Software e CRM

Programma per gestire il magazzino: come scegliere

9 minuti di lettura

Un gestionale aperto sul portatile e sul telefono

Chi cerca un programma per gestire un magazzino di solito ha appena perso una vendita: il cliente ha chiesto un pezzo, il foglio diceva quattro, nello scaffale ce n'era uno. Questa guida parla di scorte e giacenze, non di scaffalature e corsie. Qui trovi cosa deve fare il programma, i conti per capire quanto tenere a scorta e le domande da fare a chi te lo vende.

Cosa deve fare un programma di magazzino

Le pagine dei fornitori elencano trenta funzioni. Le cose che decidono se il programma ti cambia la giornata sono sei, e si controllano in una demo di venti minuti. Se una manca, il programma non è incompleto: è un altro prodotto. Un catalogo con le quantità scritte a mano non è un programma di magazzino, perché non si aggiorna da solo quando vendi.

Cosa deve fareCome si verifica in demoCosa succede se manca
Scaricare la quantità quando emetti il documento di venditaFai una fattura di prova e guarda la giacenza prima e dopoQualcuno deve ricordarsi di scalare a mano: non lo farà
Caricare la quantità leggendo il documento del fornitoreCarica un DDT di prova con cinque righeIl carico diventa mezz'ora di battitura e si salta
Tenere una soglia per articolo e avvisare quando la superiImposta una soglia e fai scendere la giacenza sottoScopri che manca il pezzo quando serve
Far lavorare due persone insieme sullo stesso datoApri il programma su due dispositivi e muovi lo stesso articoloIl banco e il magazzino si sovrascrivono a vicenda
Dare lo storico dei movimenti di un articoloChiedi tutti i movimenti di un codice nell'ultimo annoQuando la giacenza è sbagliata non sai dove si è rotta
Esportare tutto in un file che si apre altroveChiedi l'esportazione completa di articoli e movimentiResti dentro: cambiare programma diventa un trasloco a mano
Le sei cose che un programma di magazzino deve saper fare

Il punto che decide tutto: chi registra i movimenti

Un programma di magazzino non sa niente del tuo magazzino: sa solo quello che gli raccontano. Il numero che vedi a schermo è una somma, inventario iniziale più i carichi registrati meno gli scarichi registrati. Ogni movimento che non registri resta nella realtà ma non nel programma, e la differenza non si recupera da sola: si accumula.

Quindi la domanda vera non è quale programma, ma quanti movimenti al giorno fai e chi li registra. Una ferramenta che fa quaranta movimenti al giorno e li registra tutti ha giacenze affidabili con qualsiasi programma decente. La stessa ferramenta che registra solo le vendite in fattura, e non il pezzo dato al cliente abituale da segnare poi, dopo tre mesi ha numeri peggiori di quando aveva il quaderno, con l'aggravante che adesso ci crede.

Il modo di non cadere qui è rendere la registrazione un effetto collaterale di qualcosa che fai comunque. Se la quantità si scala quando emetti il documento di vendita, nessuno deve ricordarsi niente. Se devi aprire una seconda schermata, salterai quella schermata ogni volta che c'è fila.

Comincia dal carico, non dall'inventario

Quasi tutti partono contando tutto: settimane di lavoro, poi il programma si sfascia in un mese perché nessuno ha cambiato abitudini. Si fa al contrario. Prima prendi l'abitudine di registrare i carichi, che è la parte facile perché ogni carico arriva con un documento del fornitore in mano, e intanto conti solo gli articoli che vendi davvero. Quando i carichi entrano da soli per un mese di fila, il conteggio iniziale ha senso: lo appoggi su un flusso che funziona.

Dove Excel si ferma

Excel tiene benissimo un elenco di articoli con una quantità accanto. Finché lo apre una sola persona, finché i movimenti sono pochi e finché nessuno deve sapere com'era la giacenza il mese scorso, non ti serve altro.

Si rompe su tre cose precise. La contemporaneità: due persone che modificano lo stesso foglio producono due versioni, e la copia buona la decide chi salva per ultimo. Il legame con la vendita: nel foglio la quantità si cambia a mano, quindi dipende dalla memoria di qualcuno. Lo storico: un foglio tiene lo stato di oggi, non la sequenza dei movimenti, quindi quando il numero è sbagliato non c'è modo di risalire a dove. Se le tre cose ti suonano familiari, il passaggio è quello descritto in come passare da Excel a un gestionale: la parte difficile è il travaso dei dati, non la scelta del software.

La scorta minima si calcola, non si indovina

Questa è la parte che nessuna pagina di fornitore spiega, ed è l'unico motivo per cui l'avviso di soglia serve a qualcosa. La soglia giusta non è un numero tondo deciso a sentimento: è quanto consumi mentre aspetti il fornitore, più un margine. Il conto è consumo medio al giorno per i giorni di consegna, più una scorta di sicurezza di qualche giorno. Se vendi sei pezzi al giorno e il fornitore consegna in dodici giorni, a settantadue pezzi sei già in ritardo: hai il consumo dell'attesa e zero margine. Con tre giorni di sicurezza la soglia è novanta.

Il consumo medio non lo devi stimare: è il dato che il programma ha, se registri i movimenti, ed è il motivo per cui lo storico dei movimenti sta fra le sei cose obbligatorie. I giorni di attesa invece li sai tu: metti i giorni veri dell'ultima volta che è andata male, non quelli del listino.

ArticoloConsumo al giornoAttesa fornitoreSicurezzaSoglia di riordino
Articolo che gira tanto6 pezzi12 giorni3 giorni90 pezzi
Articolo medio2 pezzi12 giorni3 giorni30 pezzi
Articolo lento ma indispensabile0,3 pezzi20 giorni10 giorni9 pezzi
Articolo da ordinare su richiesta0,05 pezzi20 giorninessuna0: non si tiene a scorta
Esempio di calcolo della soglia su quattro articoli

Il codice a barre: quando si ripaga

Il lettore di codici a barre è la differenza fra un programma che la gente usa e uno che la gente aggira. Il conto si fa con i minuti, non con le opinioni.

Battere un codice a mano sono otto o dieci secondi quando va bene, più gli errori di una cifra che ti fanno scaricare l'articolo sbagliato. Un lettore fa la stessa cosa in un secondo. Se fai quaranta movimenti al giorno da tre righe, sono centoventi righe: diciotto minuti a mano contro due. Sedici minuti al giorno su duecentocinquanta giorni di apertura fanno circa sessantasei ore all'anno.

La soglia pratica è questa: sopra le cinquanta righe di movimento al giorno il lettore non è un accessorio, è la condizione perché il programma venga usato. Sotto le venti puoi farne a meno. In mezzo dipende da quanto sono lunghi i tuoi codici: quattro cifre si battono a mano, tredici no.

L'inventario: tutto a dicembre o a fette tutto l'anno

L'inventario di fine anno chiude per due giorni, impegna tutti e produce un numero che il giorno dopo ricomincia a sbagliarsi. Con un programma che tiene i movimenti si fa meglio: dividi gli articoli in fette e conti una fetta alla volta, tutto l'anno. Quasi sempre poche decine di codici fanno la maggior parte del valore del tuo magazzino: quelli li conti ogni mese, il resto due volte l'anno. Così ogni conteggio dura un'ora e la differenza fra programma e scaffale la scopri quando è ancora piccola.

Il dato da cercare non è la giacenza: è lo scostamento. Un articolo che a ogni conteggio risulta meno di quello che dice il programma ti sta dicendo qualcosa di preciso: o c'è uno scarico che non registrate, o c'è uno scarto che nessuno segna, o il pezzo esce per assistenza e non torna. Il programma non risolve nessuno dei tre, ma è l'unica cosa che te li fa vedere.

Le domande da fare prima di firmare

Queste sette domande, fatte per iscritto e con la risposta per iscritto, separano un fornitore da un venditore. Valgono per un pacchetto in abbonamento come per un programma su misura.

Sull'ultima domanda si gioca la differenza vera fra le due strade. Un pacchetto a canone costa poco il primo mese e ti chiede di adattare il tuo modo di lavorare al suo; un software tuo costa all'inizio (il nostro parte da 2.990 €, con manutenzione ed evoluzione da da 99 €/mese) e segue i tuoi passaggi. Se il tuo magazzino ha una regola che nessun pacchetto prevede (lotti con scadenza, pezzi in conto visione, ricambi che tornano riparati) il su misura è l'unica strada che non ti obbliga a tenere il foglio Excel accanto al programma. Noi lo trattiamo come un modulo dentro il gestionale, non come un programma a parte: come funziona lo trovi su software e CRM su misura.

  • La quantità si scala da sola quando emetto il documento di vendita, o devo fare una seconda operazione?
  • Posso caricare un DDT del fornitore senza ribattere le righe a mano? Come?
  • Quante persone possono muovere lo stesso articolo nello stesso momento, e cosa succede se lo fanno?
  • Mi fate vedere lo storico completo dei movimenti di un articolo, non solo la giacenza di oggi?
  • L'avviso di scorta minima si imposta articolo per articolo, e dove arriva (schermata, email, telefono)?
  • Come esporto articoli, giacenze e movimenti se un giorno vado altrove? In che formato?
  • Il prezzo che mi avete detto è per sempre o è un canone, e cosa succede ai miei dati se smetto di pagare?

Quello che un programma di magazzino non risolve

Due cose, ed è giusto sapere in anticipo che non le compri. La prima: non ti dice cosa tenere in magazzino. Ti dice quanto gira ogni articolo, la decisione di smettere di tenere i pezzi che non girano resta tua e quasi nessuno la prende.

La seconda: non recupera il passato. Il giorno in cui parte, il programma sa solo quello che gli hai detto nel conteggio iniziale; se quel conteggio è approssimativo, per un anno leggerai numeri approssimativi e darai la colpa al software. Dove si fermano i programmi che non si pagano è scritto in dove si ferma un gestionale gratis.

Se stai decidendo oggi: conta i movimenti che fai in un giorno, perché sotto i venti un foglio ordinato regge e sopra i cinquanta ti serve un programma con il lettore di codici. Scegli quello che scala la quantità da sola quando vendi, perché tutto il resto è ginnastica che nessuno farà. E non comprare un programma di magazzino da solo: se vendi, fatturi e ordini, il magazzino è un modulo dello stesso gestionale, e tenerlo separato vuol dire ribattere i dati due volte.

Domande frequenti

Nei gestionali italiani la trovi come modulo magazzino, gestione scorte o gestione giacenze. Nei prodotti tradotti dall'inglese si chiama warehouse management, abbreviato WMS, che però indica di solito qualcosa di più grosso: le ubicazioni e i percorsi di prelievo dentro un deposito con corsie e carrelli. Se il tuo magazzino è un retro o un capannone, cerca modulo magazzino.

Per il software conta una distinzione sola: se gli articoli sono pezzi uguali fra loro o se ogni pezzo ha un'identità. Nel primo caso basta la quantità. Nel secondo servono lotti, matricole o scadenze, e devi chiederlo esplicitamente perché molti programmi base non li hanno. Materie prime, semilavorati e prodotti finiti sono tre magazzini logici, ma un programma decente li tiene con le categorie.

SAP è pensato per organizzazioni grandi, e il peso del progetto si misura in mesi di lavoro e in figure dedicate a mandarlo avanti. Se hai qualche centinaio di codici e due persone che li muovono, il problema non è la potenza del software ma chi lo configura e chi lo tiene. La domanda da fare non è quale marca, ma chi mi risponde al telefono a marzo quando le giacenze non tornano.

Dipende dalle dimensioni, e la norma sta cambiando adesso: l'articolo 14 del DPR 600/1973, quello che fissava le soglie oltre le quali le scritture ausiliarie di magazzino diventano obbligatorie, risulta su Normattiva abrogato dal decreto legislativo 5 agosto 2026 n. 141, con il nuovo impianto in vigore dal primo gennaio 2027. È una domanda per il tuo commercialista con i tuoi numeri in mano. Quello che vale comunque: le rimanenze di fine anno vanno valorizzate per il bilancio, e un programma che tiene i movimenti ti porta a quel numero in un pomeriggio.

Per cominciare sì, se rispetta le prime tre delle sei cose della tabella e se ti lascia esportare i dati. Il punto dove i gratuiti si fermano quasi sempre non è la funzione, è il numero di utenti contemporanei e l'assistenza: quando il magazzino si disallinea e devi capire perché, non c'è nessuno da chiamare.

La configurazione è questione di giorni. Quello che dura è il conteggio iniziale e il cambio di abitudine, e si misura in settimane: un mese di soli carichi registrati, poi il conteggio dei codici che girano, poi gli scarichi collegati ai documenti di vendita.

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