Software e CRM

Software gestione clienti: anagrafica o CRM?

10 minuti di lettura

Un gestionale aperto sul portatile e sul telefono

Chi cerca «software gestionale clienti» di solito non ha un problema di elenco: nome e numero di telefono dei clienti ce li ha già, in tre posti diversi. Ha un problema di memoria: nessuno sa più chi aspetta una risposta, chi voleva essere richiamato a settembre, chi comprava ogni mese e ha smesso. Questa guida serve a capire quale dei quattro programmi venduti con quel nome risolve il tuo caso, e cosa chiedere prima di pagare. Se stai ancora decidendo se un sistema per i clienti ti serve o è uno spreco, parti da CRM per piccole imprese e poi torna qui.

Dietro «gestionale clienti» ci sono quattro programmi diversi

Nei primi risultati per questa ricerca trovi prodotti che non fanno lo stesso lavoro: l'archivio «clienti e fornitori» dentro un programma di fatturazione, un CRM gratuito con record illimitati, un software di assistenza a ticket, e classifiche che li mettono tutti nello stesso elenco. Non è che uno sia migliore: rispondono a problemi diversi, in momenti diversi.

Il momento è la cosa che divide. L'anagrafica di fatturazione nasce dopo la vendita, il CRM prima (serve a non perdere chi ha chiesto un preventivo e non ha deciso), l'assistenza dopo la consegna. Se compri quello sbagliato non te ne accorgi alla firma: te ne accorgi mesi dopo, quando cerchi un dato che quel programma non ha mai raccolto.

Cosa ti vendonoA cosa serve davveroDove si ferma
Anagrafica dentro il programma di fatturazioneEmettere documenti e sapere chi ha pagato e chi è in ritardoUn cliente esiste solo quando gli hai fatturato: chi ha un preventivo aperto non c'è
CRM commercialeSeguire le trattative: chi ha chiesto, chi va richiamato, chi ha detto no e perchéIl post vendita e gli interventi restano fuori, e le fasi sono le sue, non le tue
Software di assistenza (ticket)Non perdere le richieste dopo la vendita, con una coda e un responsabile per ognunaNon serve a vendere: la trattativa prima dell'ordine non esiste
Agenda appuntamentiRiempire le ore e ricordare chi viene domaniL'agenda non è la storia del cliente: finito l'appuntamento non resta niente di cercabile
I quattro programmi che si vendono come «gestionale clienti»

Il test delle cinque domande (fallo prima di guardare una demo)

Prova a rispondere a queste cinque domande con gli strumenti che hai oggi, e conta i secondi.

Se per una di quelle risposte devi aprire tre programmi o chiamare chi quel giorno era al telefono, non hai un gestionale clienti: hai una rubrica con dentro i numeri. Sono i cinque modi in cui una piccola impresa perde soldi che ha già in casa: il cliente aveva alzato la mano e nessuno è tornato da lui. La quinta è la più scomoda, perché la promessa («le mando il preventivo entro venerdì») sta nella testa di chi ha risposto, e se rispondono in tre non la ricorda nessuno.

  1. 1Chi ha un preventivo aperto da più di dieci giorni e non ha ancora risposto?
  2. 2Chi ha chiesto di essere richiamato, e in quale settimana?
  3. 3Chi comprava ogni mese e non compra da sei mesi?
  4. 4Chi ha una scadenza nei prossimi trenta giorni: contratto, rinnovo, revisione, certificato, garanzia?
  5. 5Cosa abbiamo promesso, per iscritto o a voce, al cliente che ha telefonato ieri?

I tre strati di una scheda cliente: il terzo è quello che manca

Una scheda cliente utile ha tre strati, e si distinguono bene.

  • Chi è: ragione sociale, partita IVA, sede, referenti con il loro ruolo.
  • Cosa è successo: preventivi, ordini, fatture, interventi, telefonate, reclami, promesse fatte.
  • Cosa deve succedere: una riga sola, con l'azione successiva, la data e il nome di chi la fa.

Perché il terzo strato cambia il mese

Le rubriche hanno il primo strato. I programmi di fatturazione hanno il primo e, a modo loro, il secondo. Il terzo quasi nessuno lo tiene, ed è l'unico che ogni mattina ti dice cosa fare senza ridecidere da zero. La regola è una: ogni cliente ha un solo passo dopo, con una data. Un cliente senza passo dopo è chiuso oppure perso, e tu devi sapere quale dei due.

In un foglio di calcolo la regola funziona per due settimane: poi le date scadono, nessuno le sposta e il foglio diventa una lista di cose non fatte. Un software non serve a salvare i dati, serve a riaprirli al momento giusto con un promemoria che parte da solo.

Il programma di fatturazione sa chi ha pagato, non chi sta decidendo

Quando una pagina vende la gestione di «clienti e fornitori» dentro lo stesso prodotto, ti sta dicendo in che mondo sei: quello dei documenti contabili, dove cliente e fornitore sono due anagrafiche con una partita IVA e un saldo. È il mondo giusto per la contabilità, ed è il motivo per cui quell'archivio non ti aiuta a vendere.

Prendi una sequenza tipo: a marzo mandi un preventivo da 4.000 euro, il cliente non risponde, a giugno telefona e dice «quel lavoro lo facciamo». Fino a giugno, nell'anagrafica di fatturazione quel cliente non esiste: nessun documento emesso, nessuna scheda, nessuno storico di cosa gli avevi offerto e a che prezzo. Chi risponde al telefono riparte da zero e spesso rifà il preventivo diverso.

Se vendi al banco e fra la richiesta e l'incasso non passa niente, l'anagrafica del tuo gestionale di fatturazione ti basta. Qui parliamo dell'altro caso: fra la prima telefonata e la fattura passano settimane, passaggi e almeno due persone.

Anagrafica clienti: i cinque campi che la rendono utile

Un'anagrafica nata dai documenti ha tutto quello che serve a emettere una fattura: ragione sociale, partita IVA, indirizzo, codice destinatario. Chiedile chi devi passare a trovare giovedì in zona nord e non risponde, perché quel dato non è un campo: nei casi migliori è una frase in fondo alle note.

La regola è una sola: tutto quello su cui vuoi filtrare deve essere un campo con un elenco di valori, non testo libero. Una zona scritta a mano diventa «Nord», «nord», «zona nord» e «ZN», e il filtro non torna mai lo stesso numero. Vale anche per il referente: se il nome di chi risponde al telefono sta dentro le note, la persona nuova che prende la chiamata chiede «con chi parlo?» a un cliente di dieci anni.

Cinque campi sono anche il tetto. Ogni campo in più è una casella che qualcuno deve riempire mentre il cliente aspetta al telefono: se dopo tre mesi è vuoto in metà delle schede, quel campo non serviva o non è il momento in cui chiederlo.

CampoA cosa serveCosa non puoi fare se manca
Referente e ruoloSapere chi decide e chi firma, non solo chi riceve la fatturaRichiami la persona sbagliata e il preventivo resta in sospeso senza un motivo
Come ci ha trovatoCapire quali canali portano clienti che comprano davveroSpendi uguale su tutto, perché non sai cosa ha funzionato
Zona o itinerarioCostruire il giro delle visite e raggruppare le consegneOgni uscita la organizzi a memoria, e due clienti a due chilometri li vedi in due giorni diversi
Condizioni concordateRicordare lo sconto o la dilazione promessa a voceSe le ricorda il cliente al posto tuo, e vince lui
Data dell'ultima verificaSapere quali schede sono vecchie e vanno confermateEmail che rimbalzano e numeri morti, che scopri il giorno in cui devi chiamare
I campi che un'anagrafica di fatturazione non ha

Il gratis ti regala l'archivio, non il tuo processo

Il primo risultato per questa ricerca è un piano gratuito, e non è uno specchietto: la sua pagina elenca record CRM illimitati, utenti illimitati, 5 GB di spazio, import ed export in Excel e le app per telefono. Tenere i nomi e la storia dei clienti non è la parte costosa del problema.

La parte costosa è il processo. Un piano gratuito ti dà le sue fasi (contatto, azienda, affare) e i suoi campi: se la tua vendita è «sopralluogo, preventivo, approvazione, lavoro, collaudo», o la pieghi dentro quelle fasi o la riscrivi in campi liberi che poi nessuno compila. Dove si ferma il gratuito, con i limiti scritti dai fornitori, è in software gestionale gratis: dove si ferma.

Portare dentro i clienti che hai già

La migrazione è il punto dove i progetti si impantanano, e il colpevole è sempre lo stesso: lo stesso cliente scritto in tre modi. «Rossi Srl» nel programma di fatturazione, «Rossi» nella rubrica del telefono, «Mario officina» nel foglio dei preventivi. Importi tutto così e il giorno dopo hai tre schede, nessuna completa.

  • La chiave è la partita IVA o il codice fiscale, non il nome: due righe con la stessa partita IVA sono lo stesso cliente.
  • Seconda chiave l'email, terza il telefono normalizzato (senza spazi e senza prefisso internazionale).
  • Porta dentro solo i clienti attivi degli ultimi ventiquattro mesi: un archivio pieno di nomi morti fa sembrare inutile il sistema nuovo.
  • Promesse e perché non si importano: stanno su WhatsApp e nelle teste. Si recuperano chiedendo, e conviene farlo solo per le trattative aperte.

Chi scrive il dato, e in quanto tempo

I dati dei clienti entrano da quattro porte: il telefono del titolare, la casella info@, WhatsApp e il banco. Finché le porte non comunicano, qualsiasi archivio racconta una realtà parziale: prima del software decidi quale diventa la porta ufficiale e chi scrive quando il cliente passa da una delle altre.

Poi conta i secondi: scrivere una nota dopo una telefonata deve costare meno di trenta secondi dal telefono, altrimenti si scrive il venerdì a memoria, cioè non si scrive. Qui il su misura ha un vantaggio concreto: la scheda ha i campi che servono a te e non quattordici obbligatori, e i promemoria al team partono da soli via email o WhatsApp. Un software su misura parte da 2.990 € con dentro la migrazione dei dati che hai già, e la manutenzione è facoltativa: da 99 €/mese, se la vuoi.

Sette domande da fare al fornitore prima di firmare

Sono domande che si rispondono in una demo e spostano la decisione più della lista delle funzioni.

  1. 1Posso cambiare le fasi e i loro nomi da solo, senza aprire un ticket all'assistenza?
  2. 2Quanti campi sono obbligatori per salvare una scheda cliente la prima volta?
  3. 3Da telefono, quanti tocchi servono per scrivere una nota e fissare il passo dopo subito dopo una chiamata?
  4. 4Il passo dopo con data e responsabile è un campo del sistema (cercabile, filtrabile, con promemoria) o una nota libera?
  5. 5Come esporto tutti i dati, in quale formato, e quanto costa farlo il giorno in cui decido di andarmene?
  6. 6Il prezzo è per utente? Cosa cambia quando assumo due persone o quando ne faccio entrare tre in magazzino?
  7. 7Come si cancellano o si esportano i dati di un singolo cliente che me lo chiede, e chi in azienda può farlo?

Le due domande che valgono soldi

La sesta pesa più delle altre nel tempo: con il canone per utente il costo cresce quando cresci tu, e dopo tre anni l'ordine di grandezza non è quello del listino. Il conto con i numeri delle due strade è in software gestionale su misura o a canone. La settima è il tuo paracadute: un archivio da cui non riesci a uscire ti lega al fornitore più di qualsiasi contratto.

I dati dei clienti: le due cose che devono funzionare

Un archivio clienti contiene dati personali anche quando i clienti sono aziende: dentro ci sono nomi, telefoni ed email di persone, e il Regolamento UE 2016/679 dà a quelle persone diritti precisi (accesso, rettifica, cancellazione, portabilità). Nel software devono quindi esistere due operazioni: esportare tutto quello che riguarda una singola persona, e cancellarlo senza smontare il resto dell'archivio.

La seconda è tenere traccia di dove è arrivato un contatto e a cosa ha acconsentito: mandare un'offerta a chi non l'ha chiesta è un problema diverso dal mandarla a un cliente. Per gli obblighi della tua situazione parla con chi ti segue; la conseguenza operativa è chiedere al fornitore di mostrarti quelle due operazioni durante la demo, non di raccontartele.

Ordine giusto: prima il test delle cinque domande, poi la scelta. Se quello che ti blocca sono le trattative aperte e le promesse, ti serve un sistema che parte prima della fattura. Se sono documenti e pagamenti, il gestionale che hai già ce l'ha e il problema è un altro. Se il tuo processo sta dentro un pacchetto per il 90%, prendi il pacchetto: è la prima cosa che diciamo anche noi. Quando invece le fasi sono tue e i promemoria devono seguirle, il software e CRM su misura è il passo giusto: preventivo scritto dopo la mappatura dei processi, e quello che leggi è quello che paghi.

Domande frequenti

Non esiste in assoluto: i quattro prodotti che portano quel nome risolvono problemi diversi. La domanda utile è in quale momento stai perdendo i clienti. Prima del preventivo serve un CRM, dopo la consegna un sistema di assistenza, sui documenti basta l'anagrafica che hai già.

Per l'archivio sì: esistono piani gratuiti con record e utenti illimitati, import da Excel e app per telefono. Il gratis si ferma quando il tuo processo non entra nelle sue fasi, quando servono automazioni che partono da sole e quando devi collegare fatturazione, magazzino o interventi. Fin lì provalo: ti chiarisce cosa vuoi.

In Italia i due nomi vendono spesso lo stesso software, quindi le definizioni servono a poco. La differenza vera è dove nasce il dato: il gestionale parte dai documenti, il CRM dai contatti e dalle trattative. Chiedi di vedere la scheda di un cliente che non ha mai comprato: se non esiste, stai guardando un gestionale.

Quattro, ognuno con un'azione diversa: nuovo (ha chiesto e non ha comprato, va seguito con una data), abituale (compra, va tenuto caldo), dormiente (comprava e ha smesso, va richiamato sapendo cosa compra), perso (il motivo del no vale per il prossimo preventivo). Se l'archivio non li distingue, i richiami li fai a sentimento.

Due strade. A canone paghi per utente ogni mese, finché lo usi, e il prezzo cresce con le persone. Di proprietà paghi una volta e il software resta tuo: da noi un software o CRM su misura parte da 2.990 €, con analisi dei processi, migrazione dei dati e formazione dentro il prezzo.

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