Quanto costa la pubblicità su Facebook: i costi veri
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La domanda che fai a Google è "quanto costa" e la risposta che trovi in giro è sempre la stessa: dipende. Vero, ma inutile. Quello che ti serve è sapere quali voci ti arrivano addosso ogni mese, quale cifra minima ha senso scrivere nel campo budget e come capire, dopo trenta giorni, se stai comprando clienti o beneficenza alle piattaforme. Qui ci sono tutte e tre.
I tre costi che paghi ogni mese (non uno)
Quasi tutte le guide sui costi di Facebook parlano solo del budget pubblicitario. È la voce più visibile, non è l'unica. Chi fa pubblicità sul serio paga tre cose insieme, e la terza è quella che decide se le prime due servono a qualcosa.
Il budget alle piattaforme lo paghi con la carta direttamente a Meta: è carburante, non un servizio. Non passa da nessuna agenzia e resta un tuo costo anche se le campagne le gestisci da solo. Il secondo costo è il lavoro: costruire i pubblici, scrivere e cambiare gli annunci, guardare i numeri ogni settimana e spostare il budget dove rende. Se lo fai tu non ti arriva nessuna fattura, ma ti porta via ore. Il terzo è la pagina su cui atterra chi clicca.
- Se ti hanno fatto un preventivo che comprende il budget pubblicitario dentro il canone, chiedi quanto di quella cifra finisce davvero in pubblicità: è una domanda legittima e la risposta deve essere un numero.
- Se la campagna porta traffico sulla homepage, stai pagando clic per far atterrare gente in un posto dove deve ancora capire cosa fare. È il modo più caro di sprecare un budget.
| Voce | A chi la paghi | Quando la paghi |
|---|---|---|
| Budget pubblicitario | A Meta, con la carta | Ogni giorno, finché la campagna gira |
| Gestione | A chi la fa (o al tuo tempo) | Ogni mese |
| Pagina di arrivo | A chi te la costruisce | Una volta, se non ce l'hai già |
Perché Facebook non ha un listino prezzi
Meta non vende spazi a tariffa come un giornale locale. Ogni volta che una persona apre Facebook o Instagram si apre un'asta istantanea tra tutti gli inserzionisti che vogliono raggiungerla, e vince chi ha la combinazione migliore di tre cose: quanto è disposto a pagare, quanto è probabile che quella persona faccia davvero l'azione richiesta, quanto l'annuncio è pertinente e di qualità.
Questo ha una conseguenza che conviene capire subito: un annuncio fatto bene costa meno a parità di risultato. Non è una frase motivazionale, è il meccanismo. Se il tuo annuncio viene ignorato o nascosto dalle persone, paghi di più per mostrarlo. Se viene guardato e cliccato, paghi di meno.
L'altra conseguenza è che il prezzo non dipende solo da te. Dipende da quanti altri stanno cercando di parlare alla stessa persona nello stesso momento. Un clic per un idraulico che intercetta un'urgenza può costare diverse volte quello di un bar che riempie l'aperitivo del venerdì: stesso strumento, due aste completamente diverse.
- Settore: assicurazioni, legale, finanza e servizi tecnici pagano più di ristorazione e negozi.
- Pubblico: più è ambito da altri inserzionisti, più sale il prezzo.
- Periodo: tra il Black Friday e Natale tutti alzano i budget e l'asta si scalda per tutti.
- Qualità dell'annuncio: un creativo che ferma lo scroll abbassa il costo del risultato.
- Obiettivo scelto: chiedere un contatto costa più che chiedere una visualizzazione.
Sotto quale budget non vale la pena partire
Per un'attività locale la soglia sotto la quale è meglio non cominciare sta intorno ai 300 euro al mese di budget pubblicitario, cioè una decina di euro al giorno. Non è una regola di marketing: è aritmetica. Le campagne hanno bisogno di raccogliere abbastanza azioni per capire chi è il tuo cliente buono, e con pochi euro al giorno in un mese raccogli così pochi dati che ogni decisione diventa un lancio di moneta. Tre mesi a budget giusto valgono più di sei mesi a budget finto.
Ecco cosa cambia davvero tra un budget e l'altro. I costi per clic qui sotto sono due esempi di calcolo, non medie di mercato: servono solo a far vedere quanto si allarga la forbice tra un settore tranquillo e uno affollato.
- Se il tuo mercato è una città sola e un servizio solo, partire da 300 a 600 euro al mese di budget è una scelta sensata.
- Se vendi in tutta Italia o hai molti servizi diversi, quella cifra si spalma su troppi fronti: meglio concentrarla su un servizio alla volta.
| Budget al mese | Clic con un costo di 0,60 € | Clic con un costo di 2 € | Contatti se la pagina converte il 5% |
|---|---|---|---|
| 300 € | circa 500 | 150 | da 7 a 25 |
| 600 € | circa 1.000 | 300 | da 15 a 50 |
| 1.000 € | circa 1.670 | 500 | da 25 a 83 |
Il conto da fare prima di spendere un euro
La domanda giusta non è "quanto costa la pubblicità su Facebook". È "quanto posso pagare un contatto senza perderci". Quel numero ce l'hai già nei tuoi conti, basta tirarlo fuori in quattro passaggi.
- 1Calcola quanto ti lascia in tasca un cliente nuovo: il margine, non il fatturato.
- 2Moltiplicalo per le volte che quel cliente torna in un anno.
- 3Conta quanti contatti ti servono, in media, per chiudere un cliente.
- 4Decidi quanta parte di quel margine sei disposto a dare alla pubblicità, e dividi per il numero di contatti.
Un esempio con le cifre
Un centro estetico fa un trattamento da 60 euro e ci guadagna 40. Un cliente nuovo soddisfatto torna in media quattro volte in un anno: vale 160 euro di margine. Su tre persone che chiedono informazioni, una prenota. Se il titolare decide di lasciare alla pubblicità metà del margine del primo anno, ha 80 euro per acquisire un cliente, e siccome gli servono tre contatti per farne uno, può pagare fino a circa 26 euro un singolo contatto.
Ventisei euro è il suo numero. Da quel momento tutto diventa semplice: se il report del mese dice che ogni richiesta è costata 18 euro, la campagna va tenuta e si alza il budget. Se dice 45, non è detto che il problema sia la pubblicità: nove volte su dieci è la pagina di arrivo che perde per strada le persone, o l'offerta che non è abbastanza chiara. Se ti riconosci in questa seconda situazione, la lettura utile è perché il tuo sito non porta clienti.
| Passaggio | Numero |
|---|---|
| Margine su un trattamento | 40 € |
| Volte che il cliente torna in un anno | 4 |
| Valore del cliente nuovo | 160 € |
| Quota che lasci alla pubblicità | 80 € |
| Contatti per chiudere un cliente | 3 |
| Quanto puoi pagare un contatto | circa 26 € |
I cinque modi più comuni di bruciare il budget
Non servono errori gravi per buttare via mille euro in due mesi. Bastano queste cose, che vediamo praticamente in ogni account che ci passa davanti.
- Premere il tasto blu "Sponsorizza" sotto un post invece di creare una campagna con obiettivo contatti: il boost ottimizza per le interazioni, cioè ti compra like, non richieste.
- Mandare il traffico sulla homepage invece che su una pagina costruita per far lasciare un contatto.
- Non installare il tracciamento: senza pixel e senza eventi, Meta non sa chi ti ha contattato e non può cercare altre persone simili. Stai pagando il doppio lo stesso risultato.
- Spegnere e cambiare tutto ogni tre giorni: ogni modifica fa ripartire la fase di apprendimento e azzera quello che la campagna aveva capito.
- Guardare la copertura invece del costo per contatto. La copertura la pagano tutti, i contatti no.
Fai da te, freelance o agenzia: cosa cambia nel conto
Il secondo costo, quello della gestione, è l'unico su cui hai una scelta vera. Vale la pena fare il conto in ore, non solo in euro: impostare le campagne a regola d'arte è un lavoro di qualche giorno, tenerle in piedi sono un paio d'ore a settimana di controlli e test.
Da noi la gestione continuativa delle campagne Meta, Google e TikTok costa 499 € al mese, con l'impostazione iniziale di account, pixel, pubblici e tracciamento a 390 € una tantum, e la landing page a 490 € se non ce l'hai. Il budget pubblicitario resta tuo e lo paghi direttamente alle piattaforme, come deve essere. Tutte le voci, senza sorprese, sono su gestione campagne pubblicitarie e nel dettaglio su quanto costa la pubblicità su Google e Meta.
| Strada | Cosa ti costa | Quando ha senso |
|---|---|---|
| Fai da te | Il tuo tempo, più gli errori dei primi mesi | Budget piccolo e voglia vera di imparare |
| Setup e poi avanti da solo | Una cifra una tantum | Vuoi partire bene e poi tenere il controllo |
| Gestione continuativa | Un canone mensile | Il budget cresce o il tuo tempo vale più della delega |
Le tre domande da fare a chiunque ti gestisca le campagne
Se la risposta parla di copertura, impression e visibilità invece che di costo per contatto, hai la tua risposta su dove stanno finendo i soldi. Se invece il tuo settore vive di ricerche attive e non di scroll, il ragionamento sul budget cambia: in quel caso guarda quanto investire in Google Ads.
- Quanto mi è costato un contatto questo mese, e il mese scorso?
- Quante di quelle richieste sono diventate clienti?
- Cosa hai cambiato nelle ultime due settimane e perché?
Riassumendo in tre numeri: il budget minimo sotto cui non impari niente (circa 300 euro al mese per un'attività locale), il costo massimo che puoi pagare un contatto (lo calcoli dal tuo margine in quattro passaggi), e il costo reale che misuri dopo trenta giorni di dati veri. Se il terzo numero sta sotto il secondo, hai una macchina che compra clienti e puoi alzare il budget. Se sta sopra, prima di aumentare la spesa si sistema la pagina di arrivo. Chi ti promette un costo per contatto prima di aver visto un solo dato del tuo mercato sta indovinando.
Domande frequenti
Puoi sponsorizzare un post anche con pochi euro al giorno: il minimo lo decide la piattaforma e per budget giornalieri è una cifra molto bassa. Il problema non è il prezzo, è l'obiettivo: il tasto "Sponsorizza" ottimizza per far interagire la gente col post, non per farti arrivare richieste. Se cerchi contatti serve una campagna con obiettivo contatti e una pagina dove lasciarli.
Perché la copertura organica di una pagina aziendale è una frazione minima dei follower: il feed è pieno e dà spazio ai contenuti di amici e creator. Pubblicare gratis serve a dare credibilità a chi ti cerca, non a portarti clienti nuovi. Quelli, su Meta, oggi si raggiungono a pagamento.
È lo stesso sistema di aste e lo stesso budget: Facebook e Instagram si gestiscono dal medesimo pannello e puoi mostrare un annuncio su entrambi. Il costo cambia per posizionamento e per pubblico, non per piattaforma. Se il tuo cliente tipo ha trent'anni e guarda le storie, su Instagram lo raggiungi meglio a parità di spesa.
I primi contatti arrivano di solito entro le prime due settimane, ma il numero su cui decidere qualcosa è quello del primo mese completo: prima la campagna è ancora in fase di apprendimento e i costi sono più alti del normale. Giudicare una campagna dopo cinque giorni è il modo più sicuro per spegnerla proprio quando stava iniziando a funzionare.
Gratis puoi pubblicare post, rispondere nei gruppi locali, curare la vetrina della pagina e chiedere recensioni. Sono cose che vale la pena fare e che non costano niente, ma raggiungono quasi solo chi ti conosce già. La pubblicità a pagamento serve a una cosa diversa: farti vedere da chi non sa che esisti.
Regola pratica: Google intercetta chi sta già cercando il tuo servizio adesso, quindi rende con urgenze e servizi che la gente cerca attivamente, come un fabbro o un dentista. Meta crea la domanda mostrandosi a chi non ti stava cercando, quindi rende con ristorazione, estetica e tutto quello che si decide guardando una foto. Spesso la risposta è entrambi, e un mese di test lo dice con i numeri.



