Software e CRM

Software gestione ristorante: quale gestionale ti serve

9 minuti di lettura

Un gestionale aperto sul portatile e sul telefono

Se cerchi un gestionale per il tuo locale, la prima pagina di Google ti dà liste di nomi. Dentro quelle liste trovi, nello stesso elenco, prodotti americani che non certificano un incasso italiano, casse telematiche vere, piattaforme di prenotazione e perfino Google Sheets presentato come il gestionale gratuito perfetto. Non sono consigli sbagliati: rispondono a quattro domande diverse facendo finta che sia una. Qui facciamo il passaggio che manca: quale dei quattro software ti serve adesso, quanto ti costa non averlo, e dove il pacchetto pronto si ferma davanti al modo in cui lavori. Se ti serve prima il metodo generale di scelta, quello sta nella guida su come scegliere un software gestionale aziendale.

Le quattro cose che chiami gestionale

Quando un fornitore ti dice gestionale per la ristorazione, può voler dire quattro prodotti che non si parlano tra loro. Ognuno risolve un problema e ne lascia aperti tre.

La confusione costa: compri la famiglia sbagliata, dopo due mesi il problema che ti bruciava è ancora lì, e per risolverlo ti vendono il modulo che mancava. Hai pagato due volte nello stesso anno.

Quale softwareCosa faDove si fermaQuando ti serve prima degli altri
Cassa e comandePrende l'ordine al tavolo, lo manda in cucina, certifica l'incassoNon sa quanto ti è costato il piatto che hai vendutoApri adesso, o la cassa che hai non manda le comande in cucina
Sala e prenotazioniTavoli, turni, conferme, caparra, lista d'attesaNon tocca il magazzino e non fa lo scontrinoRifiuti gente al telefono e poi hai tavoli vuoti
Magazzino e food costCarichi le bolle, scarichi per ricetta, sai il costo del piattoNon prende ordini e non governa la salaIl margine scende e non sai su quale piatto
Conti e personaleFatture fornitori, incassi per canale, ore e turniNon sa niente di quello che accade in salaChiudi il mese e i numeri non tornano con la banca
I quattro software che stanno dietro la parola gestionale

Da quale dei quattro parti: la diagnosi in cinque minuti

Non si parte dal prodotto, si parte dal sintomo. Fermati al primo che riconosci: quello compri per primo, gli altri aspettano.

  • Il cameriere scrive la comanda su un blocchetto e la porta in cucina a piedi, e il sabato sbagliate i tempi tra antipasti e primi: ti serve la cassa con le comande, non altro.
  • Prendi le prenotazioni su WhatsApp e su un quaderno, qualcuno non si presenta e tu non hai un numero per richiamarlo: ti serve la sala.
  • Sai quanto hai incassato ieri ma non quanto ti è costato produrre quell'incasso: ti serve il magazzino con le ricette.
  • Gli ordini del delivery arrivano su un tablet a parte e a fine giornata sommi tre totali a mano: ti serve collegare i canali, cioè un pezzo di integrazione, non un gestionale nuovo.
  • Ogni lunedì riscrivi in Excel le ore dei ragazzi prese dai turni appesi in cucina: ti serve il personale, ed è il pezzo che quasi nessun pacchetto HORECA copre bene.

Il giro di una comanda, e dove si perde tempo

È la parte che decide se il software ti serve o ti complica la sera, e quasi nessuno la descrive. Il percorso di un ordine è sempre lo stesso: il cliente ordina, l'ordine arriva al reparto che lo prepara, il piatto esce, il conto si chiude, a fine serata si quadra la cassa. Ogni passaggio ha un punto dove l'informazione si ferma.

Col blocchetto l'ordine lo porti tu: due viaggi per tavolo, uno per prendere e uno per consegnare in cucina, cioè venti camminate inutili in un servizio da dieci tavoli. Con la comanda sul tablet l'ordine parte dal tavolo e si stampa nello stesso momento al reparto giusto: freddo, forno, bar. È la prima cosa che vedi in ogni demo, e l'unica che un cameriere capisce in dieci minuti.

I punti dove si perde davvero sono altri due. La variazione detta a voce (senza cipolla, cottura media) che in cucina arriva come si è capita, mentre sul tablet è una nota che la riga non si chiude senza. E la quadratura serale fatta a mano, scontrini più POS più contanti: venti minuti dopo la chiusura per sei sere sono circa due ore a settimana di una persona, e se le somma il sistema tornano indietro.

Se invece il problema che ti brucia è il carico e lo scarico degli ingredienti, il pezzo è un altro: come si sceglie un programma per gestire il magazzino.

I tre conti che valgono solo in un ristorante

Prima di guardare i prezzi, mettiti davanti i tre numeri che in un locale si perdono senza che nessuno li scriva. Sono conti di esempio: rifalli con i tuoi coperti e il tuo scontrino medio.

Primo, i tavoli vuoti. Un tavolo da quattro che prenota e non si presenta, con uno scontrino medio di 30 euro a testa, sono 120 euro di sala che hai tenuto occupata per niente. Se succede una volta a settimana nel servizio pieno, sono circa 6.000 euro l'anno. Un sistema di prenotazione con caparra online costa 1.680 €: con quei numeri si ripaga recuperando quattordici tavoli.

Secondo, il food cost per piatto. Credi che un piatto da 14 euro ti costi 4 euro di materia prima, ma le bolle sono salite e oggi sono 5,20 euro. Su 60 piatti a settimana è 1,20 euro di margine che spariscono 60 volte: 72 euro a settimana, quasi 3.700 euro l'anno su un piatto solo del menu. Non è un problema di prezzo di vendita, è un problema di non saperlo.

Terzo, gli incassi divisi su più sistemi. Sala, asporto e delivery entrano in tre posti: la cassa, il telefono, il tablet della piattaforma. La commissione la vedi solo a fine mese sull'estratto, quindi il lordo che leggi in cassa non è quello che arriva in banca. E il magazzino scarica solo quello che passa dalla cassa: le porzioni uscite dal delivery non le hai mai scalate, ed è lì che l'inventario non torna.

Perché le liste dei migliori non ti servono

Le liste che trovi in prima pagina hanno tre difetti strutturali, e li puoi verificare da solo in dieci minuti.

Il primo: mescolano prodotti pensati per mercati dove la certificazione dell'incasso funziona in un altro modo. In Italia la memorizzazione e la trasmissione telematica dei corrispettivi è regolata dal D.Lgs. 127/2015: significa che il tuo incasso lo deve certificare uno strumento abilitato. Un software che gestisce bene i tavoli non è automaticamente in grado di farlo, e chi scrive la lista quasi mai lo dice. Prima domanda al fornitore, sempre: il tuo sistema certifica il corrispettivo o serve un registratore collegato?

Il secondo: chiamano gratuito un foglio di calcolo. Un foglio dove segni prenotazioni e giacenze è meglio di niente, ma non manda una comanda in cucina e non scarica il magazzino. Dove si ferma il gratis l'ho scritto nel dettaglio nella guida sui gestionali gratis e i loro limiti.

Il terzo: non ti dicono quanto costa, perché spesso non si può sapere. Sulla pagina Prezzi di Tilby non c'è un prezzo: c'è un modulo in quattro passi e un commerciale che ti richiama. Sulla pagina Prezzi di Cassa in Cloud ci sono tre piani divisi per tipo di locale (senza cucina, ristoranti e pizzerie, catene), l'elenco delle funzioni dalla mappa dei tavoli al magazzino, e nessuna cifra accanto. Non è un trucco: il listino dipende da quanti punti cassa e quanti moduli accendi. Vuol dire però che due preventivi li confronti solo dopo due telefonate.

Dove si ferma il pacchetto e dove serve il su misura

Il pacchetto HORECA copre bene il locale medio: menu stabile, servizio a due turni, un magazzino, una cassa. Si ferma quando il tuo modo di lavorare esce da quella forma. Queste sono le cinque situazioni in cui, nei preventivi, compare la riga sviluppo su richiesta.

Com'è il tuo localePerché il pacchetto non ce la fa
Menu che cambia ogni giorno sul pescato o sull'ortoLe ricette sono anagrafiche fisse: riscriverle ogni mattina nessuno lo fa, e il food cost smette di aggiornarsi
Lavorazioni interne: fai il ragù, il pane, le conserveIl magazzino standard scarica l'ingrediente sul piatto, non sul semilavorato che hai prodotto e che consumi per tre giorni
Catering e banchetti su preventivoÈ un lavoro a commessa con acconto, menu concordato e costi propri: non è un conto al tavolo
Più sale o più locali con cucina unicaLe giacenze stanno in un posto e i consumi in due: serve un trasferimento interno, non un secondo magazzino
Apertura stagionale con personale che ruotaTurni, formazione e permessi sul telefono valgono quanto la cassa, e nel pacchetto spesso non ci sono
Quando il pacchetto pronto non arriva in fondo

Cosa cambia con un software di proprietà

Se una di quelle cinque righe è la tua, hai due strade. La prima: tieni la cassa che hai (fa il suo lavoro e il pezzo fiscale è risolto) e fai costruire sopra solo quello che manca, prendendo i dati dalla cassa. La seconda: cambi tutto e speri che il prossimo pacchetto arrivi più in fondo.

La prima costa meno e si rompe meno. Un software gestionale su misura parte da 2.990 € e resta tuo, con manutenzione ed evoluzione da 99 €/mese: non è un canone per utente che cresce ogni volta che assumi un cameriere. Il conto tra canone e proprietà, fatto riga per riga, è nella guida sul confronto tra gestionale su misura e a canone.

Le nove domande da fare prima di firmare

Queste domande valgono solo per un ristorante: in un ufficio nessuno te le farebbe. Fattele mettere per iscritto nel preventivo, non a voce.

  1. 1Il sistema certifica il corrispettivo o serve un registratore telematico collegato? Chi lo fornisce e chi lo configura?
  2. 2Se cade internet a metà servizio, la cassa continua a prendere comande e poi si sincronizza, o vi fermate?
  3. 3Una comanda può andare su due stampanti diverse (cucina e pizzeria) con i tempi di uscita giusti?
  4. 4Il conto si divide alla romana e si separa per persona senza riscrivere l'ordine?
  5. 5Il magazzino scarica per ricetta convertendo le unità? Compri cassette e lattine, consumi grammi e millilitri.
  6. 6Gli ordini del delivery entrano negli incassi e scaricano il magazzino, o restano fuori?
  7. 7Cosa esce per il commercialista e in che formato? Chiedi di vedere il file vero, non la schermata.
  8. 8Se cambio fornitore di cassa, i dati storici (anagrafiche, ricette, incassi) escono in un formato che posso leggere?
  9. 9Il prezzo è per punto cassa, per utente o per locale? E cosa succede al canone se apro una seconda sala?

Come si parte senza fermare il servizio

Il motivo più comune per cui un gestionale resta spento non è il software: l'hanno accesso tutto insieme un venerdì. In un locale non puoi fermare il servizio per formare la gente, quindi si parte di lato.

Prima settimana: solo l'anagrafica. Carichi le ricette dei dieci piatti più venduti, non tutti i quaranta. Guardali sullo storico della cassa: se coprono più della metà degli ordini, bastano per avere un food cost vero.

Seconda settimana: un servizio pilota. Scegli il martedì o il mercoledì, non il sabato. Comande sul sistema nuovo e blocchetto di carta in parallelo, e a fine serata confronti i due. Le differenze che trovi sono la lista delle cose da sistemare, e la trovi in una serata invece che in un mese.

Terza settimana: il servizio pieno, con una persona che conosce il sistema in sala ogni turno. Il magazzino e il food cost si accendono dopo, quando le comande girano da sole: se li accendi prima, i dati che entrano sono sbagliati e nessuno si fiderà più dei report.

Riassunto operativo: scrivi quale dei quattro problemi ti costa più soldi questo mese, fai il conto dei tavoli vuoti e del food cost con i tuoi numeri, poi chiedi due preventivi con le nove domande per iscritto. Se nella risposta compare la riga sviluppo su richiesta per il modo in cui lavori, il pacchetto non è la strada, e tanto vale saperlo prima di firmare. I prezzi dei gestionali, con cosa è incluso, li trovi nella pagina quanto costa un software gestionale.

Domande frequenti

Dipende da quale dei quattro pezzi compri. La cassa si paga quasi sempre a canone per punto cassa, più hardware e registratore telematico. Le pagine prezzi dei fornitori italiani mostrano i piani ma non le cifre: le ottieni con un preventivo. Un software di proprietà su misura parte da 2.990 €, con manutenzione ed evoluzione da 99 €/mese.

Nelle liste il gratuito è quasi sempre un foglio di calcolo o la versione base di una cassa che diventa a pagamento appena ti serve il magazzino o la seconda postazione. In un locale c'è un pezzo che gratis non esiste: la certificazione dell'incasso richiede uno strumento abilitato, e quello va comprato.

Un software che gestisce tavoli, prenotazioni o magazzino non certifica di per sé l'incasso. La memorizzazione e la trasmissione telematica dei corrispettivi è regolata dal D.Lgs. 127/2015: chiedi al fornitore se il suo sistema è abilitato o se serve un registratore collegato, e verifica la tua posizione con il commercialista.

Alcuni pacchetti HORECA la includono, altri la vendono come modulo, altri si appoggiano a un servizio esterno: chiedi quale delle tre è, perché cambia il canone. Regole e canali di trasmissione stanno nell'area dedicata del sito dell'Agenzia delle Entrate.

Fonti

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