Siti Web

Quanto costa mantenere un sito web ogni anno

8 minuti di lettura

Un sito aziendale aperto sul portatile e sul telefono

Chi ti chiede quanto costa mantenere un sito web di solito riceve una forchetta: da trenta a cento euro al mese, dipende. È una risposta inutile, perché mette nello stesso sacco cose che devi pagare comunque e cose che stai scegliendo di comprare. Qui separiamo le due cose, così quando leggi un preventivo o un contratto capisci quale parte è obbligatoria e quale è negoziabile. Se stai ancora decidendo cosa farti fare, prima guarda cosa comprende un sito fatto bene: metà dei costi di mantenimento nascono da scelte sbagliate all'inizio.

Le due voci che paghi per forza

Un sito online ha bisogno di un indirizzo e di un posto dove stare. L'indirizzo è il dominio (iltuonome.it), il posto è lo spazio web, cioè l'hosting. Si pagano una volta all'anno, a chi te li registra, e sono le uniche due voci senza le quali il sito smette di esistere.

Il dominio ha una particolarità che quasi nessuno spiega al cliente: è intestato a qualcuno. Per i domini .it l'anagrafe è il Registro .it, dove ogni nome risulta assegnato a un soggetto preciso. Se il tuo sito è stato fatto da un'agenzia e il dominio risulta intestato a loro, quel nome non è tuo: è loro, e il giorno in cui cambi fornitore devi chiederlo indietro.

Lo spazio web funziona allo stesso modo. Può stare su un account intestato a te, con le tue credenziali, oppure dentro un server dell'agenzia insieme ad altri trenta siti. Nel secondo caso non stai pagando un servizio, stai affittando una stanza dalla quale non puoi uscire portandoti via i mobili.

  • Dominio: canone annuale, intestato a te, con una data di scadenza che devi conoscere.
  • Spazio web: canone annuale o mensile, con accessi che devono essere nelle tue mani.
  • Certificato di sicurezza (il lucchetto https): oggi esiste in versione gratuita e automatica, usata da oltre 700 milioni di siti. Se qualcuno te lo mette a listino come voce separata, chiedi perché.

Tutto il resto è una scelta: la tabella per capirlo

Le voci qui sotto compaiono in quasi tutti i contratti di manutenzione. Nessuna di queste è obbligatoria per tenere un sito online. Alcune servono davvero, altre servono solo a chi te le vende. La colonna che conta è l'ultima: cosa succede se non la compri.

VoceObbligatoria?Se non la compri
DominioSìIl sito sparisce e il nome torna libero per chiunque
Spazio webSìIl sito sparisce
Certificato httpsSì, ma gratuitoIl browser avvisa i visitatori che il sito non è sicuro
Aggiornamenti del sistema (WordPress, plugin)Solo se il sito gira su un sistema con pluginCon gli anni il sito si rompe o diventa attaccabile
BackupNo, ma è la voce che ti salvaSe il sito si rompe, si rifà da zero
Modifiche ai contenutiNoLe fai tu, o le paghi a intervento quando servono
Assistenza con tempi garantitiNoQuando qualcosa non va, aspetti il tuo turno
Report mensiliNoNon cambia niente al sito
Voci di manutenzione: cosa sono e cosa succede se le salti

La domanda giusta non è quanto costa, è su cosa gira

Il costo di mantenimento non dipende da quanto è bello il sito: dipende da quanti pezzi mobili ha dentro. Un sito costruito su WordPress con quindici plugin ha quindici cose che possono aggiornarsi male. Un sito di cinque pagine costruito senza plugin non ha niente da aggiornare: sta lì e funziona.

Per questo la cifra che spenderai ogni anno la decidi il giorno in cui scegli come farlo fare, non il giorno in cui firmi il contratto di manutenzione. Se qualcuno ti propone un sito pieno di funzioni che non userai, ti sta vendendo anche il canone necessario a tenerle in piedi.

Un esempio pratico: un salone che ha bisogno di farsi trovare, mostrare i servizi e far prenotare per telefono non ha niente che richieda manutenzione mensile. Lo stesso salone con prenotazione online, pagamento anticipato e sincronizzazione del calendario ha tre integrazioni che vanno controllate. Nessuna delle due scelte è sbagliata, ma hanno un conto annuo diverso e vanno confrontate sapendolo. Se il tuo caso è il primo, leggi a chi serve davvero un sito vetrina.

Come leggere un canone mensile prima di firmarlo

Un canone di manutenzione è un buon affare quando compra tempo di qualcuno. È un cattivo affare quando è il prezzo per continuare a usare una cosa che hai già pagato. La differenza si vede da cinque domande, da fare prima della firma e da farsi mettere per iscritto.

  • Se smetto di pagare, il sito resta online? Se la risposta è no, non stai comprando manutenzione: stai affittando il tuo sito.
  • Il dominio a chi è intestato? Deve risultare a te o alla tua azienda, non al fornitore.
  • Ho gli accessi al pannello dell'hosting e al sito? Devono essere tuoi dal giorno della consegna, non su richiesta.
  • Quante ore di lavoro sono comprese e cosa succede se non le uso? Un canone senza un numero di ore è un numero senza contenuto.
  • I backup dove stanno e come me li faccio dare? Un backup che puoi scaricare solo chiedendolo a loro non è un tuo backup.

La regola dei tre accessi

Prima di pagare la prima fattura di manutenzione, controlla di avere in mano tre cose: le credenziali del dominio, quelle dello spazio web, quelle per modificare il sito. Se le hai, il canone è un servizio e puoi smettere quando vuoi. Se non le hai, qualunque cifra è troppo, perché stai pagando per non essere tagliato fuori.

Quando il canone conviene davvero

Conviene quando il tuo tempo vale più della cifra. Il conto si fa così: stima le ore che ci metteresti in un anno a controllare aggiornamenti, backup e moduli di contatto, moltiplicale per quanto vale un'ora del tuo lavoro, e confronta il risultato con il canone annuo. Per un titolare che fattura a ore, due ore al mese perse dietro a un plugin costano spesso più del servizio.

Conviene anche quando sul sito gira qualcosa che se si ferma ti fa perdere soldi lo stesso giorno: prenotazioni, preventivi automatici, un modulo collegato a una campagna attiva. In quel caso non stai comprando aggiornamenti, stai comprando un numero da chiamare e un tempo di risposta.

Non conviene quando il sito è di cinque pagine, non ha integrazioni e le modifiche le fai due volte all'anno. In quel caso paghi a intervento quando serve, e il resto dell'anno spendi solo dominio e spazio web. È il motivo per cui noi la manutenzione la teniamo fuori dal prezzo del sito: chi non ne ha bisogno non deve pagarla per avere il sito.

Il conto annuo del tuo sito in cinque minuti

Prendi l'ultima fattura del tuo fornitore attuale, o il preventivo che stai valutando, e compila queste righe. Quando hai finito hai una cifra vera, non una forchetta.

  1. 1Scrivi il costo annuo del dominio come risulta dal listino di chi te lo registra.
  2. 2Scrivi il costo annuo dello spazio web, attenzione al prezzo del rinnovo che spesso è diverso da quello del primo anno.
  3. 3Aggiungi le licenze che paghi davvero (un tema a pagamento, un plugin di prenotazioni), zero se non ne hai.
  4. 4Aggiungi il canone di manutenzione per dodici mesi, se c'è, e scrivi accanto quante ore comprende.
  5. 5Somma e dividi per dodici: quella è la cifra mensile reale del tuo sito, da confrontare con quella di chiunque altro.

I costi che arrivano dopo e che nessuno mette in preventivo

Ci sono tre spese che non sono mensili ma che prima o poi bussano, e vale la pena saperlo quando decidi il budget del primo anno. La prima è l'adeguamento alle regole su cookie e privacy, che cambiano e ogni tanto richiedono una modifica. La seconda è il rifacimento grafico, che nei siti fatti bene si rimanda per anni e nei siti fatti male arriva al secondo anno. La terza è il recupero di un sito rotto o violato, che costa sempre più della prevenzione.

Nessuna delle tre si evita con un canone. Si evitano scegliendo una base solida all'inizio e tenendo i backup fuori dal server dove sta il sito. Se non sai in che stato è il tuo sito adesso, parti da una verifica e poi decidi quanto spendere: molte volte la risposta non è pagare di più, è spostare la spesa dalla manutenzione al rifacimento.

Mantenere un sito costa quanto le voci che hai scelto di comprare, più due che non puoi evitare. Se ti stanno chiedendo un canone, chiedi per iscritto cosa succede al sito il giorno in cui smetti di pagarlo: quella sola risposta divide i fornitori in due gruppi. Se invece stai partendo adesso e vuoi vedere che aspetto avrebbe il tuo sito prima di spendere qualcosa, fai una prova gratuita in due minuti e poi confronta i conti con calma.

Domande frequenti

Due: il dominio e lo spazio web, entrambi annuali. Il certificato di sicurezza https oggi si ottiene gratis e in automatico. Tutto il resto, manutenzione compresa, è facoltativo e va valutato sul tuo caso.

Dipende dall'estensione e da chi te lo registra, e il prezzo sta nel listino pubblico del registrar. La cosa che conta più della cifra è che risulti intestato a te e che tu sappia la data di scadenza: un dominio non rinnovato torna libero e chiunque può prenderlo.

Sì, se il sito non gira su un sistema con plugin da aggiornare. Se invece è un WordPress con estensioni, saltare gli aggiornamenti per anni finisce con un sito lento, rotto o violato. Il rischio non è immediato, è cumulativo.

Non per legge e non per tecnica: è una scelta commerciale del fornitore. Da noi è una voce a parte, 249 €/mese, e il sito resta online e resta tuo anche se non la prendi.

Se dominio, spazio web e accessi sono intestati a te, si sposta tutto in pochi giorni senza perdere niente. Se sono intestati all'agenzia, devi chiedere il trasferimento e sei nelle loro mani: è il motivo per cui quei tre dati vanno controllati prima di firmare, non dopo.

Conviene se il sito è semplice e lo tocchi due o tre volte all'anno. Non conviene se sul sito gira qualcosa che se si ferma ti fa perdere incassi nella stessa giornata: in quel caso stai comprando un tempo di risposta, non delle ore di lavoro.

Fonti

Continua a leggere.

Chiamata gratuita · 30 minuti

Preferisci parlarne a voce?

Guardiamo insieme la tua situazione e ti diciamo cosa faremmo noi. Poi decidi tu.

DirezioneX Academy14 giorni gratis

Vuoi imparare a farlo da te?

Il Master in Marketing Digitale e AI: 37 corsi, progetti con il voto e un Tutor AI.

Una ragazza con la camicia blu esulta col pugno alzato davanti al portatile