Sito web per ristorante: serve o bastano i portali
9 minuti di lettura

Cerchi "sito web per ristorante" e trovi due cose: gallerie di siti bellissimi e piattaforme che te ne fanno uno in cinque minuti. Nessuna delle due risponde alla domanda che ti stai facendo davvero, cioe' se con TheFork, la pagina Instagram e la scheda Google che hai già il sito ti serve ancora. Questa guida fa quel conto. Poi spiega cosa deve saper fare il sito di un ristorante per cambiare qualcosa, che non è quello che ti aspetti, e cosa invece è tempo perso. Se cerchi cosa costa e cosa include, sta tutto nella pagina dei siti per ristoranti e pizzerie: qui parliamo della decisione.
Il tuo sito non compete con gli altri ristoranti, compete con i portali
Il ragionamento che fanno quasi tutti i ristoratori è questo: ho già i coperti pieni il sabato, il sito a cosa mi serve. È la domanda sbagliata, perché confronta il sito con il nulla. Il confronto vero è tra le strade da cui ti arrivano i clienti.
Oggi un coperto ti arriva da un portale di prenotazione, da un'app di consegna, dal telefono, dalla scheda Google o da uno che passava davanti. Tre di queste cinque strade hanno un padrone che non sei tu. Il portale ti manda gente e si tiene una commissione su ogni coperto; l'app di consegna si tiene una percentuale su ogni ordine; e nessuna delle due ti lascia il contatto del cliente, perché il cliente è loro, non tuo.
Non è un discorso morale: i portali funzionano, e all'inizio riempiono tavoli che altrimenti restavano vuoti. Il problema è che quel costo non finisce mai. Un sito con prenotazione diretta lo paghi una volta e poi ogni prenotazione che passa di lì non paga nessuno. La domanda giusta quindi non è "mi serve un sito", è "quante prenotazioni all'anno riesco a spostare dalla strada che paga a quella che non paga".
Il conto da fare prima: quanto ti costa oggi un coperto
Prima di chiedere un preventivo apri l'estratto conto dei portali che usi e guarda quanto hai pagato di commissioni negli ultimi dodici mesi. È l'unico numero che conta, e ce l'hai già: è nel pannello del portale, alla voce commissioni o fatture. Nessuna media di settore vale quanto il tuo numero vero, perché cambia tutto in base a quanti coperti fai e a quanto pesa il delivery.
Con quel numero in mano la tabella sotto ti dice dove sei esposto. Non ci sono cifre di mercato perché ogni portale ha condizioni sue e cambiano: le tue le leggi nel contratto che hai firmato.
| Da dove arriva | Cosa paghi | Quando smetti di pagare | Il contatto resta tuo? |
|---|---|---|---|
| Portale di prenotazione | Una commissione su ogni coperto prenotato | Mai, finche' lo usi | No: il cliente è del portale |
| App di consegna a domicilio | Una percentuale su ogni ordine | Mai, finche' la usi | No |
| Telefono | Il tempo di chi risponde, e le chiamate perse in pieno servizio | Mai | Sì, ma non lo registra nessuno |
| Scheda Google da sola | Niente | Non paghi | Sì, ma non hai né menu né prenotazione |
| Il tuo sito | Il lavoro iniziale, poi dominio e spazio ogni anno | Dopo il lavoro iniziale | Sì, con nome, data, coperti e recapito |
Il tasto Prenota del tuo profilo Google può puntare al tuo sito
Questo è il pezzo che quasi nessun ristoratore conosce, ed è quello che fa la differenza tra un sito che resta fermo e un sito che sposta soldi.
Quando qualcuno cerca il tuo ristorante su Google o su Maps, nel profilo compaiono dei tasti: Prenotazione, Ordinazione cibo, Ritiro e consegna. La documentazione di Google è esplicita su tre cose. Primo: puoi aggiungere tu i link, fino a dieci per categoria. Secondo: se hai più link, puoi sceglierne uno e impostarlo come preferito, così va in cima. Terzo: puoi aggiungere un link unico per far vedere il menu.
Tradotto: il tasto che il tuo cliente preme per prenotare può portare alla pagina di prenotazione del tuo sito invece che al portale, e lo decidi tu. Chi ti cerca per nome, cioe' quello che ha già deciso di venire da te, è esattamente il cliente che non ha senso pagare a commissione. Senza un sito con una pagina di prenotazione, quel tasto o non c'è o punta altrove.
- Vai al profilo della tua attività e scegli il tipo di azione (Prenotazione, Ordinazione cibo, Ritiro e consegna).
- Aggiungi il link alla pagina di prenotazione del tuo sito.
- Imposta quel link come preferito, così compare per primo.
- Aggiungi anche il link al menu, che è una voce a parte e accetta un indirizzo solo.
Come togliere i link dei portali che non hai messo tu
Nel profilo possono comparire automaticamente link di fornitori terzi: Google li riceve dai partner o da dati raccolti da solo, senza che tu abbia fatto niente. Capita di trovarsi un tasto di prenotazione di un portale con cui magari hai chiuso il contratto due anni fa.
Si tolgono dal profilo, nella sezione Prenotazione, con Rimuovi fornitore. Google scrive che il fornitore ha cinque giorni per gestire la richiesta, e se non lo fa si può segnalare la violazione. Vale la pena controllarlo oggi, prima ancora di decidere sul sito: è gratis e dura due minuti.
Il menu è la pagina più importante, e il PDF la rovina
Chi cerca una pizzeria alle sette di sera vuole tre cose in quest'ordine: i prezzi, le foto, un modo per prenotare. Il menu è la pagina più vista di qualunque sito di ristorazione, più della home, e nove volte su dieci è fatta nel modo peggiore possibile: un PDF caricato sul sito, o la foto del cartoncino stampato.
Un PDF sul telefono si apre fuori dal sito, va allargato con le dita per leggere i prezzi e non ha un tasto per prenotare. Chi lo apre a quel punto è uscito dal tuo sito e spesso non torna. E per cambiare il prezzo di un primo devi rifare il file e ricaricarlo, il che vuol dire che non lo cambi.
| Come lo metti | Si legge dal telefono | Lo aggiorni da solo | Google lo capisce come menu | Funziona da QR al tavolo |
|---|---|---|---|---|
| PDF caricato sul sito | Male: va allargato con le dita | Solo rifacendo il file | No: è un file allegato, non una pagina | Male |
| Pagina del sito con i piatti scritti in testo | Sì | Sì, anche dal telefono | Sì, se la pagina è collegata nel markup | Sì |
| Solo sul portale o sui social | Sì, ma in casa d'altri | Sì | No: la pagina non è tua | Dipende dal portale |
Cosa deve capire Google del tuo ristorante
Un sito di ristorante fatto bene non si distingue per il design: si distingue per quello che dice a Google in un linguaggio che Google legge. Si chiamano dati strutturati, e per la ristorazione esiste un tipo apposta, Restaurant, documentato da Google e da schema.org.
Dentro ci metti cose che al tuo cliente servono subito: indirizzo e telefono, il tipo di cucina, la fascia di prezzo, le foto, gli orari di apertura e l'indirizzo della pagina del menu, che è una proprietà sua. C'è anche il caso che riguarda metà dei ristoranti italiani: gli orari che vanno oltre la mezzanotte si dichiarano in un modo preciso, un'unica fascia che apre sabato alle 18 e chiude domenica alle 3, altrimenti Google ti segna chiuso proprio nelle ore in cui lavori.
Serve pero' dire anche cosa i dati strutturati non fanno, perché le agenzie su questo promettono troppo. Il carosello dei ristoranti, quello che esce quando cerchi i migliori ristoranti di una città, è dichiarato da Google ad accesso limitato: è riservato a un piccolo gruppo di ristoratori e per entrarci si manda una richiesta. Allo stesso modo, prenotare direttamente dentro i risultati di ricerca non si ottiene con il markup ma passa da un programma a parte di Google. Il markup fatto bene ti serve per essere capito e mostrato con le informazioni giuste, non per saltare la fila.
Quanto costa, e in quanti coperti si ripaga
Il modo onesto di ragionare sul prezzo non è guardare la cifra, è dividerla. Prendi il costo del sito e dividilo per il margine che fai su un coperto medio: ti viene quanti coperti devi spostare dai portali alla prenotazione diretta perché il sito sia già pagato. Se fai 300 coperti a settimana e ne sposti anche solo cinque, il conto lo fai in un pomeriggio e non serve che te lo faccia io.
Le voci che riguardano un ristorante, a listino pubblico e IVA esclusa, sono quattro. Il sito professionale completo di menu, galleria, modulo di prenotazione e testi scritti da noi costa 899 €. Il menu digitale con il QR per i tavoli costa 240 €. La scheda Google curata, cioe' esattamente il lavoro sui link e sulle foto di cui sopra, costa 190 €. Il sistema di prenotazione con caparra online, quello che serve se lavori su turni pieni e i cenoni te li rovinano i tavoli vuoti, costa 1.680 €.
Sul ricorrente la regola è semplice: dominio e spazio web restano intestati a te e costano poche decine di euro l'anno, e la manutenzione a 249 €/mese è facoltativa, non un canone obbligatorio. Se vuoi il dettaglio di cosa si paga davvero dopo la consegna c'è la guida su quanto costa mantenere un sito.
Cosa non serve al sito di un ristorante
Meta' del budget di questi siti finisce in cose che nessun cliente guarda. Questo è l'elenco di quello che puoi togliere dal preventivo senza perdere niente.
- La musica che parte da sola e il video a tutto schermo in apertura: rallentano la pagina e chi ha fretta esce prima che finisca di caricare.
- Il blog con le ricette, se non hai qualcuno che lo scrive ogni settimana: un blog fermo da due anni dice solo che sei fermo da due anni.
- L'app del ristorante da scaricare: nessuno installa un'app per un posto dove va quattro volte l'anno. Il sito dal telefono fa la stessa cosa.
- La pagina Chi siamo con la storia della famiglia dal 1960, messa prima del menu. Se la vuoi tenere, va in fondo.
Riassunto in una riga: il sito di un ristorante non serve a essere bello, serve a smettere di pagare una commissione su clienti che ti cercavano già per nome. Fai il conto in questo ordine: quanto hai pagato di commissioni l'anno scorso, quanti coperti riesci a spostare, quanto costa il sito. Se i primi due numeri reggono, il terzo è una formalita'. E se vuoi capire come verrebbe prima di decidere, l'anteprima gratuita ti fa vedere tre versioni navigabili del sito del tuo locale in due minuti, senza parlare con nessuno.
Domande frequenti
Da noi il sito professionale con menu, galleria, modulo di prenotazione e testi scritti costa 899 € a listino pubblico, IVA esclusa, prezzo fisso scritto nel preventivo. Le voci che un ristorante aggiunge più spesso sono il menu digitale QR a 240 € e la scheda Google curata a 190 €. Sul mercato le cifre vanno da poche centinaia di euro per un sito fatto con un costruttore a diverse migliaia per un lavoro su misura: quello che cambia è chi scrive i testi, chi fa le foto e se la prenotazione è davvero tua.
Sì, ed è quello che fanno quasi tutti all'inizio. I portali ti portano clienti nuovi, che è il lavoro per cui li paghi. Il sito serve per i clienti che ti conoscono già e ti cercano per nome: quelli, pagarli a commissione, è lo spreco. La strada tipica è tenere entrambi per qualche mese e spostare gradualmente gli abituali sulla prenotazione diretta, guardando ogni mese quante prenotazioni arrivano da dove.
Lo strumento conta meno del formato. Qualunque cosa usi, il menu deve finire in una pagina del tuo sito scritta in testo, non in un PDF o in un'immagine, e quella pagina deve avere un indirizzo suo da mettere nel QR dei tavoli e nel link del profilo Google. Se il menu vive dentro un servizio esterno, il giorno che cambi servizio cambia anche l'indirizzo e tutti i QR stampati smettono di funzionare.
No. Dominio e spazio web sono intestati a te e costano poche decine di euro l'anno: quelli sono inevitabili per chiunque abbia un sito. La manutenzione a 249 €/mese è una scelta, non un obbligo: senza, il sito resta online e resta tuo. Se un preventivo ti lega a un canone obbligatorio per tenere acceso il sito, chiedi cosa succede al sito il giorno che smetti di pagare, e fattelo scrivere.
Non automaticamente, e diffida di chi te lo promette. Google documenta il carosello dei ristoranti come funzione ad accesso limitato, riservata a un piccolo gruppo di ristoratori, con una richiesta da mandare per partecipare. Quello che i dati strutturati fatti bene ti danno è un'altra cosa, ma concreta: orari giusti anche dopo mezzanotte, menu collegato, tipo di cucina e fascia di prezzo mostrati correttamente a chi ti cerca.
