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Restyling sito web o rifarlo da zero: come scegliere

9 minuti di lettura

Un sito aziendale aperto sul portatile e sul telefono

Hai un sito che non ti piace più e due preventivi sul tavolo: uno dice «lo sistemiamo», l'altro dice «lo rifacciamo da capo». Fra i due c'è il doppio di prezzo e nessuno ti spiega da cosa dipende. La scelta non si decide guardando quanto il sito ti sembra vecchio: si decide su tre cose che puoi controllare da solo in mezz'ora. Com'è costruito sotto, chi ha le chiavi, e quanto traffico ha da perdere. Qui trovi il test, cosa recuperare prima di far toccare niente a nessuno, e quanto costa rifare un sito quando si riparte.

Restyling e rifacimento sono due lavori diversi

La parola restyling, dentro un preventivo, può voler dire due cose lontanissime fra loro. Un restyling vero lascia in piedi l'impianto: stessa piattaforma, stessa struttura delle pagine, stessi indirizzi, e cambia quello che si vede (grafica, foto, testi, a volte il tema). Un rifacimento costruisce un sito nuovo e poi accompagna i vecchi indirizzi verso i nuovi.

La confusione costa soldi perché il rischio non è lo stesso. Il restyling non tocca gli indirizzi delle pagine, quindi su Google non succede niente. Il rifacimento li cambia quasi sempre, e se quel passaggio è fatto male perdi le visite che avevi. Quando un preventivo scrive «restyling» ma nel dettaglio parla di struttura e pagine nuove, quello è un rifacimento travestito: fatti dire quali indirizzi cambiano.

ElementoRestylingRifacimento
Piattaforma e installazioneresta la stessanuova
Indirizzi delle paginenon cambianocambiano e vanno reindirizzati
Struttura e menusi ritoccasi riprogetta
Testisi correggonosi riscrivono
Rischio su Googlequasi zeroreale se non c'è la mappa dei redirect
Tempi tipicigiornisettimane
Cosa tocca un restyling e cosa tocca un rifacimento

Il test dei cinque controlli, mezz'ora e lo fai da solo

Non serve un tecnico per capire da che parte stai. Servono cinque risposte, e le trovi tutte senza chiedere niente a nessuno.

  1. 1Aprilo dal telefono e prova a fare la cosa per cui esiste: trovare il numero, prenotare, scrivere. Se devi stringere le dita per leggere o il tasto non si prende, il problema non è il colore del bottone.
  2. 2Chiedi (a te stesso o al fornitore) su cosa è costruito e quando è stato aggiornato l'ultima volta. Un gestionale fatto in casa dal fornitore, un sito in pagine statiche o una piattaforma che non riceve aggiornamenti da anni sono vincoli, non dettagli.
  3. 3Prova a entrare. Pannello del sito, pannello del dominio, hosting, caselle email: quanti di questi quattro accessi hai davvero in mano adesso, scritti da qualche parte?
  4. 4Guarda se il sito riceve visite da Google. Se hai Search Console, leggi i click degli ultimi tre mesi. Se non ce l'hai e nessuno l'ha mai attivata, è già la risposta: il sito non ha un traffico da proteggere, quindi non hai niente da perdere rifacendolo.
  5. 5Conta le pagine che valgono. Quante hanno un testo che useresti ancora domani, scritto come parli ai clienti oggi? Se sono due su dodici, stai pagando un restyling per conservare dieci pagine che non vuoi.

Come si leggono le risposte

La regola è asimmetrica: il restyling richiede che tutto stia a posto, il rifacimento basta a sé stesso. Se base tecnica sana, accessi in mano e traffico da proteggere stanno insieme, sistemare è la scelta economica. Se ne manca uno conviene rifare, perché metà del lavoro di un restyling su un sito chiuso è archeologia: capire cosa ha fatto chi c'era prima.

Cosa hai trovatoCosa conviene
Base moderna, accessi tuoi, visite da Googlerestyling: grafica, foto e testi nuovi sullo stesso impianto
Base moderna e accessi tuoi, zero visiterestyling, e i soldi che risparmi li metti sui contenuti
Base vecchia ma visite da Google buonerifacimento con mappa dei redirect, mai improvvisato
Accessi mancanti o dominio non tuoprima recuperi le chiavi, poi rifai
Attività cambiata o marchio rifattorifacimento: il restyling diventa un cerotto
Come si legge il risultato del test

Le quattro cose che un restyling non aggiusta

Qui si bruciano la maggior parte dei soldi spesi male: si paga un intervento di facciata per un problema che sta un piano sotto.

  • Una base tecnica chiusa. Se il sito gira su un sistema scritto dal fornitore e non documentato, chiunque arrivi dopo lavora al buio: non c'è niente su cui mettere le mani.
  • Una struttura sbagliata. Un sito nato come pagina unica di presentazione non diventa un sito a servizi cambiando i colori. Se devi far scegliere al cliente fra quattro cose che fai, ti servono quattro pagine, e quelle pagine non esistono.
  • Gli accessi che non hai. Nessun restyling parte senza entrare. Se il dominio è intestato a qualcun altro, il lavoro vero è quello, e viene prima.
  • Testi che parlano di te. «Siamo un'azienda giovane e dinamica» resta inutile anche con un carattere nuovo. I testi si riscrivono partendo da cosa il cliente deve capire in dieci secondi: è lavoro di scrittura, non di grafica.

Prima di far toccare il sito a qualcuno, recupera le chiavi

Questo è il passaggio che manca in tutte le guide sul restyling, e di solito è il motivo per cui un rifacimento si blocca a metà. Fatti un elenco e spuntalo prima di firmare qualsiasi cosa, mentre il rapporto con il fornitore di prima è ancora buono.

Il controllo più veloce è sul dominio: cerca il tuo indirizzo in una ricerca Whois e guarda il campo del registrante. Se non c'è il nome della tua attività, il sito che stai per pagare una seconda volta sta su un nome che non è tuo. Come si legge quel dato e come si cambia l'intestazione lo trovi nella guida su dominio, hosting e chi li deve intestare.

  • Dominio: intestazione a nome tuo o della tua società, più l'accesso al pannello dove si rinnova.
  • Spazio web: accesso all'hosting, oppure almeno il nome del fornitore e il numero del contratto.
  • Caselle email: se le email aziendali stanno sullo stesso dominio, si spostano con attenzione e prima di tutto il resto. Un'email persa fa più danni di una pagina persa.
  • Search Console e statistiche: la proprietà verificata del sito vecchio serve a chi fa il lavoro per sapere quali pagine portano visite.
  • Materiali originali: foto ad alta risoluzione, logo in formato vettoriale, testi in un file. Le immagini scaricate dal sito vecchio sono compresse e non si riusano bene.
  • Contenuti del database: schede, articoli, menu, listini. Si esportano, non si copiano a mano a pagina aperta.

Come non perdere le posizioni che hai già

Se il sito vecchio riceve visite da Google, il rifacimento ha una parte invisibile che vale più della grafica. La documentazione di Google sul trasferimento dei siti dice due cose che conviene sapere prima di sentirsele dire male. La prima: i reindirizzamenti permanenti non comportano perdita di PageRank, quindi il timore «se cambio gli indirizzi perdo tutto» è infondato quando il lavoro è fatto come si deve. La seconda: Google avverte di cambiare una cosa alla volta, e per un sito di medie dimensioni servono alcune settimane prima che inizi a mostrare i nuovi indirizzi al posto dei vecchi.

Tradotto per chi paga: se il fornitore cambia dominio, piattaforma e struttura nello stesso giorno e qualcosa va storto, nessuno saprà dire quale delle tre l'ha rotta. E se dopo dieci giorni le visite sono ancora sotto, è la finestra in cui Google rifà i conti.

I sei passaggi del rifacimento sicuro

Se nel preventivo che hai in mano non c'è traccia di nessuno di questi sei punti, non manca una riga tecnica: manca la parte che protegge quello che hai costruito in anni. Chiedila scritta. Se vuoi un parere su cosa sta reggendo e cosa no nel sito che hai adesso, il controllo del sito serve esattamente a questo.

  1. 1Elenco degli indirizzi vecchi, preso dalla sitemap, da Search Console e dalle statistiche, partendo da quelli che portano più visite.
  2. 2Mappa uno a uno: ogni vecchio indirizzo punta alla pagina nuova che corrisponde davvero, non tutti alla home.
  3. 3Reindirizzamenti permanenti (301) attivi dal primo giorno in cui il sito nuovo va online.
  4. 4Le pagine che non porti nel sito nuovo devono rispondere 404 o 410, non finire sulla home: Google lo chiede esplicitamente.
  5. 5Proprietà verificata in Search Console sia del vecchio sia del nuovo sito, e nuova sitemap caricata.
  6. 6Controllo delle visite per le quattro settimane dopo, con un occhio alle pagine che prima portavano più gente.

Quanto cambia il conto, e perché

Un restyling grafico su un sito sano è un lavoro corto e si paga poco. Un rifacimento è un progetto, e il prezzo cambia in base a quanto si salva del vecchio: foto buone, testi validi e posizioni da proteggere spostano il conto in modo diverso. Le nostre cifre sono a listino pubblico e scritte, IVA esclusa.

Il paradosso da ricordare: su un sito di cui non hai gli accessi, sistemare costa più che ricostruire. Si paga il tempo di capire un impianto che nessuno ha documentato, e quel tempo non lascia niente sul tavolo. È il caso in cui i preventivi a ore crescono mentre il lavoro va avanti.

VoceQuando servePrezzo
Rifacimento formato vetrinaattività di zona, il cliente deve trovarti e chiamarti890 €
Rifacimento formato professionalepiù servizi da confrontare, struttura nuova1.990 €
Impostazione per la ricercail sito vecchio riceve visite da Google e vanno protette290 €
Riscrittura dei testii testi sono vecchi o parlano di te invece che al cliente240 €
Logo e immaginel'attività o il marchio sono cambiati390 €
Le voci di un rifacimento e quando servono davvero

L'ordine giusto delle cose

Quasi tutti partono dalla grafica, l'unica cosa che si vede, e arrivano agli accessi quando il lavoro è già cominciato. Invertire quest'ordine è la differenza fra un rifacimento che dura tre settimane e uno che dura cinque mesi.

  1. 1Fai il test dei cinque controlli e scrivi le risposte.
  2. 2Recupera dominio, accessi, email e materiali, finché il rapporto con chi c'era prima è buono.
  3. 3Decidi il formato in base a cosa deve fare il sito, non a quante pagine ha quello di adesso.
  4. 4Fatti scrivere nel preventivo cosa si salva, cosa si butta e come si gestiscono i redirect.
  5. 5Prepara i contenuti: le foto e le informazioni sono quasi sempre il collo di bottiglia, non il codice.
  6. 6Pubblica, attiva i redirect, carica la sitemap e tieni d'occhio le visite per un mese.

La domanda «restyling o sito nuovo» ha una risposta che non dipende dai gusti: se la base è sana, hai le chiavi e il sito porta visite, si sistema; se manca uno dei tre, si rifà. E qualunque strada prendi, il dominio deve essere tuo prima che qualcuno apra il cofano. Se vuoi vedere come lavoriamo su un rifacimento, con prezzo fisso scritto prima e il sito che resta tuo compreso codice e dominio, guarda il nostro sito web professionale.

Domande frequenti

Il restyling lascia la piattaforma e gli indirizzi delle pagine come sono e cambia quello che si vede: grafica, foto, testi. Il rifacimento costruisce un sito nuovo con struttura e indirizzi nuovi, e ha bisogno di una mappa di reindirizzamenti per non perdere le visite che arrivavano da Google.

Non se il passaggio è fatto con metodo. La documentazione di Google dice che i reindirizzamenti permanenti non comportano perdita di PageRank. Il danno arriva quando mancano la mappa uno a uno dei vecchi indirizzi, i redirect 301 e il controllo nelle settimane dopo. Metti questi tre punti nel preventivo, scritti.

Sì, ed è quasi sempre la cosa giusta: il dominio porta con sé la storia che hai su Google e l'indirizzo che i clienti conoscono. Il dominio va però verificato prima: deve essere intestato a te o alla tua società, non al fornitore che ha fatto il sito la prima volta.

Sì, ma l'ordine cambia. Prima si recupera il dominio, perché è l'unica cosa che non si può ricostruire da zero: si parte dal registrante risultante dalla ricerca Whois e si chiede al registrar il trasferimento. Il sito vecchio, se non hai gli accessi, si rifà invece di sistemarlo, salvando a mano i contenuti che vuoi tenere.

Il lavoro nostro è di due o tre settimane da quando arrivano i contenuti, e i contenuti sono quasi sempre la parte che allunga i tempi. Poi va contato l'assestamento su Google: la documentazione parla di alcune settimane perché un sito di medie dimensioni veda i nuovi indirizzi prendere il posto dei vecchi.

Dipende dal formato, non dal numero di pagine: un formato vetrina per un'attività di zona e un sito professionale a più servizi sono due progetti diversi. Noi pubblichiamo le cifre a listino, sia per il sito nuovo sia per il rifacimento, e il preventivo scritto arriva entro 24 ore con cifra e data di consegna.

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