritto delle voci mancanti e poi somma: nella maggior parte dei casi il preventivo che sembrava metà dell'altro arriva a pochi punti di distanza.
| Voce | Cosa vuol dire se c'è scritta | Cosa succede se manca |
|---|---|---|
| Numero di prodotti e varianti caricati | Il fornitore sa quanto lavoro c'è sui dati | Ti caricano dieci prodotti di esempio e il resto lo fai tu |
| Chi scrive le schede e chi tratta le foto | Testi e immagini sono dentro il prezzo | Lo scopri a negozio pronto, con il catalogo vuoto |
| Metodi di pagamento configurati e provati | Carte, PayPal, bonifico, contrassegno attivi | Il negozio è in linea ma non incassa |
| Fasce di spedizione e corrieri collegati | Il cliente vede il costo giusto al carrello | Spedizione a prezzo fisso e margine bruciato sui pacchi pesanti |
| Pagine legali, cookie e informativa privacy | Obblighi del commercio elettronico coperti | Sei tu il responsabile, non chi ha fatto il sito |
| Collegamento con fatturazione o gestionale | Gli ordini non si ricopiano a mano | Due ore di ricopiatura a settimana, per sempre |
| Email automatiche di ordine, spedizione e reso | Il cliente sa cosa sta succedendo | Rispondi tu a mano a ogni "dov'è il mio pacco" |
| Proprietà del codice, del tema e dei dati | Puoi portare via il negozio | Al cambio di fornitore ricominci da zero |
| Numero di revisioni grafiche incluse | Si sa quando il lavoro è finito | Ogni ritocco diventa una voce in fattura |
| Tempi di consegna e cosa accade se slittano | Hai una data | Parti a stagione finita |
| Costo del secondo e del terzo anno | Sai il totale a 36 mesi | Confronti una spesa con un abbonamento |
| Tariffa oraria delle modifiche future | Puoi fare un budget annuo | Chiedi un preventivo per spostare un pulsante |
La domanda che sposta il totale più di ogni altra: chi carica i prodotti
Prendi un negozio di abbigliamento con 120 modelli in cinque taglie e tre colori: non sono 120 schede, sono 1.800 combinazioni raggruppate in 120 schede con varianti. Anche contando solo dieci minuti di lavoro vero per scheda, fra foto ritagliata, misure, codice e descrizione, sono venti ore. Se nel preventivo c'è scritto "caricamento di dieci prodotti dimostrativi", quelle venti ore non sono state tolte dal lavoro: sono state spostate su di te, di sera, dopo il negozio.
E il motivo per cui due offerte sullo stesso progetto possono differire di migliaia di euro restando entrambe oneste. Prima di chiedere un preventivo, conta i tuoi prodotti e le tue varianti e scrivilo nella richiesta: dimezzi le risposte vaghe.
Perché due preventivi sullo stesso negozio non si assomigliano
Al netto delle voci mancanti, le differenze vere nascono da cinque scelte. Nessuna delle cinque è scritta nel prezzo, tutte e cinque lo determinano.
La prima e la più pesante: canone o una volta sola. Un preventivo a canone sembra sempre più basso, perché lo guardi al mese e non al trentaseiesimo. Un preventivo una volta sola sembra sempre più alto, perché tutto il peso è nel primo mese. Sono la stessa domanda posta su scale diverse di tempo, e si risolve solo riportando entrambi a 36 mesi.
La seconda è se il negozio nasce su un tema comprato e configurato oppure disegnato da zero: la differenza di lavoro è di settimane. La terza sono le integrazioni, cioe quanti sistemi devono parlarsi (gestionale, fatturazione elettronica, corriere, magazzino): ogni collegamento è un lavoro a sé. La quarta e il lavoro sui dati, che hai appena visto. La quinta è la proprietà, e non costa niente chiederla: cambia solo chi ha la chiave al mese 37.
- Canone mensile o pagamento una volta sola
- Tema configurato o progetto su misura
- Numero di sistemi da collegare al negozio
- Chi carica prodotti, foto e testi
- Di chi resta il negozio quando smetti di pagare
I prezzi dichiarati che si trovano davvero in Italia
Fra i primi dieci risultati di Google su questa ricerca quasi nessuno scrive una cifra. Chi la scrive è utile citarlo, perché da almeno due punti fermi. Register.it pubblica i suoi piani ShopBuilder da 31,38 euro al mese per la versione Smart a 54,03 euro al mese per la Premium, e per la realizzazione affidata ai suoi professionisti dichiara un prezzo "da 1.139 euro per il primo anno". Shopify pubblica il piano Basic a 27 euro al mese pagando l'anno in anticipo, 36 pagando mese per mese, più le commissioni del suo circuito di pagamento.
Dall'altra parte ci sono i progetti pagati una volta sola. Noi scriviamo il prezzo dell'Ecommerce completo in pagina, si paga una volta e il negozio resta tuo anche se non rinnovi niente: 1.999 €, con le pagine legali, le fasce di spedizione e i pagamenti già configurati dentro. Serve per avere un metro, non per convincerti: il punto della tabella qui sotto è il confronto a 36 mesi, che è l'unico modo onesto di mettere un canone e una spesa sullo stesso foglio.
L'esempio e un negozio che fa 36.000 euro di vendite l'anno su 500 ordini, cioe uno scontrino medio di 72 euro: un piccolo negozio vero, non un caso da manuale. Le commissioni sono calcolate con il listino Stripe per le carte europee standard, 1,5% più 0,25 euro per transazione.
| Strada | Canone o prezzo in 36 mesi | Commissioni carte in 36 mesi | Di chi è il negozio al mese 37 |
|---|---|---|---|
| Piano ShopBuilder Smart, 31,38 euro al mese | circa 1.130 euro | circa 1.995 euro | del servizio: se smetti, chiude |
| Shopify Basic annuale, 27 euro al mese | 972 euro | dal 2,1% più 0,30 euro del suo circuito | del servizio: se smetti, chiude |
| Progetto pagato una volta sola | il prezzo del progetto, zero canone | circa 1.995 euro | tuo, anche senza pagare più niente |
Lo strato che non finisce: cosa paghi dall'anno due
Il preventivo ti racconta l'anno uno. Il tuo conto in banca vive l'anno due e l'anno tre, e li succedono tre cose che nessuno ti ha anticipato: il negozio va aggiornato, il negozio va cambiato, e i pagamenti continuano a trattenere la loro percentuale.
Se lavori con WooCommerce c'è un punto da sapere: il software e gratis, la manutenzione no. Le estensioni a pagamento (metodi di spedizione, abbonamenti, prenotazioni) si rinnovano ogni anno, e un negozio che non aggiorna piattaforma e plugin diventa un problema di sicurezza prima che di grafica. Il confronto fra le piattaforme, con quello che ognuna trattiene, sta nella guida sulla migliore piattaforma ecommerce.
La regola pratica: quando confronti due offerte, metti in fondo al foglio una riga di budget annuo per le modifiche. Il negozio dell'anno due non è quello dell'anno uno: avrai un corriere nuovo, una categoria nuova, una fascia di peso da rifare, una promozione da configurare. Chi ti vende il canone quelle modifiche non le fa: ti da gli strumenti per farle da te.
- Dominio: si rinnova ogni anno, è la voce più piccola e quella che più spesso scade per dimenticanza
- Hosting o canone della piattaforma: la riga che decide se la tua spesa è una spesa o un abbonamento
- Aggiornamenti, backup e certificato: obbligatori anche nei mesi in cui non vendi
- Estensioni e app: si rinnovano singolarmente, e il totale si scopre solo alla seconda fattura
- Ore di modifiche: la voce che non compare in nessun preventivo e che non manca mai
Le commissioni per ordine, il conto che nessun preventivo scrive
Stripe pubblica sul listino italiano 1,5% più 0,25 euro per le carte europee standard, 2,8% più 0,25 euro per le carte premium, 3,15% più 0,25 euro per quelle non europee e 0,35 euro fissi sugli addebiti SEPA. Sono tariffe senza canone e senza attivazione, quindi facili da confrontare.
Facciamo il conto sull'esempio di prima. Su 36.000 euro di vendite l'1,5% fa 540 euro; su 500 ordini i 25 centesimi fissi fanno altri 125 euro. Totale: 665 euro l'anno, quasi 2.000 euro in tre anni. Guardalo accanto alla colonna dei canoni della tabella qui sopra: nell'esempio il pagamento costa più della piattaforma. È l'unica voce del preventivo che cresce quando le cose vanno bene, ed è quasi sempre l'unica che nessuno ti ha nominato.
Se vendi anche sui marketplace, sopra questo strato se ne aggiunge un altro: la commissione di segnalazione, che in Italia sta fra l'8% e il 15% del prezzo in vetrina a seconda della categoria. Su uno scontrino da 72 euro sono fra 5 e 10 euro per ordine, più del pagamento e più della spedizione.
Le tre domande da fare prima di firmare
Tre domande brevi, da mandare per iscritto allo stesso modo a tutti i fornitori. Le risposte dicono più del prezzo.
La seconda domanda è quella che divide il mercato in due. Con un canone il negozio è un servizio: il giorno che smetti di pagare non hai un negozio più vecchio, non hai più niente, e i tuoi clienti vedono una pagina spenta. Con un progetto pagato una volta il negozio è una cosa che hai comprato: resta in linea, con i prodotti dentro e gli ordini che arrivano, anche se non ti serve più nessuno. Non è un dettaglio contrattuale, è la differenza fra un costo e un investimento, e vale la pena farla scrivere nero su bianco.
- 1Di chi sono il codice, il tema e l'elenco dei clienti se domani cambio fornitore, e come me li consegnate?
- 2Cosa succede al negozio il giorno che smetto di pagare?
- 3Quanto costa la modifica numero sei, quella che vi chiederò a marzo, e con che tempi?
Come si confrontano due preventivi in dieci minuti
Alla fine il metodo è aritmetico e non richiede che tu capisca di tecnologia. Serve un foglio e quattro passaggi.
Fatto questo, la cifra più bassa che resta è quasi sempre quella giusta, e qualche volta è la stessa di prima: la differenza e che ora sai cosa stai comprando. Se vuoi vedere quanto pesa il canone di una piattaforma su tre anni, il conto fatto strato per strato sta nella guida su quanto costa Shopify.
- 1Riporta tutto a 36 mesi: i canoni si moltiplicano per 36, le spese una volta sola restano come sono.
- 2Aggiungi a entrambi lo strato delle commissioni per ordine: non cambia la scelta, cambia il budget che devi avere.
- 3Conta le voci mancanti sulle dodici righe della tabella e chiedi per iscritto quanto costa ognuna.
- 4Scrivi accanto a ogni offerta una sola parola: di chi è il negozio al mese 37.
La domanda "quanto costa un sito ecommerce" non ha una risposta perché contiene tre domande diverse: quanto pago ora, quanto pago ogni anno, quanto mi trattengono su ogni ordine. Rispondi alle tre separatamente e i preventivi smettono di essere incomparabili. Noi abbiamo scelto di stare sulla strada più facile da verificare: prezzo scritto in pagina, pagato una volta, negozio tuo per contratto anche se smetti di pagare. Se vuoi vedere cosa c'è dentro, voce per voce, sta tutto nella pagina dell'Ecommerce completo. Per la tua situazione fiscale e per il regime da scegliere, quello resta un discorso da fare con il tuo commercialista.
Domande frequenti
Quasi nessuna agenzia italiana pubblica un prezzo. Fra chi lo fa, Register.it dichiara la realizzazione affidata ai suoi professionisti da 1.139 euro per il primo anno. Il numero utile non è comunque il totale: è il totale diviso nei tre strati (una volta sola, ogni anno, su ogni ordine) con le dodici voci spuntate. Chiedi il preventivo in quella forma e potrai confrontarlo con qualunque altro.
Sì, e il software non è l'ostacolo: le piattaforme di oggi si installano in un pomeriggio. L'ostacolo sono le ore sui dati e sulle regole. Un catalogo di 120 modelli con taglie e colori sono circa venti ore di schede, più le fasce di spedizione, i pagamenti, le pagine legali e le email automatiche. Conta le tue ore a un valore realistico e confrontale con il preventivo: a volte conviene farlo da soli, a volte no, ma la decisione va presa sui numeri.
Dipende dalla strada, ma le voci sono sempre le stesse: dominio, hosting o canone della piattaforma, aggiornamenti e backup, rinnovo delle estensioni, ore di modifiche. Sopra queste c'è lo strato delle commissioni, che molti dimenticano: su un negozio da 36.000 euro l'anno e 500 ordini, al listino Stripe per le carte europee sono circa 665 euro l'anno solo di pagamenti.
È una questione di quanto tieni il negozio e di chi deve esserne proprietario. Su un orizzonte di pochi mesi il canone costa meno ed è più facile da chiudere. Oltre i due o tre anni il conto si gira, e soprattutto cambia la risposta alla domanda del mese 37: col canone, smettere di pagare vuol dire perdere il negozio; con un progetto pagato una volta, il negozio resta in linea.
No, ma e quasi sempre il più incompleto. Prendi le dodici righe della tabella e segna quante voci copre ciascuna offerta: se la più bassa ne copre quattro e l'altra dieci, non stai confrontando due prezzi, stai confrontando due perimetri. Chiedi il costo scritto delle voci mancanti e rifai la somma prima di decidere.
Cinque informazioni, e ti arriveranno risposte precise invece di forbici: quanti prodotti carichi e con quante varianti, se hai foto e testi pronti o no, con quale corriere spedisci e in quali fasce di peso, quali metodi di pagamento vuoi accettare, se c'è un gestionale o un sistema di fatturazione da collegare. Chi riceve queste cinque righe può darti un numero vero; chi non le ha ti darà per forza un intervallo.
Dipende da com'è fatto il sito oggi. Se e su una piattaforma che regge un catalogo, si aggiungono prodotti, carrello, pagamenti e spedizioni e il lavoro è quasi tutto di configurazione e di dati. Se è un sito vetrina costruito su misura senza un sistema di contenuti, spesso rifarlo costa meno che adattarlo, e ha senso chiedere i due preventivi affiancati per vederlo nero su bianco.
Fonti
- Register.it, prezzi dichiarati dei piani ShopBuilder e della realizzazione affidata ai professionisti (letto il 01/11/2026)
- Shopify Italia, pagina prezzi ufficiale (canoni dei piani e commissioni sulle carte)
- Stripe, listino ufficiale per l'Italia (carte europee, premium, internazionali, SEPA)
- WooCommerce, piattaforma open source: software gratuito, estensioni a pagamento
- Amazon, prezzi e tariffe di vendita in Italia (commissioni di segnalazione per categoria)
- D.Lgs. 70/2003, commercio elettronico e informazioni obbligatorie - Normattiva
