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Differenza tra dominio e hosting (e a chi intestarli)

9 minuti di lettura

Un sito aziendale aperto sul portatile e sul telefono

Hai un preventivo per il sito davanti e in fondo ci sono due righe che non sai valutare: dominio e hosting. Sembrano dettagli tecnici da lasciare a chi se ne intende. Sono invece l'unico punto del progetto in cui puoi ritrovarti a pagare una cosa che non è tua, e lo scopri anni dopo, nel momento peggiore: quando vuoi cambiare fornitore. La differenza tecnica tra le due voci si spiega in tre righe. Quello che serve davvero sapere è chi resta il titolare.

Dominio e hosting: la differenza in tre righe

Il dominio è il nome con cui la gente ti trova: nomeattivita.it. L'hosting è il computer sempre acceso, in qualche centro dati, che tiene i file del tuo sito e li consegna a chi apre quel nome. Senza dominio il sito esiste ma nessuno sa come chiamarlo. Senza hosting il nome esiste ma non porta da nessuna parte.

Sono due contratti separati, con due scadenze e due prezzi di ordini di grandezza diversi. E puoi tenerli in due posti diversi: collegare un dominio a un hosting vuol dire cambiare due righe di impostazioni, non spostare file. È il motivo per cui non sei obbligato a comprarli dalla stessa persona che ti fa il sito, anche quando te li propone insieme.

DominioHosting
Cosa compriIl diritto di usare un nome per un annoSpazio su un server e la banda per servirlo
Chi lo vendeUn registrar accreditatoUn provider, spesso lo stesso registrar
Quanto duraUn anno, con rinnovo automaticoDa un mese a tre anni, secondo il piano
Se non lo paghiIl nome torna libero e lo può prendere chiunqueIl sito va offline, i file restano recuperabili per un po'
Si può spostareSì, serve il codice authinfoSì, copiando file e database
A chi va intestatoA te o alla tua azienda, sempreA te se puoi, al fornitore se è un servizio gestito
Dominio e hosting: le differenze che contano quando leggi un preventivo

La domanda che vale più di tutte: a chi è intestato il dominio?

Nei domini .it ci sono tre soggetti diversi, e confonderli è la radice di quasi tutti i guai. Il Registro .it, gestito dall'Istituto di informatica e telematica del CNR, tiene l'elenco ufficiale. Il registrar è l'azienda accreditata che esegue le operazioni tecniche. Il registrante è il titolare del dominio: sei tu, o dovresti essere tu.

Il Registro è esplicito su un punto che quasi nessuno ti spiega: il registrante non può fare operazioni da solo, deve sempre rivolgersi al registrar. E il registrar, per muovere qualsiasi cosa, chiede un codice chiamato authinfo. Quel codice viene assegnato al momento della registrazione e il registrar è tenuto a comunicarlo al registrante. Se non l'hai mai visto, non è normale: chiedilo.

Il caso tipico è questo. Un bar fa il sito, l'agenzia registra il dominio e lo intesta a se stessa per comodità, nessuno legge quella riga. Anni dopo il bar vuole cambiare fornitore e scopre che il nome stampato su insegna, tovagliette e furgone non risulta suo. Non è un furto ed è spesso senza malizia, ma si risolve solo con la collaborazione di chi lo detiene. E la collaborazione, quando ci si lascia, non è scontata.

Per questo in un preventivo per un sito nuovo la riga sull'intestazione del dominio pesa più del prezzo del dominio stesso. La prima è una clausola, il secondo è spiccioli.

Come controlli in due minuti chi ha il tuo dominio

Non devi fidarti di nessuno sulla parola: l'intestazione di un dominio è un'informazione pubblica. Il Registro .it mette a disposizione il database Whois, dove scrivi il nome completo del dominio, senza il www davanti, e vedi se è libero o registrato e in quale stato si trova.

  1. 1Apri il Whois del Registro .it e cerca il tuo dominio scritto per intero, per esempio nomeattivita.it, senza www.
  2. 2Leggi la riga del registrante: c'è il nome della tua azienda o quello di qualcun altro?
  3. 3Leggi la data di scadenza e mettila in calendario, con un promemoria un mese prima.
  4. 4Guarda lo stato del dominio: indica le operazioni fatte e quelle in corso.
  5. 5Chiedi al tuo fornitore il codice authinfo e conservalo dove tieni i documenti dell'attività.

E se il dominio è un .com?

Funziona allo stesso modo, con un altro sportello: i dati di registrazione dei .com, .net e degli altri domini internazionali si consultano dallo strumento di lookup dell'ICANN. I dati personali dei privati spesso sono oscurati per motivi di privacy, ma la ragione sociale di un'azienda intestataria in genere si legge. Se al posto del tuo nome trovi quello di un'agenzia o di un'altra società, hai la risposta.

Cosa succede quando scadono, e perché le due scadenze non sono uguali

Un dominio .it ha durata annuale. Il conteggio parte dalla data di registrazione o da quella dell'ultima modifica: se sposti il dominio il primo febbraio, da quel momento la scadenza diventa il primo febbraio. Il mantenimento si rinnova tacitamente di anno in anno, salvo disdetta, che deve arrivare al Registro entro e non oltre i 15 giorni successivi alla scadenza annuale.

Tradotto per te: il dominio non si perde per una dimenticanza del Registro, si perde se chi lo gestisce al posto tuo smette di pagarlo e tu non lo sai. Succede quando un fornitore chiude, cambia attività o semplicemente si scorda di te. Ed è il momento peggiore in cui scoprire che il registrante non eri tu.

L'hosting si comporta in modo diverso. Quando scade il sito va offline, ma i file di solito restano sul server per un periodo e si recuperano. Un dominio scaduto e ripreso da qualcun altro invece non torna indietro. Questa differenza è tutto: l'hosting è un disservizio, il dominio perso è un danno permanente al nome della tua attività.

Le voci del preventivo tradotte una per una

Sotto l'etichetta dominio e hosting, in un preventivo per il sito, finiscono spesso cinque o sei cose diverse. Non tutte sono inevitabili e non tutte costano quello che sembra.

VoceServe davvero?Cosa chiedere
DominioSì, una volta all'annoA chi viene intestato e qual è l'authinfo
Spazio web (hosting)SìQuanto spazio, dove sta il server, chi fa i backup
Certificato httpsSì, ma può essere gratuitoSe usano Let's Encrypt, che rilascia certificati gratis
Caselle email @tuonome.itSolo se le vuoiQuante caselle e quanto spazio per ciascuna
BackupSìOgni quanto, quanti ne tengono, come si ripristina
ManutenzioneDipendeCosa comprende mese per mese, nero su bianco
Le voci che trovi sotto dominio e hosting, e cosa chiedere su ognuna

Un numero pubblico che aiuta a capire gli ordini di grandezza

Sul dominio esiste una cifra ufficiale, scritta nelle FAQ del Registro .it: il mantenimento annuale di ogni dominio .it viene fatturato al registrar a 3,30 euro più IVA, e il titolare non deve nulla al Registro. Quello che paghi tu comprende quella quota più il margine e il lavoro di chi te lo gestisce. Non c'è niente di scandaloso in un ricarico, ma se la voce dominio di un preventivo vale decine di euro all'anno, sai che stai pagando un servizio e non il nome, e puoi chiedere quale servizio è.

Il conto completo di quello che un sito costa ogni anno dopo la consegna l'ho spaccato voce per voce nella guida su quanto costa mantenere un sito web: dominio e spazio web sono le uniche due voci davvero inevitabili.

Le cinque domande da fare prima di firmare

Queste cinque domande si fanno in due minuti, al telefono, prima di qualunque firma. Non servono competenze tecniche per capire le risposte.

  • Il dominio viene intestato alla mia azienda come registrante? La risposta giusta è sì, e va scritta nel preventivo o nel contratto.
  • Mi consegnate il codice authinfo e gli accessi al pannello, o restano solo a voi?
  • Quando scade il dominio, chi lo rinnova e chi mi avvisa un mese prima?
  • Se un giorno cambio fornitore, cosa devo fare esattamente per portarmi via dominio e sito?
  • L'hosting è intestato a me o è un vostro servizio su un vostro account? Vanno bene entrambe, purché tu sappia quale delle due è.

Comprarli da solo o lasciarli a chi fa il sito?

Dipende solo da quanto vuoi metterci le mani. Se li compri tu, intesti tutto a te, paghi tu e tieni tu le chiavi: massimo controllo, con il rischio concreto di dimenticare un rinnovo in mezzo alle fatture di dicembre. Se lasci fare, ti togli il pensiero e dipendi da qualcuno: comodo, pericoloso solo se il dominio non è tuo.

La via di mezzo che funziona per quasi tutte le piccole attività: dominio intestato a te e rinnovato da te o fatturato in chiaro, hosting dentro un servizio gestito da chi ti ha fatto il sito. Così se cambi fornitore porti via il nome, che è l'unica cosa del sito che non si può rifare da zero.

È il motivo per cui nei nostri siti dominio e spazio web restano intestati al cliente e sono gli unici costi che tornano ogni anno: il sito professionale si paga 999 € una volta, testi compresi, e alla consegna ricevi gli accessi. Se non hai ancora deciso se ti serve e che aspetto avrebbe, puoi vedere un'anteprima gratuita del tuo sito in due minuti, oppure leggere come restare senza canoni obbligatori.

Dominio e hosting sono due righe piccole in mezzo a una spesa più grande, e per questo nessuno le legge. Ma il nome è l'unica parte del tuo sito che non si rifà: i testi si riscrivono, la grafica si cambia, il dominio stampato sul furgone no. Fai tre cose oggi, bastano dieci minuti: controlla sul Whois chi risulta registrante, chiedi l'authinfo e mettilo tra i documenti, segna la data di scadenza in calendario. Se il registrante non sei tu, la telefonata da fare è una sola e va fatta adesso, mentre il rapporto con il fornitore è ancora buono.

Domande frequenti

È l'affitto di spazio su un computer sempre acceso, il server, che tiene i file del tuo sito e li consegna al telefono o al computer di chi lo apre. Si paga al mese o all'anno. Se smetti di pagarlo il sito non si vede più, ma i file in genere restano recuperabili per un periodo.

È il nome con cui il sito si raggiunge. Il Registro .it lo spiega con un'immagine efficace: se Internet fosse una grande città, i domini sarebbero gli indirizzi di case, negozi e uffici. Un .it può essere lungo da 3 a 63 caratteri e la registrazione è consentita a maggiorenni con cittadinanza, residenza o sede nello Spazio economico europeo, in Svizzera, a San Marino, in Vaticano e nel Regno Unito.

Sì, sono due servizi distinti e si pagano entrambi, anche quando arrivano su una fattura sola o dentro un pacchetto. Capita spesso che il dominio sia incluso gratis il primo anno in un piano di hosting: la domanda utile è cosa succede dal secondo anno, e a quanto va il rinnovo.

Per il sito di una piccola attività italiana non esiste un migliore in assoluto, e contano tre cose sole: che l'assistenza risponda in italiano e in fretta, che i backup siano automatici e davvero ripristinabili, e che tu sappia dove sono i tuoi dati. La potenza del server è l'ultimo dei problemi di un sito di dieci pagine.

Sì, se il registrante sei tu. Serve il codice authinfo, che il registrar deve comunicare al titolare; se l'hai perso lo richiedi al registrar, e puoi rivolgerti al Registro .it solo se il registrar non è rintracciabile o si rifiuta di darlo. Registrar e registrante si possono anche cambiare insieme: in quel caso il vecchio registrante deve comunicare l'authinfo al nuovo.

Sì. Si copiano file e database sul nuovo server, si prova il sito là sopra e solo alla fine si sposta il puntamento del dominio. Fatto in quest'ordine il sito non ha interruzioni visibili. È lavoro ordinario per chi gestisce siti: chiedi quanto costa prima di averne bisogno, non dopo.

Se lavori in Italia e il tuo nome in .it è libero, prendi quello: dice subito dove sei e i clienti italiani lo digitano senza pensarci. Se anche il .com è libero e costa poco, prendilo e puntalo sullo stesso sito, così nessuno potrà usarlo per confondere i tuoi clienti.

Fonti

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