Software e CRM

Software gestionale aziendale: come scegliere

8 minuti di lettura

Un gestionale aperto sul portatile e sul telefono

Chi cerca un software gestionale aziendale trova due tipi di pagine: quelle che spiegano cosa sia un gestionale (lo sai già, è per questo che stai cercando) e quelle che finiscono con il nome del software di chi ha scritto l'articolo. In mezzo manca la cosa che serve: un modo per decidere. Qui trovi quello. Cinque passi, nell'ordine in cui conviene farli, per un'azienda da cinque a trenta persone: non per una multinazionale che installa SAP, non per il professionista che deve solo fare le fatture. Alla fine saprai anche quando il gestionale giusto non si compra ma si costruisce sul tuo processo.

Passo 1: trova il processo che ti costa più soldi

Quasi tutti i progetti di gestionale partono male perché partono dalla domanda sbagliata: "quale software prendo?" invece di "cosa mi sta costando l'organizzazione di adesso?". Il secondo numero lo stimi in mezz'ora e cambia tutta la scelta.

Prendi i tre punti dove le cose si bloccano e mettici accanto una cifra. Un esempio di conto: se due persone passano ogni giorno quaranta minuti a riscrivere dati da un posto a un altro (dal blocchetto a Excel, dal WhatsApp del tecnico al foglio delle ore), sono circa 27 ore al mese. A 18 € l'ora di costo aziendale sono quasi 500 € al mese che bruci per spostare informazioni, prima ancora di contare gli errori.

Gli altri due punti pesano di più e si vedono meno: i preventivi che nessuno richiama e le scadenze che saltano. Su dieci preventivi al mese, se due restano fermi perché nessuno sa che sono fermi da tre settimane, quello è il tuo costo vero. Scrivilo: sarà il primo requisito del gestionale e il metro con cui giudichi qualunque offerta.

Passo 2: scrivi i requisiti su una pagina sola

Il documento dei requisiti non è burocrazia: è l'unico modo per confrontare due offerte che parlano linguaggi diversi. Senza, finisci a confrontare numero di funzioni e prezzo al mese, che sono le due cose che contano meno.

Una pagina basta. Una riga per processo, quattro colonne, e una regola: ogni requisito deve avere scritto "obbligatorio" oppure "utile". Se tutto è obbligatorio, non hai fatto il lavoro.

ProcessoCome funziona oggiCosa deve fare il softwareObbligatorio o utile
Richieste in arrivoTelefono e WhatsApp, annotate sull'agenda di cartaRaccoglie la richiesta con cliente, indirizzo e tipo di interventoObbligatorio
PreventiviWord, salvati in una cartella per annoGenera il preventivo e tiene lo stato: inviato, da richiamare, accettato, persoObbligatorio
Ore dei tecniciFoglietti consegnati il venerdì, riscritti in ExcelI tecnici le inseriscono dal telefono il giorno stesso, con il lavoro collegatoObbligatorio
Materiali per lavoroA memoria, controllati a fine mese sulla fattura del fornitoreSi scaricano sul lavoro e si confrontano col preventivatoObbligatorio
Scadenze di manutenzionePromemoria sul telefono del titolareAvvisa da solo 30 giorni prima, al cliente e al tecnicoUtile
La pagina dei requisiti: esempio per un'impresa di installazioni con sei persone

Il test delle due settimane

Prima di sentire i fornitori, prendi la settimana di lavoro appena passata e prova a raccontarla con i requisiti che hai scritto. Se c'è un momento che non trova posto in nessuna riga (il cliente che sposta l'appuntamento, il lavoro fermo in attesa di un pezzo, il collaudo da rifare), quel momento tornerà come problema tre mesi dopo l'avvio, quando il software è già pagato.

Passo 3: le sette domande da fare a ogni fornitore

Queste domande servono a tirare fuori quello che nelle demo non si vede. Fatte a tutti nello stesso ordine, rendono le offerte confrontabili. Chiedi le risposte per iscritto: una risposta che non sta per iscritto non è una risposta.

  • Quanto costa aggiungere un utente, e cosa succede al prezzo se passo da sei a dodici persone? È la voce che cambia il totale a tre anni più di ogni altra.
  • Chi possiede i dati e come li porto fuori? Fatti dire in che formato esce l'esportazione completa (i dati, non il PDF di una stampa) e se costa.
  • Se smetto di pagare, cosa resta? Con l'abbonamento l'accesso si chiude, con il software di proprietà il programma continua a funzionare: due rischi diversi, da mettere sul tavolo prima della firma.
  • La migrazione dei dati di adesso è inclusa, e chi la fa? Se la risposta è "ci pensa il vostro personale", quello è un costo tuo non scritto nell'offerta.
  • Le personalizzazioni sopravvivono agli aggiornamenti? Su molte piattaforme si fanno con moduli di terze parti, che dopo un aggiornamento vanno rifatti o ricomprati.
  • Quanta formazione è compresa, e per quante persone? Un gestionale che usano solo in due è un gestionale che non hai comprato.
  • Chi risponde quando si blocca, in quanto tempo, e in quale punto del contratto è scritto?

Passo 4: conta il costo a tre anni, non il prezzo in vetrina

Il prezzo esposto è quasi sempre per utente, al mese, sul piano base. Il totale vero si vede su tre anni e con il numero di persone che useranno il sistema davvero, magazziniere e tecnici compresi.

Un conto su un listino pubblico: Odoo espone 24,90 € per utente al mese sul piano Standard e 44,90 € sul piano Personalizzato, quello che serve per installare moduli propri. Sei persone sul piano Standard fanno 149,40 € al mese, cioè 5.378 € in tre anni; le stesse sei sul Personalizzato fanno 9.698 €. Nessuna delle due cifre comprende configurazione, migrazione e formazione.

Conta anche come vengono contate le licenze nei prodotti installati: Danea Easyfatt parte da 48 € più IVA all'anno, ma quella licenza è monoutente e la fattura elettronica di una seconda azienda costa 120 € l'anno in più. Condizioni normali, scritte sul loro listino pubblico: il confronto si fa su quelle, non sul numero più piccolo della pagina dei prezzi.

Sotto, le voci che compaiono dopo la firma. Mettile in una colonna dell'offerta e chiedi un numero per ognuna, anche se è zero.

VocePerché salta fuori dopoLa domanda da fare prima
Utenti in piùIl prezzo esposto è per utente e il conto si fa sul piano baseQuanto costa il settimo utente, e il dodicesimo?
Piano superioreLa funzione che ti serve sta nel piano sopraSu quale piano sta ognuno dei miei requisiti obbligatori?
Migrazione dei datiAnagrafiche e storico sono più sporchi del previstoChi la fa, in quanti giorni, e se i dati vanno ripuliti?
FormazioneSpesso è un video e un'ora di call, poi il team torna a ExcelQuante ore e per quante persone?
PersonalizzazioniSi quotano a parte e si rifanno agli aggiornamenti importantiLe modifiche restano dopo un aggiornamento? A carico di chi?
AssistenzaIl primo anno è compreso, dal secondo diventa un canoneQuanto costa dal secondo anno e cosa comprende?
UscitaExport incompleto, a pagamento, o solo in PDFIn che formato escono tutti i miei dati e quanto costa?
Le voci di costo che non stanno nel prezzo in vetrina

Passo 5: pacchetto pronto, piattaforma configurabile o su misura

A questo punto la scelta si fa quasi da sola, perché la decidono i requisiti obbligatori, non il gusto.

Se i tuoi processi sono standard (vendi, fatturi, tieni il magazzino con logiche normali) un pacchetto pronto copre tutto e costa meno di qualunque alternativa: prendilo. Se hai due o tre processi standard e uno tuo, una piattaforma configurabile può bastare, a patto che quel processo stia nelle configurazioni e non in un modulo da far scrivere. Se invece il modo in cui lavori è il motivo per cui i clienti ti scelgono, adattare l'azienda al software significa perdere esattamente quello.

Il conto completo del pareggio tra canone per utente e software di proprietà, con la tabella a tre, cinque, otto e dodici utenti, è nella guida dedicata: software gestionale su misura o a canone. Qui basta la regola: finché l'abbonamento copre il 90% di quello che fai, l'abbonamento vince. Sotto quella soglia inizi a pagare un canone per un sistema che non ti serve, e a mettere pezze a mano sul resto.

Il nostro lato dichiarato: progetto una volta da 2.990 €, analisi dei processi e migrazione dei dati incluse, formazione a tutto il team, e manutenzione facoltativa da 99 €/mese. Se smetti di pagare la manutenzione il software continua a funzionare, perché è tuo per contratto. Le voci e le condizioni sono scritte in quanto costa un software gestionale.

I cinque errori che fanno buttare il progetto

Non sono errori di valutazione tecnica: sono errori di processo, e si ripetono sempre uguali.

  • Sceglie chi non lo usa. Se il titolare decide senza il magazziniere e senza chi prende le richieste al telefono, il gestionale viene aggirato entro il secondo mese e i dati veri restano su un foglio parallelo.
  • Si parte da tutto insieme. Clienti, preventivi, magazzino, ore e contabilità lo stesso giorno sono cinque problemi nella stessa settimana: si parte dal processo che fa più male e si aggiunge a blocchi.
  • La migrazione si fa a mano "per ora". Il doppio inserimento provvisorio diventa definitivo, e dopo sei mesi hai due archivi che non coincidono.
  • Nessuno è responsabile del software dentro l'azienda. Serve una persona interna che decida le regole d'uso, altrimenti ognuno si inventa come compilare i campi.
  • Si misura il successo dal numero di funzioni attive. Si misura da una cosa sola: i tre numeri del passo 1 sono migliorati o no?

Il calendario di una scelta fatta bene

Dall'inizio alla firma servono tre o quattro settimane di lavoro vero, poco per volta. Chi ci mette sei mesi non sta valutando: sta rimandando, e in quei mesi il costo del passo 1 continua a correre.

QuandoCosa faiChi
Settimana 1I tre numeri del costo attuale e la pagina dei requisitiTitolare più chi fa il lavoro ogni giorno
Settimana 2Tre fornitori diversi per tipo (pacchetto, piattaforma, su misura), le sette domande per iscrittoChi ha scritto i requisiti
Settimana 3Demo sui tuoi dati veri, non sul loro esempio. Confronto del costo a tre anniChi userà il software, non solo chi firma
Settimana 4Firma con le date di avvio e la responsabilità della migrazione scritteTitolare
Tre settimane dalla decisione di cambiare alla firma

Un gestionale aziendale non si compra per non restare indietro: si compra per smettere di pagare un costo che oggi non vedi in nessuna fattura. Per questo l'ordine conta più del software. Prima i tre numeri, poi la pagina dei requisiti, poi le sette domande, poi il conto a tre anni. Il nome del prodotto è l'ultima cosa, e a quel punto lo scegli in un pomeriggio. Se dalla pagina dei requisiti escono due o tre processi che nessun pacchetto prevede, il problema non è trovare il software giusto: quel software va costruito sul tuo modo di lavorare. È quello che facciamo con software e CRM su misura, a preventivo fisso dopo la mappatura dei processi.

Domande frequenti

Sono programmi che tengono in un posto solo i dati del lavoro di ogni giorno: clienti, preventivi, ordini, magazzino, scadenze, ore. La differenza con Excel non è la grafica: è che il dato lo inserisce una persona sola, una volta, e lo vedono tutti gli altri già aggiornato.

Dipende da come lo paghi. In abbonamento si parte da poche decine di euro per utente al mese: sei persone su un listino cloud pubblico da 24,90 € a utente fanno 5.378 € in tre anni, senza configurazione e formazione. Un progetto di proprietà si paga una volta e il nostro parte da 2.990 €. Le voci sono tutte in quanto costa un software gestionale.

Negli elenchi pubblici ricorrono sempre gli stessi nomi: SAP e Microsoft Dynamics nelle aziende grandi, Zucchetti, TeamSystem, Danea e Odoo nelle piccole e medie. "Più usato" però non vuol dire "giusto per te": vuol dire adatto al processo più comune. Se il tuo processo è comune è un'informazione utile, altrimenti non dice niente.

Non è obbligatorio che sia lo stesso programma. La fattura elettronica verso privati e pubblica amministrazione passa per il Sistema di Interscambio dell'Agenzia delle Entrate, e molti gestionali si limitano a esportare il file che il commercialista o un servizio dedicato invia. Chiedi se l'invio è compreso o se è un modulo a pagamento: è una delle voci che compaiono dopo la firma.

Per un pacchetto pronto con pochi dati da trasferire, giorni. Per un gestionale costruito sui tuoi processi, nel nostro caso sono 4-8 settimane dall'analisi, e i progetti più larghi si consegnano a blocchi partendo dal processo che fa più male. Il tempo vero non lo prende il software: lo prende la pulizia dei dati che hai adesso.

Come esercizio sì: ti costringe a scrivere i requisiti e scopri subito dove si blocca. Il rischio è inserire sei mesi di dati in uno strumento da cui non riesci a tirarli fuori: verifica l'esportazione completa prima di inserire il primo cliente.

Fonti

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