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Sito web parrucchiere o portale appuntamenti?

8 minuti di lettura

Un sito aziendale aperto sul portatile e sul telefono

Hai un salone, paghi un portale che ti manda clienti nuove e ti chiedi se ha senso spendere per un sito tuo. La domanda vera non è questa. È se le clienti che il portale ti ha portato negli ultimi due anni oggi sono tue o sue: se domani disdici l'abbonamento, quante tornano comunque? Qui quel conto lo facciamo con i tuoi numeri, non con medie di mercato. La pagina siti web per parrucchieri ed estetiste ti dice cosa deve avere il sito di un salone; questa guida risponde a un'altra domanda, cioè chi deve tenere la tua agenda.

Il portale non ti vende prenotazioni, ti affitta le clienti

Il mestiere di un portale appuntamenti è portarti la cliente nuova. Lo fa bene: ha il traffico, le recensioni, l'app sul telefono di chi cerca un salone in zona. Quel servizio ha un prezzo giusto e pagarlo non è un errore. Il conto cambia al secondo appuntamento: se la stessa cliente riprenota dall'app, stai pagando ancora per una persona che è già tua e che ti conosce di persona.

Apri il pannello del tuo portale, vai nella sezione dei pagamenti e separa due righe: quanto hai pagato per prenotazioni di clienti nuove e quanto per prenotazioni di clienti che tornano. Quella seconda riga è il vero costo di non avere un canale tuo. Nessuno te la mostra sommata, perché sommata fa un effetto diverso.

C'è poi una differenza tra un salone e un ristorante, e conta più dei soldi. Un coperto è un incasso singolo; una cliente di parrucchiere è un calendario. Chi tiene il canale di prenotazione non tiene una percentuale su una visita, tiene il nome, il telefono, lo storico dei servizi, le preferenze di colore e i tempi di posa. E quando parte il promemoria, parte col nome del portale, non col tuo.

Il conto da fare prima di decidere

Quattro righe, dieci minuti, e la decisione la prendi tu invece di affidarla a chi ti vende qualcosa. Ti servono due numeri che hai già e che nessun venditore conosce meglio di te.

Un caso tipo per capire la scala. Se quello che hai pagato al portale in un anno vale quanto incassi da quattro clienti abituali, ti bastano quattro clienti spostate sul tuo canale per pareggiare tutto il portale. Quattro, non quaranta: e sono clienti che entrano già dalla tua porta, non persone da conquistare. Se il numero della terza riga ti viene sotto le dieci clienti, il sito si ripaga nel primo anno.

Attenzione a cosa dice e a cosa non dice questo conto. Non dice che il portale è da buttare: dice quanto ti costa oggi non avere un posto tuo dove far prenotare. Lo stesso calcolo, fatto con le commissioni di un ristorante e il margine per coperto, è in sito web per ristorante o bastano i portali.

RigaDove la troviIl tuo numero
Canone e commissioni pagati al portale negli ultimi 12 mesiPannello del portale, sezione pagamenti o le tue fattureeuro ........
Quanto incassi da una cliente abituale in un annoAgenda o gestionale: scontrino medio per numero di visiteeuro ........
Clienti da spostare sul tuo canale per pareggiareLa prima riga divisa per la seconda........ clienti
Quanto costa il sito, una volta solaIl preventivo, con la manutenzione a parteeuro ........
Il conto in quattro righe: i numeri li metti tu

Cerca sito web parrucchiere su Google e guarda chi risponde

Fallo adesso dal telefono, perché è la prova più rapida di tutto questo discorso. Nei primi dieci risultati trovi app di prenotazione, gestionali per il beauty, elenchi di saloni città per città e widget di prenotazione dei portali. Non c'è una pagina che risponda alla domanda del titolare, cioè se gli serve un sito e quanto costa. Controllato su Google Italia da telefono il 30 ottobre 2026: i portali occupano anche il posto dove un salone cercherebbe il proprio sito.

Ora fai la seconda prova, che riguarda te direttamente: cerca il nome del tuo salone. Se non hai un sito, i primi risultati sono la tua scheda dentro un portale, un elenco di saloni e forse il tuo profilo Instagram. Una cliente che ti ha sentito nominare da un'amica arriva su una pagina che non e tua, dove accanto al tuo nome ci sono i saloni concorrenti a pochi passi da te.

Il sito tuo serve anche a una cosa tecnica che su una scheda dentro un portale non puoi fare: dichiarare a Google che tipo di attività sei (il tipo HairSalon dei dati strutturati), con i tuoi orari veri e il listino dei servizi. Su una pagina dentro il portale quei dati li controlla il portale.

Le cinque strade, e la colonna che conta

Guarda l'ultima colonna prima del prezzo. È quella che dice cosa ti resta in mano se tra due anni cambi idea, chiudi l'abbonamento o il portale alza le condizioni.

StradaQuanto costaChi ti porta la clienteIl contatto resta tuo?
Solo portale appuntamentiCanone e commissioni, per sempreIl portaleNo: nome, telefono e storico stanno da loro
Solo InstagramGratis, ma tempo tuo ogni giornoI contenuti e il passaparolaIn parte: hai i messaggi, non l'agenda
Solo WhatsAppGratisTu, a manoSì, ma la prenotazione la scrivi tu e alle undici di sera non risponde nessuno
Sito con agenda tuaUna volta, più la manutenzioneGoogle e il tuo nomeSì, tutto
Sito tuo più portale per le nuoveUna volta, più commissioni solo sulle clienti nuoveEntrambi, ognuno per quello che sa fareSì sulle tue, no su quelle del portale
Cinque modi di far prenotare, confrontati sul contatto

Il tasto Prenota del tuo profilo Google lo decidi tu

Questa è la parte che quasi nessun salone sa, e che da sola sposta prenotazioni. Sul tuo profilo dell'attività su Google puoi aggiungere fino a dieci link per categoria (prenotazione, ordinazione, ritiro e consegna) più un link unico per il menu o il listino, e puoi impostarne uno come preferito: quello va in cima.

Serve perché spesso i link di prenotazione sul profilo compaiono da soli, messi da partner di Google o presi da dati automatici. Si possono rimuovere: la richiesta si manda dal profilo e il fornitore ha cinque giorni per gestirla. Tradotto: se oggi il tasto Prenota del tuo profilo porta al portale, non è una legge di natura. Puoi aggiungere il link della tua agenda e metterlo come preferito.

Il profilo Google è il punto in cui questo discorso diventa concreto, perché è lì che arriva chi cerca un parrucchiere in zona. Il sito senza il profilo sistemato lavora a metà, e il profilo che punta al portale lavora per il portale.

Cosa fare la settimana in cui accendi il sito

Cinque mosse in ordine, tutte da fare in sette giorni. Nessuna richiede un tecnico.

  1. 1Aggiungi il link della tua agenda sul profilo Google e impostalo come preferito.
  2. 2Cambia il link nella bio di Instagram e nel messaggio automatico di WhatsApp.
  3. 3Alla cassa, a ogni cliente che esce: la prossima volta prenoti qui, il promemoria te lo mando io.
  4. 4Lascia il portale acceso per le clienti nuove, senza toccare niente.
  5. 5Dopo tre mesi confronta tre numeri: prenotazioni dal tuo canale, prenotazioni dal portale, quanto hai pagato al portale.

Cosa costa il sito di un salone, voce per voce

Un salone non ha bisogno di venti pagine. Ha bisogno di tre cose che funzionano: farsi trovare col proprio nome, far vedere i lavori, far prenotare senza telefonate. Il sito professionale di DirezioneX costa 899 € una volta sola, con i testi scritti da noi; se ti basta la vetrina dell'attività locale il prezzo è 890 €. La scheda Google sistemata come si deve è una voce a parte, 190 €, e in questo mestiere è quella che porta le clienti nuove di zona.

L'agenda merita un discorso suo. Il buco in agenda è il costo invisibile del salone: una disdetta dell'ultimo minuto su un colore è un'ora e mezza di poltrona vuota che non recuperi. Il sistema di prenotazioni con caparra online costa 1.680 € e serve proprio a quello: chi prenota lascia una caparra e la disdetta facile smette di essere gratis. Se le disdette non sono il tuo problema, non ti serve e non te lo deve vendere nessuno.

Poi c'è la manutenzione, 249 €/mese: aggiornamenti, backup e modifiche al listino quando cambi i prezzi. Confrontala con quello che paghi oggi al portale per dodici mesi, non col prezzo del sito: è lì che il paragone diventa onesto. Tutte le voci e cosa è incluso sono sulla pagina dei siti web.

Riassunto in una riga: non devi scegliere tra sito e portale, devi decidere chi tiene la lista delle tue clienti. Fai il conto delle quattro righe stasera dopo la chiusura, con il pannello del portale aperto: se per pareggiare ti bastano poche clienti abituali, hai la risposta e non ti serve un preventivo per averla. Se invece sei ancora indeciso e vuoi solo capire come verrebbe, prova a vedere il tuo sito in due minuti prima di chiedere qualsiasi cifra a qualcuno.

Domande frequenti

Ce ne sono diverse e il punto non è il prezzo. Prima di scegliere, controlla due cose: se puoi esportare la lista clienti quando vuoi, e se la pagina dove la cliente prenota sta sul tuo indirizzo o sul loro. Un'agenda gratis che tiene la lista chiusa dentro ti costa più di una a pagamento che te la lascia.

No, ed è l'errore più comune. Il portale sa portare clienti nuove, il tuo sito tiene quelle che hai: tienili insieme per tre mesi, sposta sul tuo canale solo le abituali e poi guarda i numeri. La decisione la prendi con i dati di tre mesi, non il primo giorno.

Dipende da cosa ti serve davvero. Il sito professionale con i testi scritti costa 899 € una volta; se vuoi anche la caparra online contro le disdette, il sistema di prenotazioni con caparra è 1.680 €. Senza problema di disdette, la seconda voce la salti.

Instagram ti fa vedere, WhatsApp ti fa parlare, ma nessuno dei due prenota da solo mentre chiudi la cassa. E su Instagram non decidi tu chi vede il tuo profilo: lo decide chi gestisce l'app. Il sito è l'unico posto dove le regole le scrivi tu.

No, e nessuno può promettertelo. Diventano tue quelle che da domani prenotano dal tuo canale, perché quel contatto lo registri tu. Per questo il conto si fa sui prossimi dodici mesi e non sugli ultimi due anni.

Fonti

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