Corso social media marketing: quale ti serve
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Cerca «corso social media marketing» e la prima pagina di Google ti darà nove pagine che vendono un corso e nessuna che ti chieda a cosa ti serve. Il problema non sono i corsi: il problema è che la stessa parola copre tre bisogni molto diversi, e chi li confonde finisce per pagare mille euro per imparare una cosa che gli serviva per mezz'ora, o cinquanta euro per una cosa su cui doveva costruirci uno stipendio. Questa guida non ti dice quale corso comprare. Ti dice in quale dei tre casi sei, cosa deve esserci dentro il programma nel tuo caso, quanto di quel programma trovi già gratis sui siti ufficiali delle piattaforme, e quali domande fare prima di dare una carta di credito a chiunque.
Stai imparando, stai lavorando o stai comprando?
Google mette nella stessa pagina di risultati tre persone diverse. Lo si vede dalle domande correlate che compaiono sotto i risultati: accanto a «quanto costa un corso di social media marketing» c'è «quanto costa il social media marketing», che è la domanda di chi vuole assumere qualcuno, non di chi vuole studiare. E c'è «quanto guadagna un social media marketing», scritta così, che è la domanda di chi non ha ancora capito se è il nome di un lavoro o di una materia.
Non è ignoranza del lettore: è il mercato che usa una parola sola per tre cose. Vale la pena separarle prima di spendere, perché la risposta giusta cambia del tutto.
| Cosa vuoi fare | Cosa ti serve davvero | Quanto tempo |
|---|---|---|
| Gestire i social della tua attività | Le basi dei contenuti e la pubblicità a pagamento sulla piattaforma dove sono i tuoi clienti. Non ti serve tutto il resto | 20-40 ore, gran parte gratis |
| Farti pagare per gestire quelli degli altri | Contenuti, pubblicità, dati e la parte noiosa: preventivi, report, rapporto con il cliente | Centinaia di ore, e un portfolio |
| Comprare il servizio da un'agenzia o da un freelance | Non un corso: sapere cosa chiedere e come leggere un report | Qualche ora di lettura |
Se sei nel terzo caso, chiudi questa pagina
Se hai un'attività e stai cercando un corso perché vuoi capire se chi ti gestisce i social sta lavorando bene, non ti serve un corso: ti servono tre numeri e due domande. I numeri sono quanto hai speso in pubblicità nel mese, quante persone hanno scritto o chiamato dopo averla vista, e quanto ti è costata ognuna di quelle persone. Le domande sono: quale di questi contenuti ha portato richieste, e cosa cambiamo il mese prossimo per quella voce di spesa.
Chi ti gestisce i social dovrebbe risponderti senza esitare. Se non risponde, il problema non lo risolvi studiando: lo risolvi cambiando fornitore. Un corso serve a chi vuole fare il lavoro, non a chi vuole controllarlo.
Cosa deve esserci dentro, e in che ordine
Un programma di social media marketing che serve a lavorarci ha tre blocchi, e l'ordine conta. Molti corsi si fermano al primo, che è anche il più facile da insegnare e il più facile da vendere, perché produce subito qualcosa di bello da guardare.
Il secondo blocco è quello che separa chi fa contenuti da chi porta risultati. Il terzo è quello che ti permette di dire a un cliente perché dovrebbe continuare a pagarti il mese prossimo.
| Blocco | Cosa impari | Perché serve |
|---|---|---|
| Contenuti | Scrivere, grafica, video, calendario editoriale, come cambia il formato da una piattaforma all'altra | Senza questo non produci niente |
| Pubblicita a pagamento | Come si imposta una campagna, il pubblico, il budget, cosa significano i costi per risultato | La portata organica non basta più: senza budget quasi nessuno ti vede |
| Dati | Analytics, cosa tracciare, come costruire un report leggibile da chi non è del mestiere | È l'unico modo di dimostrare che il lavoro ha funzionato |
La pubblicità è la metà che molti corsi base saltano
Controlla quante ore del programma stanno sulla pubblicità a pagamento. Se la risposta è «un modulo introduttivo», quel corso ti insegna a fare i contenuti, non a fare il mestiere. Chi assume o chi ti paga come freelance ti chiederà quasi sempre di gestire un budget, e gestire un budget di qualcun altro è una responsabilità che non si improvvisa.
Il punto pratico: le piattaforme pubblicitarie cambiano l'interfaccia ogni pochi mesi. Un corso registrato tre anni fa e che non viene aggiornato ti mostra schermate che non esistono più. Chiedi la data dell'ultimo aggiornamento del modulo pubblicità, non del corso in generale.
Per capire che cosa ti verrà chiesto davvero in una giornata di lavoro, cosa fa un social media manager è il posto da cui partire: li trovi la settimana tipo, e si vede subito quanta parte non sono i contenuti.
Quanto puoi imparare gratis, e dove il gratis si ferma
Le piattaforme hanno tutto l'interesse a insegnarti a usarle, e lo fanno gratis sui loro siti ufficiali. Meta ha un'area formazione sulle sue piattaforme pubblicitarie, Google offre corsi e certificazioni gratuite sui suoi strumenti di pubblicità e analisi, HubSpot pubblica corsi gratuiti di marketing. Partire da lì non è un ripiego: è il modo più veloce di scoprire se la materia ti piace prima di spendere.
Il gratis si ferma in tre punti precisi, e sono gli stessi tre su cui vale la pena pagare.
- Nessuno ti corregge. Fai l'esercizio, ma se lo fai male non lo sai: il quiz a risposta multipla verifica che hai guardato il video, non che sai lavorare.
- Ogni piattaforma ti insegna solo la propria. Impari Meta da Meta e Google da Google, ma nessuno ti insegna a decidere dove mettere il budget quando ne hai uno solo.
- Non resta niente da mostrare. Alla fine hai dei badge, non dei progetti: a un colloquio o a un cliente serve vedere cosa hai fatto, non cosa hai guardato.
Quanto costa: le quattro voci che spostano il prezzo
Fra un corso registrato su un marketplace e un percorso di una business school ci sono due ordini di grandezza di differenza, e nessuno dei due è truffa: sono prodotti diversi. Quello che cambia il prezzo è quasi sempre una di queste quattro cose.
- Se qualcuno corregge quello che fai. La correzione umana o automatica di un progetto costa, ed è la voce che pesa di più.
- Se il materiale viene aggiornato. Un corso vivo ha un costo ricorrente per chi lo produce, un corso registrato una volta no.
- Quanta parte è in diretta. Le lezioni dal vivo costano molto e non sempre servono: ti legano a un orario e non le puoi rivedere alla velocità che vuoi.
- Cosa c'è dopo. Portfolio, aiuto a cercare lavoro o clienti, accesso che continua: sono servizi veri e hanno un prezzo.
Il prezzo non si confronta sul totale, si confronta sull'ora
Dividi il prezzo per le ore di contenuto e poi guarda cosa ricevi per quell'ora. Un percorso completo da centinaia di ore con progetti corretti e un corso da dieci ore senza correzione possono avere lo stesso costo orario e non essere la stessa cosa. Il nostro Master dell'Academy sta su 37 corsi, circa 460 ore e 36 progetti con voto, con il primo anno a 1.200 € oppure 100 € al mese per dodici mesi: il conto all'ora falli tu, ed è il conto che dovresti fare su ogni corso che stai guardando.
Le parole da controllare prima di pagare
Tre parole compaiono in quasi tutte le pagine di vendita dei corsi e nessuna delle tre, da sola, vuol dire qualcosa. Controllarle ti costa cinque minuti e ti dice molto di chi hai davanti.
- «Certificato»: un attestato lo può emettere chiunque, anche chi ha registrato il corso in salotto. Ha valore se lo rilascia la piattaforma di cui parla, cioè se è una certificazione di Google o di Meta sui loro strumenti. Altrimenti è un file PDF.
- «Riconosciuto»: va sempre chiesto da chi. Un corso privato di marketing non rilascia titoli universitari né crediti, e chi lascia intendere il contrario ti sta vendendo una cosa che non esiste. La formazione privata è legittima, ma deve dirsi per quello che è.
- «Garantito»: una garanzia esiste solo se ha condizioni scritte che puoi leggere prima di pagare. Se le condizioni non le trovi sul sito, la garanzia non c'è.
Le cinque domande da fare prima di dare la carta
Funzionano al telefono, via email e sul modulo di contatto. Chi vende un prodotto solido risponde in due righe; chi esita ti ha già risposto.
- 1Posso vedere il programma completo, con il numero di lezioni per modulo, prima di pagare?
- 2Chi corregge i progetti, e che cosa ricevo indietro: un voto, un commento scritto, niente?
- 3Quando e stato aggiornato l'ultima volta il modulo sulla pubblicità a pagamento?
- 4Che cosa succede se smetto: perdo l'accesso subito, alla fine del periodo pagato, e il pagamento a rate è un impegno per dodici mesi?
- 5C'è un modo di provare il corso prima di pagare, e cosa posso vedere durante la prova?
La prova è il solo modo di sapere prima di pagare
Tutto quello che c'è scritto sopra sono indizi: il programma, le ore, le parole. L'unica verifica che vale e entrare e guardare. Se un corso ti fa provare, provalo e vai subito a vedere il modulo che ti interessa di più, non la prima lezione introduttiva, che è sempre la meglio fatta.
L'Academy ha una prova di 14 giorni con accesso completo: serve la carta ma durante la prova non viene addebitato nulla, e disdicendo prima della fine non paghi niente. C'è anche un rimborso legato al lavoro, che però vale solo con tutte le sue condizioni (meno di 30 anni all'iscrizione, Master completato entro dodici mesi, candidature documentate e altro): sono scritte per intero nelle condizioni e vanno lette prima, non dopo.
Riassunto in tre righe. Decidi prima se vuoi imparare, lavorarci o comprare il servizio, perché sono tre spese diverse. Comincia dal gratis delle piattaforme ufficiali, che ti dice senza costi se la materia ti piace. Paga solo per le tre cose che il gratis non dà: qualcuno che corregge, un programma che tiene insieme piattaforme diverse, e qualcosa da mostrare alla fine. Se stai confrontando percorsi più ampi, le stesse domande valgono anche per un corso di digital marketing, dove i social sono uno dei pezzi.
Domande frequenti
Si va da poche decine di euro per un corso registrato su un marketplace a diverse migliaia per un percorso di una business school. La differenza di prezzo dipende quasi sempre da quattro cose: se qualcuno corregge i tuoi progetti, se il materiale viene aggiornato, quanta parte è in diretta e che cosa ricevi dopo la fine. Confronta il costo per ora di contenuto, non il totale.
Non esiste un migliore in assoluto, esiste quello giusto per cosa vuoi farne. Se devi gestire i social di una tua attività ti basta un percorso breve sulla piattaforma dove sono i tuoi clienti. Se vuoi lavorarci serve un programma che copra anche pubblicità a pagamento e dati, e che ti lasci dei progetti da mostrare. Valuta sui criteri: programma visibile prima, correzione dei progetti, data di aggiornamento, prova disponibile.
In buona parte sì, e conviene cominciare da lì. Meta, Google e HubSpot pubblicano gratis sui loro siti ufficiali la formazione sui propri strumenti. Il gratis si ferma dove serve qualcuno che corregga quello che fai, dove serve mettere insieme piattaforme diverse e dove serve un portfolio: a un colloquio i badge contano meno dei progetti.
No. Non è una professione regolamentata: non esiste un albo né un titolo obbligatorio. Il Ministero del Lavoro descrive il mestiere fra le schede di Cliclavoro e la classificazione europea ESCO lo elenca fra le professioni, ma in nessuno dei due casi si parla di un titolo necessario. Quello che viene chiesto in pratica è saper fare le cose e poterlo dimostrare.
No, è la confusione più costosa di questa ricerca. Il primo insegna una disciplina, cioè come si promuove qualcosa sui social. Il secondo dovrebbe insegnare un mestiere, quindi aggiunge le parti che la disciplina non contiene: come si fa un preventivo, come si gestisce un cliente, come si costruisce un portfolio. Se vuoi farti pagare, controlla che ci sia anche la seconda parte.
Dipende da chi lo emette. Le certificazioni rilasciate direttamente dalle piattaforme sui propri strumenti sono verificabili e vengono riconosciute nel settore. Un attestato di partecipazione emesso dalla scuola stessa certifica solo che hai seguito il corso. In entrambi i casi conta molto di più quello che puoi mostrare: campagne fatte, numeri, progetti.
Fonti
- Meta for Business, area formazione ufficiale
- Google Skillshop, catalogo dei corsi e delle certificazioni ufficiali
- Grow with Google Italia
- HubSpot Academy, catalogo dei corsi gratuiti
- Cliclavoro, Ministero del Lavoro: come fare il Social Media Manager
- ESCO, classificazione europea di competenze, qualifiche e professioni
- Istat, Classificazione delle professioni CP2021
- AGCM, tutela del consumatore
- Normattiva, Codice del Consumo (d.lgs. 206/2005)
- Condizioni dell'abbonamento a DirezioneX Academy
