Corso Google Analytics: quando pagarlo e quando no
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Se stai cercando un corso di Google Analytics, la prima cosa da sapere è che il corso esiste già, è fatto da Google e non costa niente. Sta su Skillshop, la piattaforma di formazione dei prodotti Google, e alla fine rilascia anche un attestato di prodotto. Questo cambia la domanda: non è più «quale corso compro», è «cosa compro che la formazione gratuita non mi da'». Qui sotto trovi la risposta, con i costi veri dello strumento, le tre cose che un corso a pagamento può aggiungere e il modo di riconoscere quelli che non le aggiungono.
Quanto costa Google Analytics e quanto costa impararlo
Sono due conti diversi e conviene tenerli separati, perché la confusione fra i due è quello su cui campano certe pagine di vendita.
Lo strumento: Analytics nella versione standard è gratuito, e la guida di Google lo scrive esplicitamente nella pagina di configurazione. Esiste una versione a pagamento, Analytics 360, con limiti di dati e funzioni più alti: è il prodotto per le organizzazioni grandi, si attiva da un contratto commerciale e non è quello su cui lavorerai nei primi due anni.
La formazione: Skillshop è la scuola ufficiale di Google sui suoi strumenti, è gratuita, si fa quando vuoi e chiude con una prova. Non è un titolo di studio, è un attestato di prodotto: dice che conosci i nomi delle cose dentro il pannello.
| Voce | Costo | Cosa ottieni |
|---|---|---|
| Analytics 4, versione standard | zero | Un account tuo, dati illimitati nei limiti standard, tutti i rapporti |
| Analytics 360 | a contratto, per grandi organizzazioni | Limiti più alti e funzioni avanzate, inutili su un sito piccolo |
| Formazione ufficiale su Skillshop | zero | Il vocabolario del pannello e un attestato di prodotto |
| Corso a pagamento solo sullo strumento | da poche decine di euro in su | Spesso le stesse schermate, spiegate da qualcun altro |
| Percorso con progetti corretti | il prezzo di un percorso | Un sito vero configurato, un report tuo e qualcuno che ti dice dove hai sbagliato |
Cosa ti insegna la formazione gratuita e cosa lascia fuori
Il materiale ufficiale è ottimo su una cosa sola: dirti come si chiamano le voci del pannello e dove stanno. Serve, perché nei colloqui e negli annunci quei nomi compaiono per esteso e chi non li ha mai sentiti si blocca alla prima domanda.
Quello che non può darti è tutto il resto, e non per cattiveria: sono cose che esistono solo se hai un sito e un obiettivo.
Il buco più grosso è il secondo. Un account appena creato ti mostra visite, pagine e provenienze, cioè numeri che nessuno ti paga per leggere. I numeri che contano (richieste inviate, carrelli, telefonate, iscrizioni) non arrivano da soli: vanno dichiarati come eventi, uno per uno, e Google pubblica l'elenco dei nomi consigliati proprio perché quel passaggio è manuale. Finchè non lo fai, il tuo Analytics è un contagiri senza strada.
- Un sito con traffico vero su cui esercitarti, invece di un account di prova con tre visite al giorno
- La decisione di cosa misurare, che dipende da cosa vuole l'attività e non dallo strumento
- La configurazione degli eventi che contano, cioè l'unico lavoro che trasforma i rapporti in qualcosa di utile
- Qualcuno che guarda il tuo report e ti dice che la conclusione non regge
- Il pezzo attorno: il gestore dei tag, i fogli di calcolo, il cruscotto che il cliente legge senza di te
Cosa devi saper fare davvero, in ordine
Se guardi gli annunci per i ruoli d'ingresso, Analytics non viene chiesto come conoscenza teorica: viene chiesto insieme a un verbo. Leggere, impostare, misurare, riferire. Le competenze che gli annunci veri nominano sono raccolte nella guida su cosa fa un digital marketing specialist.
Questa è la sequenza che ti rende utile prima, ed è anche l'ordine in cui conviene studiare: ogni passo rende sensato il successivo.
- Capire da dove arriva la gente e separare i canali: ricerca, social, email, pubblicità, traffico diretto
- Decidere qual è l'azione che vale per quel sito, una sola, e scriverla in una frase
- Configurare l'evento che registra quell'azione e verificare che scatti davvero, cliccando tu
- Collegare l'evento alla spesa, per sapere quanto ti è costata una richiesta
- Mettere i tre numeri in una pagina che un non addetto capisce in trenta secondi
Il punto in cui si fermano quasi tutti
Fra il punto 2 e il punto 3. Decidere l'azione che vale è una scelta di strategia, non di strumento, e nessun corso sul pannello te la insegna: dipende dal fatto che un ristorante vuole prenotazioni, un consulente vuole il telefono che suona e un negozio online vuole carrelli completati. Chi salta questo passo configura dieci eventi inutili e poi dice che Analytics è complicato.
I tre casi in cui un corso a pagamento ti fa risparmiare mesi
Pagare ha senso quando compri una delle tre cose che la formazione gratuita non ha. Fuori da questi tre casi, stai comprando le stesse schermate con una voce diversa.
- Parti da zero e non hai un sito su cui sbagliare. Quello che ti manca non è la spiegazione del menu, è un progetto da consegnare e una scadenza.
- Ti serve il pezzo attorno. Analytics da solo non produce niente di leggibile: servono il gestore dei tag per installare le misurazioni senza toccare il codice, un foglio di calcolo per i conti che il pannello non fa e un cruscotto per chi non entrerà mai nel pannello.
- Hai bisogno che qualcuno corregga il tuo lavoro. Un report sbagliato sembra giusto: è il motivo per cui studiare da solo sui dati è più rischioso che studiare da solo la grafica, dove lo sbaglio si vede a occhio.
| Strada | Cosa ti dà | Cosa resta fuori | Quando conviene |
|---|---|---|---|
| Formazione ufficiale gratuita | Il vocabolario del pannello e un attestato di prodotto | Progetti, correzione, strumenti attorno | Sempre: è il primo passo e non costa niente |
| Corso a pagamento sul solo strumento | Le stesse schermate con una spiegazione più lineare | Lo stesso di sopra | Solo se non riesci a studiare senza una voce che guida |
| Percorso con progetti corretti | Un sito configurato da te, un report giudicato, gli strumenti collegati | Il titolo di studio: nessuna formazione privata lo rilascia | Se il tuo obiettivo è lavorarci o gestire i dati di un'attività |
Come riconoscere un corso di Analytics che non vale i soldi
Cinque controlli, da fare sulla pagina di vendita prima di mettere la carta. Sono gli stessi criteri della checklist da usare prima di pagare un corso di digital marketing, applicati al caso specifico dei dati.
- Il programma parla solo del pannello. Se nell'indice non trovi la parola eventi (o conversioni) accanto a un verbo come configurare, stai comprando un tour guidato.
- Non c'è niente da consegnare. Nessun progetto, nessuna correzione, nessun voto: a fine corso hai guardato dei video, non hai una prova da mostrare.
- L'attestato viene presentato come un titolo. L'attestato di prodotto di Google è reale, ma è gratuito: se è quello il motivo per cui paghi, stai pagando una cosa che Google regala.
- Il gestore dei tag non è nel programma. Senza quello dipenderai da uno sviluppatore per ogni misurazione da aggiungere, e nessun cliente ti aspetta.
- Non puoi vedere dentro prima di pagare. Lezioni di esempio, indice completo, un periodo di prova: se non c'è nessuna delle tre, stai comprando alla cieca.
Analytics da solo non è un lavoro
Nessuno viene pagato per aprire un pannello. Si viene pagati per dire «questa campagna ha portato quattordici richieste a diciotto euro l'una, quest'altra zero: spostiamo il budget», e per averlo misurato in modo che regga a chi chiede come l'hai calcolato. Il pannello è un decimo di quel lavoro, è la parte che Google ti insegna gratis, ed è per questo che un corso solo sullo strumento lascia la sensazione di non essere servito a niente.
Nel Master professionalizzante di DirezioneX Academy i dati sono una tappa intera, la settima: Analytics 4 con 95 lezioni, il gestore dei tag, i fogli di calcolo e il cruscotto, 205 lezioni in tutto e circa 55 ore. Ma sta dopo le campagne e la scrittura, non prima, e questa è una scelta precisa: si misura qualcosa che hai fatto tu. Ogni corso chiude con un progetto corretto con un voto, e da 60 in su finisce nel portfolio, che è la cosa che poi fai vedere.
Sono 14 giorni di prova gratuita con accesso completo, inclusa la tappa sui dati: abbastanza per aprire le lezioni di Analytics e capire se il modo di spiegare ti serve. Serve la carta, non viene addebitato niente durante la prova e si disdice quando vuoi.
Riassunto in due righe: lo strumento è gratis, la formazione ufficiale è gratis, e qualunque cifra tu spenda deve comprare una delle tre cose che quelle due non hanno (un progetto vero, gli strumenti attorno, una correzione). Fai prima il percorso gratuito di Google, perché ti dà il vocabolario in poche sere e non costa niente. Se dopo ti accorgi che sai nominare tutto e non sai decidere cosa misurare, allora il problema non era il corso di Analytics: era che ti manca il mestiere intorno ai numeri.
Domande frequenti
Sì. Skillshop, la piattaforma di formazione ufficiale sui prodotti Google, è gratuita e rilascia attestati di prodotto, Analytics compreso. Non serve nessun pagamento e non c'è una versione a pagamento della stessa formazione: quello che paghi altrove è una spiegazione diversa delle stesse schermate, oppure il lavoro attorno (progetti, correzione, altri strumenti).
La versione standard non costa niente, e la guida ufficiale alla configurazione lo dice esplicitamente. A pagamento esiste solo Analytics 360, con limiti di dati e funzioni più alti: si attiva tramite contratto commerciale ed è pensata per organizzazioni grandi. Per un sito, un negozio online o i clienti di un freelance, la versione gratuita è quella giusta.
Crei un account e una proprietà dal sito di Analytics, aggiungi uno stream di dati per il sito o per l'app e installi il tag che ti viene dato, a mano nel codice o dal tuo gestore di contenuti. Finito questo, la raccolta parte ma misura solo le visite: le azioni che ti interessano (richieste, acquisti, telefonate) vanno dichiarate come eventi in un secondo passaggio.
Esistono, e qualche azienda le adotta per ragioni di privacy o per avere i dati su server propri. Cambia il pannello, non il ragionamento: canali di provenienza, azioni che valgono, costo per azione sono gli stessi concetti e si trasferiscono in un pomeriggio. Negli annunci di lavoro, però, lo strumento viene nominato per nome, quindi conviene imparare prima quello e tenere le alternative come curiosità.
Aiuta a superare un filtro automatico e non fa male, ma non distingue nessuno: essendo gratuita, ce l'hanno molti. Quello che distingue in un colloquio è poter aprire una proprietà configurata da te, mostrare gli eventi che hai dichiarato e spiegare quale decisione è stata presa guardando quei numeri. Nessuna formazione privata, la nostra compresa, rilascia titoli di studio o crediti: quello che resta in mano è il portfolio.
Prima le campagne, o almeno insieme. Analytics misura qualcosa: se non hai mai pubblicato una campagna o una pagina, i rapporti sono numeri senza causa e l'esercizio diventa memorizzare nomi di menu. Chi inizia dai dati tende a bloccarsi, chi arriva ai dati con una campagna da giudicare impara il pannello in giorni perché ha una domanda precisa da fargli.
